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La zona U tra scienza e ambiente

LA ZONA U TRA SCIENZA E AMBIENTE

Via Zamboni, una strada storica che scende dalle due torri verso Porta San Donato. Lungo il suo corso è fiancheggiata da palazzi rinascimentali e da chiese e cappelle.

Nel suo insieme è un ambiente omogeneo, accompagnato da portici che entrano nei palazzi storici all’interno dei chiostri aperti sulla strada.

Via Zamboni trova il suo centro in Piazza Verdi di fronte al Teatro Comunale.

Nei suoi musei questa strada raccoglie quel che Natura ci offre, che la scienza osserva, il senso civico protegge, il pubblico chiede: e sono milioni di secolari saperi ed esperienze, acquisiti per sempre, per tutti.

Descrizione per disabilità visive

Da piazza Maggiore, si raggiunge via Zamboni percorrendo via Rizzoli fino a piazza Ravegnana e piegando poi a sinistra.

Evitare le rastrelliere ai due lati all’inizio della via e le panchine al centro della strada all’altezza di piazzetta Ardigò.

L’accesso ai portici non ha gradini, ma all’imbocco di via Marsala, sulla sinistra, i tre in discesa non sono segnalati.

I portici non presentano difficoltà, escluse quelle rappresentate dai dehors.

Dopo largo Respighi, sotto il portico si affaccia il Teatro Comunale con visita guidata da concordare.

Attraversando piazza Verdi sulla destra, per via Bibbiena, s.Sigismondo, largo Trombetti, via Belmeloro, via Selmi, si arriva all’edificio che ospita la  Collezione di Zoologia al piano terra e al primo piano (aula didattica e animali da toccare), la Collezione di Anatomia Comparata al secondo (con percorso supportato da guida audio-braille) e la Collezione di Antropologia al terzo, con la ricostruzione di una yurta.

Disponibili visite guidate da studenti.

Per un riposo al fresco, in via Belmeloro, si apre il piccolo giardino S.Leonardo, non troppo curato ma provvisto di panche e tavoli.

Torniamo in via Zamboni. Attenti: all’imbocco del portico di destra, al centro, si erge un evocativo fittone! Proseguendo si raggiunge l'ingresso di palazzo Poggi che ospita il Museo di Palazzo Poggi, il Museo Europeo degli Studenti - MEUS e il Museo della Specola, oltre all’aula Carducci e alla Biblioteca Universitaria, tutti visitabili con visita guidata su richiesta,, ma non c'è niente che si possa toccare.

Più avanti si arriva alla Collezione di Geologia “Museo Giovanni Capellini”, il regno del gigantesco modello di Diplodocus. Siccome la vicina Collezione di Mineralogia “Museo Luigi Bombicci” offre poco al visitatore non vedente, si consiglia di raggiungere la vicina via Irnerio e fare 200 metri fino all’Orto Botanico ed Erbario dove, su richiesta, sperimentare al tatto e, se possibile, al gusto e all'olfatto consistenze, forme, rilievi e curiosità di piante note ed esotiche.

Descrizione per disabilità uditive

Partenza dalle 2 Torri, camminare su via Zamboni fino a Piazza Verdi.

Da qui si può andare in due aree di sosta:

- a sinistra, da via largo Respighi si arriva alla Piazzetta Pradelli vicina ai Giardini del Guasto, aperti solo in alcuni giorni e orari.
http://associazionegiardinodelguasto.blogspot.com/

Giardino del guasto


 
- girando a destra, su Via Belmeloro si può arrivare al Giardino Don Tullio Contiero, detto di San Leonardo.


San Leonardo 

Da Via Belmeloro girare in Via Selmi dove si possono visitare gratuitamente 3 Collezioni del Sistema Museale di Ateneo:

Tre musei

- Collezione di Zoologia

al piano terra e al primo piano. I materiali sotto teca hanno una catalogazione ottocentesca, ma ci sono pannelli esplicativi numerati, con testi tecnici affiancati a numerose immagini.

Nel grande atrio all’entrata, il visitatore incontra subito un esemplare di Pesce Luna (Mola mola), trovato sulla costa della Romagna nella prima metà degli anni ’40.

All’ingresso, a destra e a sinistra , sono esposti  i reperti più antichi cheprovengono dalla collezione di Luigi Ferdinando Marsili, del XVIII secolo, e da quella dei vertebrati di Camillo Ranzani.   

Al piano terra inoltre, ci sono i trofei di caccia dei marchesi Pizzardi, due diorami* del Parco Nazionale d’Abruzzo e del Parco Nazionale del Gran Paradiso, e una ricca raccolta ornitologica*.

Le collezioni ornitologiche*, i trofei africani, i diorami*, le raccolte dei più importanti gruppi animali e la collezione Altobello comprendente anfibi, rettili e mammiferi, sono solo in esposizione.

La Collezione di Zoologia fa parte del Sistema Museale di Ateneo dell’Università di Bologna.

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Reperto: oggetto ritrovato durante una ricerca scientifica, ad esempio i fossili ritrovati negli scavi archeologici.

Ornitologia: scienza zoologica che studia gli uccelli.

Diorami: vetrine che contengono elementi del regno vegetale e del regno animale, presentati in una ricostruzione dell'ambiente naturale.

- La Collezione di Anatomia Comparata si trova al secondo piano e contiene cartelli esplicativi scritti in corsivo e senza immagini, ma esiste una brochure chiara e sintetica di questa collezione.

- Collezione di Anatomia comparata

Al secondo piano contiene cartelli esplicativi scritti in corsivo e senza immagini, ma esiste una brochure chiara e sintetica di questa collezione.


Il tema principale della Collezione è l’evoluzione degli esseri viventi vertebrati attraverso l’osservazione dei “preparati anatomici” (prodotti, costruiti in laboratorio) ,  di pesci, anfibi, rettili, uccelli e mammiferi.

Si può inoltre osservare l’evoluzione del sistema circolatorio e del sistema nervoso, grazie a “preparati con metodo ad iniezione” e a “preparati istologici*” delle terminazioni nervose. In esposizione ci sono anche gli strumenti usati per fare tali preparazioni: microscopi, microtomi* e siringhe di varia grandezza.

In una speciale sezione è possibile "toccare" alcuni pezzi esposti, descritti anche con caratteri "Braille"*.

La Collezione di Anatomia Comparata  fa parte del Sistema Museale di Ateneo dell’Università di Bologna.

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Istologia: scienza biologica che studia la struttura microscopica dei tessuti e degli organi vegetali e animali.

Microtomo: strumento con una lama affilatissima, utilizzato per tagliare sezioni molto sottili (5-20 μm) di materiali biologici, da osservare al microscopio ottico.

Braille: codice di scrittura utilizzata per i ciechi.

- Collezione di Antropologia Si trova al terzo piano e presenta cartelli esplicativi con molti disegni e tabelle. Interessante la ricostruzione di una yurta descritta in un fascicolo disponibile in sala. 


 Sono esposti crani e scheletri di antiche popolazioni italiane di epoche diverse (dal Neolitico* al sec. XVIII), calchi di reperti scheletrici di primati* e ominidi che testimoniano le tappe fondamentali del processo evolutivo dell'Uomo.

Ci sono anche i manufatti (lavori fatti a mano) trovati sia in Italia, sia in altri paesi europei, che illustrano lo sviluppo delle culture preistoriche , dal
paleolitico* inferiore al neolitico. 

Di recente è stata acquisita una "yurta" completa di arredi. È una tipica abitazione mobile delle popolazioni nomadi del Kazakistan.

La Collezione di Antropologia fa parte del Sistema Museale di Ateneo dell’Università di Bologna.

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Neolitico: l'ultimo periodo dell'età della pietra, caratterizzato dall'uso della pietra levigata, durante il quale l'uomo vive già in capanne, spec. su palafitte, e inizia l'agricoltura e l'allevamento degli animali (cani, cavalli, bovini e ovini).

Primati: ordine di mammiferi a cui appartengono l’uomo, le scimmie e le proscimmie.

Paleolitico: periodo più antico della preistoria, in cui si utilizzavano armi e utensili in pietra.



Si torna su via Zamboni dove si possono visitare il Museo di Palazzo Poggi, il Museo della Specola e la Collezione di Geologia “Museo Giovanni Capellini”.

Museo Palazzo Poggi

Nelle sale del Museo di Palazzo Poggi ci sono pannelli con targhe e simboli che rimandano alla tematica della sala.

La connessione wifi è riservata agli iscritti all’Ateneo.

  • La sezione di Storia Naturale 

Nel Settecento queste stanze erano una delle più esaltanti meraviglie visibili in Palazzo Poggi. Nel corso del secolo XVIII, alle raccolte di Ulisse Aldrovandi e Ferdinando Cospi, si aggiunsero i materiali provenienti da altre donazioni, riguardanti la geologia, la mineralogia, la botanica e la zoologia. 

  • La sezione di Anatomia e Ostetricia 

Raccoglie le settecentesche cere anatomiche appartenute all'Istituto delle Scienze tra cui la collezione di Ercole Lelli, quella dei coniugi bolognesi Giovanni Manzolini e Anna Morandi e un’opera del famoso ceroplasta* fiorentino Clemente Susini. 

La sala di ostetricia raccoglie tavole anatomiche in cera, modelli in terracotta e strumenti chirurgici appartenuti alla scuola del medico bolognese Giovan Antonio Galli che la fondò per insegnare ai chirurghi e alle levatrici* come far partorire le donne. Era un vero e proprio laboratorio didattico, unico nell'Europa del XVIII secolo. La macchina ostetrica posta al centro della sala permetteva agli allievi di esercitarsi nelle principali manovre del parto.

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Ceroplasta: artista che modella la cera.

Levatrice: nel passato era la professione delle donne che assistevano le partorienti.

  • La sezione di Fisica 

La modernità delle attrezzature di Fisica ha reso famoso nel Settecento l'Istituto delle Scienze. La prima donazione di strumenti fu fatta da Luigi Ferdinando Marsili. Grazie all'intervento di Papa Benedetto XIV, si aggiunsero nuovi materiali e strumenti di fabbricazione olandese e il laboratorio ottico di Giuseppe Campani, costituito da lenti per telescopi e microscopi. 

  • La sezione di Architettura Militare

Ospita schemi di fortificazione progettati e costruiti dai più famosi ingegneri italiani, francesi e tedeschi oltre a modelli e disegni di artiglieria e dipinti che illustrano le attività diplomatiche di Luigi Ferdinando Marsili. 

  •  La sezione di Geografia e Nautica

Espone i materiali della "Camera di geografia e nautica" dell'Istituto delle Scienze, composta da preziosi modelli navali dei secoli XVII e XVIII e da carte geografiche dello stesso periodo. 

Nel 2015 è stata aggiunta la Sala di Arte Orientale dove sono esposte le opere di due collezioni bolognesi:

  • le xilografie* della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, con 500 stampe xilografiche giapponesi di alcuni tra i maggiori artisti giapponesi del XIX secolo, come  Hiroshige, Kunisada e Kuniyoshi.

  • la collezione del Centro Studi d'Arte Estremo-Orientale, costituita da 160 stampe xilografiche e libri illustrati giapponesi, da una raccolta di oltre 170 oggetti di materiali diversi (bronzi, lacche,
    cloisonné, tessuti, ecc. in gran parte provenienti dal Giappone
    del 19° secolo) e da 34 pitture cinesi e giapponesi.

* Xilografia: procedimento di stampa con matrici di legno, incise a rilievo.


Museo della Specola

Il Museo si trova nelle stanze dell'antica Specola, una torre costruita tra il 1712 e il 1726 per le osservazioni astronomiche. Nelle sale, tra cui ricordiamo la Sala della Meridiana, la Sala dei Globi e la Sala della Torretta, sono esposti gli strumenti usati dagli astronomi dal Settecento al Novecento. 


Il Museo di Palazzo Poggi e il Museo della Specola fanno parte del Sistema Museale di Ateneo dell’Università di Bologna.

All’interno di Palazzo Poggi si trova anche l’Aula Carducci 

Nel 1860 venne assegnata a Giosuè Carducci la cattedra di letteratura italiana dello Studio di Bologna. Il poeta teneva le sue lezioni nell'aula che porta il suo nome, ora restaurata. Nella sala vicina è stata collocata la statua dell'Ercole di Angelo Piò. Prima era nel cortile del Palazzo dove adesso c’è un calco* preso dalla statua originale. 

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Calco: impronta di un rilievo ricavata in cera, argilla o gesso per trarre dalla forma così ottenuta copie dell'oggetto originale.

Nella Collezione di Geologia “Museo Giovanni Capellini” non sono presenti pannelli o schede di sala, né supporti visivi. Ci sono solo spiegazioni per alcune parti importanti o etichette originali scritte a macchina. Il linguaggio dei brevi testi è molto tecnico.

Nel 1881 il Museo è stato inaugurato ufficialmente grazie all’importante lavoro di Giovanni Capellini, il primo professore che ha avuto una cattedra di Geologia in Italia.

La Collezione raccoglie reperti provenienti da ogni parte del mondo, di grande importanza scientifica. Attualmente ci sono quasi un milione di pezzi conservati negli arredi originali di fine Ottocento, tra cui rocce, piante, invertebrati e vertebrati fossili. Nelle sale si possono ammirare gli scheletri spettacolari del Mastodonte proboscidato pliocenico, la ricca collezione di pesci eocenici di Monte Bolca, balene plioceniche e l'imponente modello di dinosauro Diplodocus carnegiei, lungo ventisei metri e alto quattro. 

È tra le collezioni geologiche e paleontologiche* più importanti in Italia, per vastità e importanza  dei reperti.

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Paleontologia: lo studio delle piante e degli animali vissuti sulla Terra in epoche geologiche passate.

La Collezione di Geologia “Museo Giovanni Capellini” fa parte del Sistema Museale di Ateneo dell’Università di Bologna.

Alla fine di via Zamboni ad angolo con Piazza di Porta San Donato si può visitare la Collezione di Mineralogia “Museo Luigi Bombicci”.

Museo Bombicci

I materiali sotto teca, hanno indicazioni sulla tipologia degli elementi e sulla provenienza geografica. Non c’è nessun pannello esplicativo in sala, né supporti visivi.

Il materiale mineralogico di questa collezione fu ordinato dal Luigi Bombicci, professore di Mineralogia e, dal 1862, direttore del Museo.  


La Collezione comprende attualmente circa cinquantamila pezzi, in parte esposti nelle seguenti sezioni: Mineralogica Sistematica, Mineralogica Regionale Italiana, Mineralogica-Petrografica del Bolognese, Sistematica delle rocce, oltre a pietre ornamentali, meteoriti, ambre, minerali fluorescenti, antichi strumenti, materiali litici (di pietra) usati dall'uomo fin dalla Preistoria. 

 La Collezione di Mineralogia “Museo Luigi Bombicci” fa parte del Sistema Museale di Ateneo dell’Università di Bologna.

Su via Irnerio si raggiunge in breve tempo l’Orto Botanico ed Erbario.

Orto botanico

Sono presenti pannelli tematici, dal linguaggio molto tecnico, con mappa e QR code per approfondimenti e un link che rimanda alla descrizione dell’erbario sul sito.

In nessuno di questi musei sono previste modalità di comunicazione visiva in caso di allarme nei bagni.

Fu fondato nel 1568 per iniziativa di Ulisse Aldrovandi. 

Dopo vari trasferimenti, la sua collocazione in Via Irnerio è diventata definitiva nel 1803.


La superficie complessiva è di circa due ettari e sono coltivati più di cinquemila esemplari di piante locali ed esotiche. 

Le serre sono tre: la più piccola ospita piante carnivore; le due più grandi sono per le  piante tropicali (principalmente alimentari, ornamentali e medicinali) e per le piante succulente. 

Gli altri settori dell'Orto comprendono il settore delle ricostruzioni di ambienti naturali, le rose spontanee, una selezione di piante “utili”, lo stagno, il giardino roccioso, il bosco-parco. 

C’è inoltre la ricostruzione dell'Orto dei Semplici di Ulisse Aldrovandi, luogo destinato alla coltivazione e allo studio delle piante medicinali. 


L'Orto Botanico fa parte del Sistema Museale di Ateneo dell’Università di Bologna.

Descrizione per disabilità motorie

Partendo da Piazza Maggiore raggiungere l’incrocio con via Rizzoli e poi svoltare a destra. Percorrere i portici di via Rizzoli fino al semaforo e poi attraversare le strisce pedonali raggiungendo Piazza di Porta Ravegnana.

Torre asinelli

Via Zamboni si trova sulla sinistra.

Dall'inizio di via Zamboni fino all’inizio dei portici nel lato sinistro della via in direzione dei viali, la pavimentazione è un po’ sconnessa.

L’accesso ai portici non ha gradini e la pavimentazione sotto è liscia.

Dopo la piazzetta Achille Ardigò, si arriva alla facoltà di Giurisprudenza (n° 22), dove bisogna uscire dai portici e percorrere la pista ciclabile per un breve tratto e poi si rientra sotto i portici, così si evitano i tre scalini alti ciascuno 16 cm posti sotto ai portici.

In piazza Verdi bisogna svoltare e proseguire a destra dei portici del teatro comunale perché poco dopo presentano due scalini. Riprendendo la via, si possono percorrere di nuovo i portici sulla sinistra che sono accessibili fino in fondo alla via.

Per raggiungere le Collezioni di  Zoologia, Anatomia Comparata e Antropologia bisogna svoltare a destra per via San Giacomo, ma per farlo bisogna proseguire verso piazza Puntoni fino alla prima rampa che permette di imboccare il portico che porta in via san Giacomo. La rampa si trova all’altezza del numero civico 47 di via Zamboni.

sanpietrini

Quando si entra in via San Giacomo il marciapiede diventa sconnesso. Alla prima rampa è meglio attraversare la via e portarsi sull’altro marciapiede che termina con una rampa all’incrocio con via Selmi.
Svoltando a destra per via Selmi si raggiungono le Collezioni di Zoologia, Anatomia Comparata e Antropologia.

collezioni di Zoologia, Anatomia Comparata e Antropologia


Per raggiungere la Collezione di Geologia “Museo Giovanni capellini” si rifà la strada percorsa tenendo il portico di via Zamboni sul lato destro in direzione dei viali; quando il portico finisce il marciapiede si fa sconnesso per pochi metri prima dell’ingresso dell’edificio.

Uscendo dalla Collezione di Geologia si prosegue per il marciapiede a destra e dopo pochi metri si raggiungono delle strisce pedonali.

Si attraversano poi le successive strisce pedonali di via Irnerio e si svolta a sinistra raggiungendo dopo 200 metri l’Orto Botanico ed Erbario.

orto botanico

Questo servizio nasce dal percorso di co-progettazione U-area for all, nell'ambito del progetto europeo ROCK finanziato dal programma per la ricerca e l'innovazione Horizon 2020, con l'obiettivo di favorire l'accessibilità al patrimonio culturale della zona universitaria di Bologna.  


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