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Tra le Opere delle Collezioni Permanenti con Roberto Grandi

Siamo appena arrivati in città. Dove andiamo?


Museo Civico Archeologico, Via dell’Archiginnasio 2

Partiamo dal Museo Archeologico, a fianco della Chiesa di San Petronio, che custodisce, oltre a una preziosa raccolta di antichità egiziane, la memoria più antica del territorio: la Bologna etrusca, gallica e romana. I musei contengono oggetti e materiali che raccontano storie affascinanti e sconosciute. Tra le tante di questo museo è, per me, bello perdermi nel racconto inciso su fasce parallele nelle pareti esterne della situla estrusca in lamina di bronzo, utilizzata per contenere le ceneri della defunta. Siamo nella Sala X, tomba 68. Verso due suonatori si dirige una processione sacra con tanto di animali da sacrificare, donne che portano il necessario per banchettare e, in chiusura, una parata militare. È un invito alla festa, per chi lo vuole raccogliere, che ci aspetta da 2500 anni.

archeologico


Museo Civico Medievale, Via Manzoni 4

Passeggiare nelle splendide sale di questo museo contrasta con il luogo comune di un Medioevo buio. Sculture, dipinti, ceramiche, codici miniati, armi, avori, bronzetti, vetri ci lasciano letteralmente stupiti e ci fanno ricredere sui pregiudizi con cui vi siamo entrati. Vi porto prima ad ammirare una testimonianza della vita universitaria del primo ateneo del mondo (1088). Un frammento in marmo dell’Arca monumentale del giurista Giovanni da Legnano. Sono raffigurati studenti a lezione: uno legge, alcuni osservano il docente, altri sono assorti nei loro pensieri. Poi possiamo dirigerci verso la statua di Bonifacio VIII, opera di Manno di Bandini, in lastre dorate su anima di legno del 1301. La sua altezza con la sua sfolgorante sontuosità e l’iconicità prepotente me l’hanno sempre fatta percepire come una figura che racconta storie della galassia lontana da cui proviene.archeologico 


Quali musei meritano assolutamente una visita per la loro unicità?

Al Museo internazionale e biblioteca della musica (Strada Maggiore, 34) ammiriamo l’unico esemplare rimasto del primo spartito stampato nella storia (1501, Ottaviano Petrucci) e il mistero dei tre compiti di Mozart per superare l’esame di ammissione all’Accademia Filarmonica. spartito Al Museo del Patrimonio Industriale (Via della Beverara, 123) ci sorprendiamo invece di fronte al modello funzionante in scala 1:2 di uno dei 100 mulini da seta alla bolognese che nel XV secolo rappresentavano il punto più alto della tecnologia europea. Lo spazio della Fabbrica del Futuro ci trasporta poi dalla tecnologia di ieri a quella di domani. 


E il contemporaneo?


MAMbo -Museo d’Arte Moderna di Bologna, Via Don Giovanni Minzoni 14

Al MAMbo percorriamo l’arte italiana dal dopoguerra a oggi. I Funerali di Togliatti di Guttuso sono un esempio significativo della relazione tra arte e ideologia, il video della performance di Marina Abramovic e Ulay ci immerge nei materiali della Settimana Internazionale della Performance che nel 1977 ha rappresentato un evento artistico mondiale. Salendo pochi gradini entriamo nel percorso espositivo che illustra i temi e le stagioni dell’attività di uno dei più grandi artisti del secolo scorso, Giorgio Morandi. La qualità e quantità di opere morandiane e la possibilità di andare a visitare il suo studio in via Fondazza 36 valgono da sole una visita a Bologna. 
museo morandi

Illustrazioni di Sarah Mazzetti

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