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Itinerario Marconiano a Bologna e dintorni

Guglielmo Marconi è stato un inventore, imprenditore e politico bolognese; ideatore delle comunicazioni wireless e vincitore del premio Nobel per la Fisica nel 1909. La sua città natale è ricca di luoghi che hanno segnato la sua storia e ancora oggi lo ricordano.

Palazzo Orlandini è il luogo dove Guglielmo Marconi nacque nel 25 aprile 1874, lo testimonia la lapide sulla facciata del palazzo; fu poi battezzato nella Cattedrale di San Pietro, storica sede episcopale barocca bolognese. Visse a Villa Griffone, residenza principale della famiglia dove lo scienziato allestì il suo primo laboratorio. Attualmente è sede del Museo Marconi, dedicato alle origini e agli sviluppi delle radiocomunicazioni. Si trasferì dapprima a Palazzo Orsi-Marconi e dopo a Palazzo Albergati, ora sede espositiva.

Il brillante giovane si formò nella Scuola di Applicazione per gli Ingegneri, oggi Archivio di Stato, che nel 1904 gli conferì la laurea ad honorem, discussa nell’Aula Magna di Palazzo Poggi. Sede di collezioni scientifiche universitarie, qui Marconi fece i suoi primi incontri con il fisico Augusto Righi.

Nel 1926 tenne una conferenza in occasione del trentesimo anniversario della Telegrafia Senza Fili nel Palazzo dell’Archiginnasio. Subito dopo, si recò al Littoriale, l’odierno Stadio Renato Dall’Ara, per inaugurare la fiera di Bologna. Inoltre, il 5 maggio 1934 lo scienziato aprì le attività del Congresso della Radio Industria Italiana all’Istituto di Fisica dell'Università di Bologna.

Diversi musei cittadini oggi ricordano l’operato dell’inventore lasciando increduli i visitatori, tra questi si cita il Museo della Storia di Bologna che, nella sala denominata “Sala Marconi e l’industria moderna”, ospita filmati, materiale fotografico, dispositivi e apparecchi originali. Il Museo Crescenzi-Pacinotti fa altrettanto con oltre 200 strumenti costruiti da celebri fisici italiani; nel Museo della Comunicazione e del Multimediale G. Pelagalli si può ammirare un’esposizione unica di pezzi originali ad opera dello scienziato e, infine, il Museo del Patrimonio Industriale  dove si può comprendere il clima di progresso scientifico in cui si formò Marconi.

La Basilica di San Petronio invece lo ricorda nel momento della sua fine: qui infatti si svolsero le sue solenni esequie nel 1937; subito dopo fu sepolto nella tomba di famiglia nella Certosa di Bologna, in attesa della costruzione del Mausoleo presso Villa Griffone a Sasso Marconi.

In ultimo, vale la pena menzionare che è stato intitolato a suo nome l’Aeroporto internazionale Guglielmo Marconi.

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