Streghe e maghi di Bologna
Camminando per le vie di Bologna, è possibile imbattersi in storie di donne e uomini che dedicarono la loro vita alle arti dell’occulto.
Tra le figure più celebri c’è Gentile Budrioli, astrologa, guaritrice ed esperta di erbe vissuta nel Quattrocento presso il Torresotto di Porta Nuova, di fronte alla Basilica di San Francesco. Molto apprezzata anche alla corte dei Bentivoglio, la sua fama e la sua influenza finirono però per attirarle sospetti e accuse: nel 1498 fu processata per stregoneria dall’Inquisizione, che a Bologna aveva sede nella Basilica di San Domenico.
Un’altra storia affascinante è quella di Vincenzo Casciarolo, ciabattino e appassionato di alchimia del Seicento. Durante i suoi esperimenti sui calanchi del Monte Paderno scoprì una pietra capace di assorbire la luce del sole e brillare al buio, che chiamò “Spongia Lucis”, spugna di luce, convinto che si trattasse di una pietra magica che beveva i raggi solari per poi restituirli lentamente.
Nella tradizione popolare bolognese compaiono, infine, le burde, misteriose streghe d’acqua legate a paludi e canali. Definite da Gabriele D’Annunzio come un “vento di dolore” e una “sciagura selvaggia”, le Burde vengono descritte talvolta come donne bellissime, talvolta come anziane che attirano i viandanti in capanne pericolanti. Si dice che controllassero venti e tempeste, decidendo la sorte dei marinai e dei viaggiatori.
