Home / Blog /

Bologna in una playlist: una passeggiata da ascoltare

Aggiornato il 08 ottobre 2026 Da Bologna Welcome

Ci sono canzoni su Bologna che sembrano fatte per accompagnare una strada, un portico, una piazza. Altre riportano a una stagione della città, a un concerto o a un modo di stare insieme. Lucio Dalla porta in Piazza Cavour, Guccini verso via Paolo Fabbri, il rap dentro la Bologna degli anni Novanta. Poi arrivano il rock del PalaDozza, 50 Special verso i colli e San Luca verso il Santuario.

Scopri Bologna attraverso una playlist che diventa una vera e propria mappa musicale della città: un itinerario tra piazze, portici e luoghi simbolo raccontati dalle canzoni. Ogni brano apre una porta su Bologna, a volte il luogo è protagonista delle canzoni, altre volte è legato alla storia di chi l'ha scritta, alla scena musicale in cui è nata o a un episodio che la città conserva nella propria memoria.

Prima di partire

Bologna Città della Musica

Bologna è da sempre una città che vive di musica. Dai teatri storici ai concerti nelle piazze, dalle osterie ai club indipendenti, generi e generazioni diverse hanno contribuito a costruire un'identità musicale riconoscibile, capace di rinnovarsi nel tempo.

Ma la storia musicale di Bologna comincia molto prima dei cantautori, tra teatri, accademie e conservatori. Nel 2006 la città è entrata nella rete UNESCO delle Città Creative per la Musica, coronando una tradizione che attraversa secoli di storia.

Mozart, Padre Martini, l'Accademia Filarmonica e il Teatro Comunale appartengono a questo racconto. Qui, però, seguiremo soprattutto un'altra traccia: quella delle canzoni che hanno trasformato piazze, strade e quartieri di Bologna in una colonna sonora.

➝ Per approfondire le istituzioni e i luoghi storici della musica, puoi seguire l'itinerario dedicato a Bologna Città della Musica

  • Lucio Dalla – Piazza Grande 

Quando parte questa prima traccia, l'istinto di chi non conosce Bologna è spesso quello di guardare verso Piazza Maggiore. È un'associazione diffusissima, ma la piazza legata al brano è un'altra: Piazza Cavour.

E proprio qui, al civico 2 nacque Lucio Dalla, in una casa affacciata sui giardini. Oggi una lapide sulla facciata ricorda quel legame; poco più in là trovi anche la statua dell'artista seduto su una panchina, con il clarinetto tra le mani.

È infatti Piazza Cavour il luogo tradizionalmente associato alla Piazza Grande cantata da Dalla. Fermati qualche minuto sotto i portici, guarda la piazza e lascia partire il primo brano: improvvisamente la città intorno diventa parte della canzone.

Dalla ha saputo raccontare Bologna senza trasformarla in una cartolina: nelle sue canzoni ci sono piazze, incontri, personaggi, notti e quella quotidianità capace di rendere familiare una città anche a chi arriva per la prima volta.

🎵 In cuffia: Lucio Dalla, Piazza Grande


  • Lucio Dalla – Disperato erotico stomp 

Da Piazza Cavour bastano pochi minuti per raggiungere via d'Azeglio 15, la casa in cui Dalla visse e lavorò.

La strada è oggi una delle più conosciute del centro, ma davanti a quel portone il legame con il cantautore cambia scala. Si passa dalla piazza pubblica alle stanze in cui scriveva, riceveva amici e lavorava alla propria musica. 

Arriva qui ascoltando Disperato erotico stomp, e lasciati guidare dai vicoli cittadini.

La canzone non conduce ordinatamente da un indirizzo all'altro: procede per deviazioni, proprio come può fare chi cammina senza una meta precisa nel centro di Bologna. Ed è forse questo il modo migliore per ascoltarla.

Tra ironia, provocazione e situazioni imprevedibili, il brano restituisce un lato più irriverente della scrittura di Dalla, lontano dalle immagini più romantiche della città.

➝ Scopri Lucio attraversando le sue strade e approfondisci l’esperienza visitando Casa Dalla con una visita guidata. Gli ambienti conservano arredi, oggetti e opere raccolti dall'artista e permettono di entrare in una parte molto personale della sua Bologna.

🎵 In cuffia: Lucio Dalla, Disperato erotico stomp


  • Raffaella Carrà – Rumore

Bologna è una città viva, attraversata ogni giorno da persone, voci ed energie diverse. E allora perché non portare nel centro storico anche il Rumore di una delle artiste bolognesi più conosciute al mondo? 

Raffaella Carrà, nata a Bologna il 18 giugno 1943, è diventata una delle figure italiane più riconoscibili dello spettacolo internazionale, attraversando musica, televisione, danza e costume. 

Il suo rapporto biografico con Bologna è diverso da quello di Dalla: non racconta le strade e la quotidianità da cittadina bolognese, ma incarna ugualmente lo spirito dinamico che ancora oggi si può percepire attraversando le vie della città e il suo percorso artistico ricorda quanto lontano possa arrivare un talento nato qui.

È una traccia che porta nella playlist qualcosa che finora mancava: il pop come spettacolo, corpo, libertà e capacità di parlare a pubblici lontanissimi. Carrà ricorda che la Bologna musicale non è soltanto quella dei cantautori seduti in osteria, ma anche la città natale di una donna diventata un'icona internazionale.

Lascia quindi che Rumore accompagni un tratto libero della passeggiata nel centro storico: non una tappa legata a un indirizzo preciso, ma un omaggio a una delle grandi protagoniste della musica e dello spettacolo italiano.

🎵 In cuffia: Raffaella Carrà, Rumore


  • Lucio Dalla e Gianni Morandi – Vita 

Proseguendo verso Piazza Maggiore e Piazza del Nettuno, raggiungi Biblioteca Salaborsa, una tappa ideale per scoprire un altro capitolo della storia musicale cittadina. Al secondo piano si trova la Sala della Musica, un percorso dedicato alla popular music bolognese dal dopoguerra a oggi.

Qui fai partire Vita.

Il brano fu scritto da Mogol e Mario Lavezzi e pubblicato da Lucio Dalla e Gianni Morandi nel 1988. In origine doveva cominciare con “Cara”; fu Dalla a proporre di sostituire quella parola con “Vita”, trasformando una storia individuale in qualcosa di molto più universale.

“Vita, in te ci credo” diventa così anche il ritornello ideale di questa passeggiata, filo conduttore destinato a tornare anche nell'ultima traccia.

Perché da questo momento non ascolteremo soltanto canzoni ma attraverseremo vite artistiche: quella di Dalla, quella di Morandi, quella di Guccini, Carrà, Vasco Rossi e di chi, come molti, è arrivato a Bologna da fuori trovandovi persone, studi, locali o occasioni decisive. 

🎵 In cuffia: Lucio Dalla e Gianni Morandi, Vita


  • The Clash - London Calling  

Uscendo da Salaborsa sei già in Piazza Maggiore.

Il 1° giugno 1980 migliaia di persone riempirono proprio questa piazza per il concerto gratuito dei Clash. Bologna usciva dagli anni del Movimento del '77, delle radio libere e di una fortissima sperimentazione culturale: quel concerto è rimasto uno degli episodi più ricordati della storia rock bolognese.

Oggi basta attraversare il Crescentone con London Calling nelle cuffie per vivere un'atmosfera completamente diversa e creare un cortocircuito piuttosto efficace: punk inglese davanti a San Petronio. 

Piazza Maggiore non è quindi soltanto il fondale monumentale di Bologna. Quando serve, diventa una gigantesca platea, emblema dell'internazionalità e della cultura multiforme che la città ha da offrire.

È un modo diverso di guardare la piazza: non soltanto attraverso la sua storia monumentale, ma anche attraverso quella delle persone e della musica che l'hanno attraversata.

E se percorri questi luoghi in inverno, sotto una leggera nebbia e un cielo plumbeo denso di pioggia, ti catapulterai immediatamente nelle dinamiche strade londinesi.

🎵 In cuffia: The Clash, London Calling


Francesco Guccini - Bologna   

E ora cambia l'ambientazione, o meglio: si torna alle strade bolognesi.

Fai partire Bologna di Francesco Guccini. La musica ci riporta all'atmosfera delle osterie, alle conversazioni che si allungano davanti a un bicchiere di vino e a quella Bologna conviviale che il cantautore ha raccontato nei suoi versi.

Raggiungi il Quadrilatero: tra vicoli, botteghe e tavoli, è uno dei luoghi in cui questa dimensione conviviale della città si può ancora incontrare.

Bohéme confortevole giocata fra casa e osterie 
Quando a ogni bicchiere rimbalzano le filosofie

Guccini descrive così la Dotta: una bohème vissuta “fra casa e osterie”, dove davanti ai bicchieri passano discussioni, filosofie, personaggi e ambizioni artistiche. La convivialità non fa semplicemente da sfondo alla sua Bologna: è una delle modalità con cui la città viene ricordata.

Scopri l'Osteria del Sole, documentata almeno dal 1465 e considerata tra le più antiche osterie ancora attive della città, che conserva ancora oggi le sue modalità tradizionali: qui si ordina da bere, mentre il cibo può essere acquistato fuori e portato ai tavoli. 

In questo luogo il racconto di Guccini sembra trovare il suo ambiente naturale. Fermati per un bicchiere, osserva le persone intorno a te e lascia che la canzone accompagni una pausa tutta bolognese.

➝ Tra vicoli storici, quartieri vissuti e colline, la città offre ogni tipo di esperienza per chi desidera concedersi una pausa con un calice e qualche assaggio tipico. Scopri di più nell'itinerario dedicato all'aperitivo bolognese

🎵 In cuffia: Francesco Guccini, Bologna


  • Francesco Guccini - Via Paolo Fabbri 43 

Per immergersi appieno nella filosofia di Guccini, fra ironia e rifiuto delle pose mondane che da un cantautore di successo come lui ci si poteva aspettare, la canzone Via Paolo Fabbri 43 diventa quasi manifesto dell'universo gucciniano. 

Una semplice via, un normale civico di una qualsiasi strada bolognese diventano così luogo di culto per chi ama Francesco Guccini. È infatti l'indirizzo della storica casa nel quartiere Cirenaica in cui il cantautore ha vissuto per decenni, trasformandolo in un simbolo della propria vita, della sua poetica e del suo legame con la città. 

Guccini lo mise nel titolo dell'album pubblicato nel 1976. Da allora questo normale numero civico è entrato a far parte della geografia musicale di Bologna. La cosa più interessante, arrivando davanti a quella casa, è proprio la sproporzione tra fama e quotidianità: non una piazza monumentale, ma una strada di quartiere.

Dopo la scomparsa di Guccini, il 6 agosto 2026, ascoltare oggi questo brano davanti a quell'indirizzo assume un significato ancora più particolare. Ma Via Paolo Fabbri 43 era già entrata da tempo nella memoria collettiva: una strada ordinaria trasformata dalla musica in un luogo riconoscibile ben oltre Bologna.

È anche questa una delle particolarità della Bologna dei cantautori: la capacità di trasformare luoghi quotidiani in riferimenti culturali, senza cancellarne la semplicità. Nella casa di chiunque, lungo una via apparentemente qualsiasi (con la giusta dose di genio artistico che apparteneva a Guccini) può nascere una nuova Via Paolo Fabbri 43.

🎵 In cuffia: Francesco Guccini, Via Paolo Fabbri 43


  • Roberto Vecchioni - Sogna, ragazzo, sogna 

Il racconto della Bologna dei cantautori continua poco lontano da via Paolo Fabbri, alla Trattoria Da Vito, in via Musolesi. Per anni questo locale è stato un punto di ritrovo per artisti, musicisti e protagonisti della cultura italiana: un luogo dove la notorietà lasciava spazio alla familiarità delle conversazioni intorno a un tavolo. 

La musica sembra ancora riecheggiare in questi ambienti: questa celebre trattoria, rimasta fedele alla propria semplicità, è oggi un luogo della memoria per chi la frequentava. 

In quelle sale si respirava Bologna e artisti provenienti da tutta Italia si riunivano per assaporarne a pieno la libertà: Vecchioni, Gaber e De Andrè sono alcuni dei nomi passati di qui. Il loro ricordo è ancora custodito nelle vecchie fotografie in bianco e nero, negli autografi e nei cimeli appesi alle pareti. Quei tavoli di legno raccontano ancora oggi una stagione in cui la trattoria era anche un luogo di incontri e scambi culturali. 

Fai partire Sogna, ragazzo sogna di Vecchioni. Il brano non parla direttamente di Bologna, ma diventa qui un omaggio alla generazione di cantautori che ha attraversato questi luoghi e alle storie che vi si sono intrecciate. Le sue parole, rivolte al futuro, racchiudono qualcosa dello spirito di questa città che guarda al futuro e continua ad aprire possibilità per il domani.

🎵 In cuffia: Roberto Vecchioni, Sogna, ragazzo, sogna


  • Skiantos - Sono un ribelle mamma 

Dalle osterie dei cantautori si passa ora a un'altra Bologna: quella della sperimentazione, della provocazione e della cultura underground. 

Bologna è giovane, fatta di vie vive e spazi dinamici. I ragazzi nati qui e quelli adottati dalla più antica Università del mondo si incontrano ogni giorno e, dove finisce il filosofeggiare davanti a un bicchiere seduti in Piazza Verdi inizia il divertimento!

In cuffia suona Sono un ribelle mamma degli Skiantos, colonna sonora di una generazione cresciuta negli anni Settanta ma ancora oggi capace di incarnare lo spirito ribelle che queste strade sanno evocare. 

Alla fine di quel decennio la zona universitaria era uno dei laboratori culturali più intensi della città. Il DAMS aveva aperto nuovi territori tra musica, teatro e arti performative e Freak Antoni, fondatore degli Skiantos, vi studiò fino a laurearsi con una tesi sui Beatles. La band trasformò quella stessa libertà in un rock volutamente assurdo, grottesco e imprevedibile, portando nella musica italiana un rock fatto di provocazione e ironia.

Camminando tra via Zamboni e Piazza Verdi, Sono un ribelle mamma non descrive un luogo, ma restituisce un'atmosfera: il clima culturale da cui poteva nascere una band come gli Skiantos.

🎵 In cuffia: Skiantos, Sono un ribelle mamma


  • Sangue Misto - Lo straniero 

Cambia il ritmo, cambiano i temi, ma la musica continua a crescere e vivere nelle strade della città: Lo straniero dei Sangue Misto entra nelle e ci accompagna alla scoperta della Bologna hip hop. 

Negli anni Novanta la città diventa uno dei centri fondamentali per la nascita dell'hip hop italiano. 

La storia porta a L'Isola nel Kantiere, esperienza nata dall'occupazione di alcuni spazi dell'Arena del Sole alla fine degli anni Ottanta. Rap, writing, DJing, politica e cultura di strada iniziano a convivere e da quell'ambiente prendono forma esperienze decisive.

Poco dopo arriva anche il Link Project, altro luogo fondamentale per le culture indipendenti e la sperimentazione musicale bolognese.

Quando nel 1994 esce SxM dei Sangue Misto, con Neffa, Deda e DJ Gruff, Bologna non è più semplicemente una città che ospita rap: è diventata uno dei luoghi in cui il rap italiano sta costruendo la propria lingua.

Questa tappa non si lega a un monumento, ma alla memoria di spazi culturali che hanno cambiato il modo di fare musica in Italia. Ascoltare Lo straniero significa attraversare anche questa parte della storia bolognese.

Un'eredità che la città continua a custodire: il 3 ottobre 2026, l'ex Giardino delle Popolarissime, nel comparto Scalo-Malvasia, è stato intitolato a Joe Cassano, rapper bolognese e figura di riferimento dell'hip hop italiano, scomparso nel 1999 a soli 25 anni. Oggi questo spazio, animato anche da iniziative dedicate alla cultura hip hop e alle nuove generazioni, mantiene vivo il legame tra musica, quartiere e comunità.

🎵 In cuffia: Sangue Misto, Lo straniero 


  • Inoki - Bologna by Night 2004

Oltre alla musica che nasce da queste strade, c'è anche chi proprio queste strade le racconta. 

Con Bologna by Night 2004, Inoki porta in primo piano un'altra immagine della città, raccontata attraverso gli occhi e il linguaggio della scena rap. È una Bologna vissuta da vicino, fatta di quartieri, incontri e vita notturna.

Percorri le sue strade: via Zamboni, via Marsala, via del Pratello e tutti quei vicoli che sembrano avere sempre qualcosa da raccontare. Piazze, scorci e vie hanno incrociato occupazioni, musica e spazi di aggregazione. Oggi Bologna è un luogo da attraversare soprattutto verso sera, quando i tavoli si riempiono e il centro assume un'altra velocità. 

Il modo migliore per vivere la vita notturna cittadina? Regalarsi un concerto: Estragon, Locomotiv, Freakout e gli altri spazi musicali della città propongono calendari diversi durante tutto l'anno. 

La vitalità musicale di Bologna non appartiene soltanto al passato: dai piccoli club ai grandi concerti, la città continua a offrire occasioni per incontrare artisti e scoprire nuove sonorità. Scopri tutta la programmazione

🎵 In cuffia: Inoki, Bologna by Night 2004


  • The Rolling Stones - Paint It, Black

La playlist lascia ora le strade del centro e si sposta verso un altro capitolo della storia musicale cittadina: quello dei grandi concerti internazionali. 

Fai partire Paint It, Black dei Rolling Stones e raggiungi il PalaDozza, storico Palazzo dello Sport di Piazza Azzarita.

Conosciuto soprattutto per il basket, il palazzetto custodisce anche una parte importante della storia musicale internazionale della città. Nel 1967 i Rolling Stones arrivarono qui durante la loro prima tournée italiana.

Guardare oggi il PalaDozza ascoltando Paint It, Black significa immaginare la Bologna di allora davanti a uno dei gruppi che avrebbero segnato definitivamente la storia del rock.

🎵 In cuffia: The Rolling Stones, Paint It, Black


  • Jimi Hendrix - Purple Haze

Non serve cambiare luogo per ascoltare la traccia successiva. Nel 1968, infatti, lo stesso Palazzo dello Sport ospitò anche Jimi Hendrix.  

Fai partire Purple Haze e prova a immaginare quelle chitarre dentro il Palazzo dello Sport alla fine degli anni Sessanta.

Purple haze all in my eyes
Don't know if it's day or night
You got me blowin', blowin' my mind
Is it tomorrow, or just the end of time?

Il PalaDozza diventa così una piccola macchina del tempo: in pochi metri permette di passare dai Rolling Stones a Hendrix e di ricordare quanto presto Bologna sia entrata nei circuiti della grande musica internazionale.

Non tutte le canzoni della playlist parlano direttamente di Bologna: alcune, come queste, custodiscono il ricordo di un concerto che ha lasciato il segno nella storia musicale cittadina.

🎵 In cuffia: Jimi Hendrix, Purple Haze


  • Vasco Rossi - Vita spericolata

Dal rock internazionale torniamo alla musica italiana. La prossima traccia è Vita spericolata di Vasco Rossi, artista che ha intrecciato una parte importante della propria storia con Bologna.

Il cantante non è nato a Bologna, ma il rapporto con la città è molto più profondo di una semplice frequentazione. Bologna lo accolse negli anni della formazione e qui incontrò persone decisive per la sua carriera. Un legame riconosciuto anche dal Comune, che gli ha conferito il Nettuno d'Oro.

Il luogo che rende concreto il rapporto è Fonoprint.

Gli studi bolognesi sono stati una delle officine della musica italiana. Vasco vi lavorò ai suoi primi dischi e qui venne realizzato anche Bollicine, l'album che contiene Vita spericolata.

È quindi proprio davanti a questo studio di registrazione che questa canzone acquista un significato diverso. Perché Bologna non ha soltanto ispirato musicisti: ha dato loro anche luoghi, tecnici, produttori e strumenti per trasformare le idee in dischi.

🎵 In cuffia: Vasco Rossi, Vita spericolata


  • Luca Carboni - Silvia lo sai

Dopo l'energia del rock e della vita spericolata, la playlist cambia ancora ritmo. Con Silvia lo sai, Luca Carboni racconta una Bologna più intima, fatta di adolescenza, amicizie e fragilità quotidiane. Una città che non ha bisogno di grandi palcoscenici per entrare in una canzone.

Silvia lo sai appartiene a una Bologna diversa da quella dei Clash, degli Skiantos o dell'hip hop: più intima, quotidiana e generazionale.

Carboni ha costruito molta della propria identità artistica raccontando relazioni, crescita, fragilità e vita ordinaria. In questa passeggiata serve proprio a cambiare velocità.

Dopo osterie, punk, rap e grandi concerti, Bologna torna a essere una città attraversata da persone comuni. 

Bastano pochi versi a restituire anche un'atmosfera familiare a chi conosce Bologna: quella delle sere di maggio, quando le strade cambiano profumo e la città sembra rallentare.

Ascolta Silvia lo sai mentre ti avvicini alla zona di Saragozza, lasciando che questa parentesi più raccolta prepari il passaggio verso i colli.

🎵 In cuffia: Luca Carboni, Silvia lo sai


  • Lunapop - 50 Special 

E se la canzone di Carboni ha evocato i profumi della città, è il momento di cambiare ancora ritmo e dirigersi verso i Colli, accompagnati da 50 Special dei Lunapop.

Poche canzoni pop hanno legato un'immagine di Bologna a una generazione quanto questo brano che porta con sé movimento, adolescenza, libertà e soprattutto un'immagine precisa: i colli bolognesi.

E questa volta il paesaggio arriva esattamente quando serve.

Da Porta Saragozza comincia il tratto che conduce verso il portico di San Luca. Che tu lo percorra a piedi o scelga un altro mezzo, lascia 50 Special accompagnare il momento in cui il centro comincia ad allontanarsi.

 A questo punto ritornello e ciò che hai davanti iniziano a parlare dello stesso posto.

🎵 In cuffia: Lunapop, 50 Special


  • Cesare Cremonini e Luca Carboni - San Luca

La passeggiata si avvicina alla sua ultima tappa: il Santuario di San Luca. Ad accompagnare la salita è San Luca, il brano in cui Cesare Cremonini e Luca Carboni, due generazioni della musica bolognese, si incontrano per raccontare uno dei luoghi più riconoscibili della città. 

Il portico accompagna la strada fino al Santuario della Madonna di San Luca, sul Colle della Guardia. Qui conviene lasciare che il passo detti il ritmo alla playlist: arco dopo arco, il centro scivola sempre più indietro.

Il brano, uscito nel 2024, accompagna così uno dei momenti più suggestivi del percorso. Dopo aver attraversato piazze, quartieri, osterie e luoghi della musica, Bologna si mostra da una prospettiva diversa. Dall'alto, le singole tappe della passeggiata sembrano ricomporsi in un unico panorama.

È anche il punto in cui le diverse anime attraversate finora cominciano a stare nello stesso panorama: la città dei cantautori, quella underground, la città pop, i luoghi del rock e quella delle nuove generazioni.

🎵 In cuffia: Cesare Cremonini e Luca Carboni, San Luca


Bonus track: le canzoni della Bologna di oggi 

La passeggiata tra le canzoni di Bologna arriva alla fine, ma la sua storia musicale continua. Accanto ai grandi cantautori e alle band che hanno segnato il passato della città, nuove voci e nuovi linguaggi contribuiscono ancora oggi a raccontarla.

Una delle caratteristiche che attraversa tutta questa storia è la capacità di Bologna di accogliere artisti che arrivano da fuori e creare occasioni per chi sta iniziando.

Non è soltanto una suggestione. La città dispone oggi di live club, festival, percorsi di formazione, bandi e progetti dedicati alla crescita di nuovi talenti; la piattaforma Bologna Città della Musica raccoglie opportunità professionali e formative, mentre numerose rassegne affiancano artisti già affermati a nomi emergenti.

  • Fuori sede

Bologna è una città universitaria e ogni anno migliaia di studenti e fuori sede portano con sé nuova musica. Alcuni brani finiscono per appartenere alla vita quotidiana della città attraverso case condivise, concerti, feste e serate, anche quando chi li ha scritti arriva da altrove.

Qui entra Calcutta con Gaetano, diventata una presenza familiare per una generazione cresciuta tra università e indie italiano.

Anche Joseph Beuys di Gio Evan sceglie Bologna come parte del proprio immaginario. È un altro esempio di come non sia necessario essere nati in città per raccontarla attraverso la musica.

È un altro piccolo indizio della sua capacità di attrarre artisti, studenti, scrittori e musicisti e diventare temporaneamente anche la loro città.

Il legame tra Bologna e chi la attraversa arriva anche sul palco del Festival di Sanremo. Nel 2025 Lucio Corsi, con Volevo essere un duro, ha evocato la stazione di Bologna, luogo simbolico di partenze, arrivi e incontri. Un riferimento breve, ma capace di richiamare il ruolo della città come crocevia di storie e persone: c'è chi arriva per restare e chi soltanto per cambiare treno, portando comunque con sé un'immagine di Bologna.


  • Bolognesi DOP

Accanto agli artisti che hanno scelto Bologna come luogo di passaggio o di ispirazione, ci sono quelli cresciuti nella sua scena musicale. È il caso de Lo Stato Sociale, gruppo nato in città e capace di passare dai circuiti indipendenti al grande pubblico. Con Una vita in vacanza, la band conquistò il secondo posto al Festival di Sanremo nel 2018, portando sul palco nazionale una delle espressioni della musica bolognese contemporanea.

E proprio nel 2026, anno del ventesimo anniversario del riconoscimento UNESCO di Bologna Città Creativa della Musica, arriva un episodio che sembra chiudere idealmente il cerchio di questa playlist.

Tredici Pietro, artista bolognese e figlio di Gianni Morandi, debutta tra i Campioni del Festival di Sanremo con Uomo che cade. Durante la serata delle cover sceglie di reinterpretare Vita, il brano che abbiamo già incontrato all'inizio della passeggiata, nella versione resa celebre da Lucio Dalla e Gianni Morandi nel 1988.

Ad accompagnarlo sono Galeffi e Fudasca & Band, ma la sorpresa arriva quando sul palco compare anche Gianni Morandi. Padre e figlio si ritrovano così a cantare una canzone che, quasi quarant'anni prima, aveva unito due protagonisti della musica bolognese.

La canzone incisa da Dalla e Morandi nel 1988 arriva così a una generazione successiva. Una canzone passa di voce in voce, cambia significato e continua a vivere.

Da padre a figlio, la playlist torna così al punto da cui era partita. Un passaggio di testimone tra generazioni, che racconta forse meglio di qualsiasi definizione cosa significhi essere una Città della Musica: conservare la propria storia e continuare, ogni giorno, a scriverne una nuova.

🎵 Bonus track: Calcutta, Getano | Gio Evan, Joseph Beuys | Lucio Corsi, Volevo essere un duro | Lo Stato Sociale, Una vita in vacanza | Tredici Pietro, Uomo che cade | Tredici Pietro, Galeffi, Fudasca & Band e Gianni Morandi, Vita - cover Sanremo 2026 


Logo Fondazione Bologna Welcome
Logo Fondazione Bologna Welcome
A cura di
Redazione di Fondazione Bologna Welcome
Promuove e valorizza luoghi, esperienze ed eventi nell'Area Metropolitana di Bologna e nel Territorio Turistico Bologna–Modena, e gestisce i contenuti del sito bolognawelcome.com.
©2026. Fondazione Bologna Welcome - Tutti i diritti sono riservati