Santa Cecilia, Raffaello. Pinacoteca Nazionale di Bologna

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Bologna e il Rinascimento

Pubblicato il 30 settembre 2022 Da Bologna Welcome

Bologna è conosciuta prevalentemente per la sua anima medievale, eppure, è stata una delle città più importanti dal punto di vista storico-artistico del periodo rinascimentale italiano.
Immergiti nel passato e scopri quali sono i luoghi del Rinascimento bolognese da non perdere.


Basilica di San Francesco

Il più importante complesso conventuale francescano della città fu tra i più grandi del nord Italia. Tra XV e XVI secolo fu al centro di notevoli imprese decorative, come l’erezione di numerose cappelle, di cui oggi sopravvive solo quella di San Bernardino. Al suo interno si può ancora ammirare la monumentale Tomba di Papa Alessandro V, completata da Sperandio da Mantova al tempo di Giovanni II Bentivoglio, mentre altri capolavori sono custoditi alla Pinacoteca Nazionale.

 

Basilica di San Petronio

Nel Rinascimento, la maestosa basilica simbolo della devozione dei bolognesi fu al centro di importanti campagne artistiche. Numerose sono le testimonianze, come la decorazione dei finestroni laterali, dove operarono anche Niccolò dell’Arca e Francesco di Simone Ferrucci, o l’assetto attuale della facciata. L’interno custodisce capolavori di tutti i protagonisti della stagione: da Lorenzo Costa attivo nella Cappella De’ Rossi, a Vincenzo Onofri nel Compianto, fino ai diversi dipinti di Amico Aspertini.

 

Collezioni Comunali d’Arte

Le Collezioni Comunali d’Arte hanno sede a Palazzo d’Accursio su Piazza Maggiore. L’edificio fu al centro di alcune delle vicende bolognesi più rilevanti e una parte delle sue strutture rinascimentali, come la grande Corte d’Onore, lo Scalone o la Torre dell’Orologio, sono ancora oggi ammirati dal pubblico. Nelle collezioni si conservano opere di grande importanza come la Crocifissione con i santi Giovanni e Girolamo di Francesco Francia o la Vergine allattante di Amico Aspertini.

 

Museo Civico Medievale

Il museo è allestito in uno dei palazzi rinascimentali di Bologna meglio conservati e possiede una collezione unica nel suo genere per importanza storica e artistica. L’epoca dei Bentivoglio è rappresentata da rari manufatti come lo Stocco, una splendida spada donata da Papa Niccolò V a Ludovico Bentivoglio, o il Targone, scudo da parata dipinto con San Giorgio e il Drago, o la celebre tomba di Domenico Garganelli, opera polimaterica tra i capolavori di Francesco del Cossa

 

Cattedrale di San Pietro

La Cattedrale fu scrigno di capolavori rinascimentali, su tutti la celebre Cappella Garganelli che, per vicissitudini del gusto e del tempo, andarono in gran parte perdute. L’edificio odierno è stato quasi completamente ricostruito ma fortunatamente possiede qualche eccezionale testimonianza del periodo, come il grandioso Compianto sul Cristo morto di Alfonso Lombardi; nelle grandi statue in terracotta il sapiente classicismo si unisce alla tensione narrativa e all’attenzione naturalistica.

 

Basilica di San Martino

L’importante chiesa carmelitana bolognese, come testimonia la sua facciata ottocentesca, è stata ampiamente modificata nel tempo. Oggi possiede diversi capolavori dell’arte del Rinascimento: si possono ammirare l’Assunta di Lorenzo Costa, la Madonna e santi di Amico Aspertini o il Busto di Beroaldo attribuito a Vincenzo Onofri. Notevoli anche le cappelle Marescotti e Boncompagni che, oltre all’architettura, alla decorazione originale, custodiscono le pale d’altare di Francesco Francia e Girolamo da Carpi.

 

Pinacoteca Nazionale di Bologna

In occasione dell’eccezionale prestito del Ritratto di Giulio II di Raffaello, la Pinacoteca presenta una mostra incentrata sul Rinascimento bolognese ripercorrendone lo sviluppo dal 1475 al 1530. La mostra inizia con i pittori di corte dei Bentivoglio, documenta il mutamento impresso alla scena artistica cittadina dall’arrivo di Michelangelo, Bramante e Raffaello al seguito di Papa Giulio II dopo il 1506 e termina con i capolavori dipinti a Bologna da Parmigianino dopo il 1527.



Museo di Palazzo Poggi

Dal Rinascimento delle corti e dei grandi artisti all’“altro Rinascimento”, quello dei primi scienziati, collezionisti e osservatori della natura. Nelle sale di Palazzo Poggi, decorate dagli affreschi della stagione manierista, l’Università di Bologna conserva un tesoro eccezionale: quello di Ulisse Aldrovandi (1522-1605), professore e inventore del museo scientifico moderno. Il museo di Aldrovandi, donato al Comune di Bologna, non si disperde ma è giunto fino a noi quasi intatto.



Oratorio di Santa Cecilia

L’Oratorio di Santa Cecilia conserva il più importante ciclo pittorico del Rinascimento bolognese. La decorazione fu avviata nel 1506 dai principali artisti del tempo: Lorenzo Costa, Francesco Francia e Amico Aspertini. È singolare che in questi affreschi non compaiano segni iconografici che possano identificare Cecilia come protettrice della musica: questi richiami si diffonderanno infatti solo dopo l'arrivo in città nel 1515 del dipinto di Raffaello, ora in Pinacoteca. 


Basilica di San Giacomo Maggiore

La Chiesa di San Giacomo Maggiore ospita la cappella della famiglia Bentivoglio, autentico capolavoro del Rinascimento bolognese. Commissionata da Annibale Bentivoglio nel 1445 e terminata da Giovanni II nel 1486, la cappella fu decorata dai due principali artisti attivi a Bologna alle fine del '400: Lorenzo Costa e Francesco Francia. Lo stesso Giovanni II fece costruire l'elegante portico rinascimentale che costeggia la chiesa e che conduce all’Oratorio di Santa Cecilia.

 


Complesso di Santa Maria della Vita

"L’urlo di pietra" – con queste parole D’Annunzio definisce il complesso scultoreo del Compianto sul Cristo morto di Niccolò dell’Arca, risalente al 1463 circa. Opera che risente - per lo stile dinamico e fortemente realistico - dell'influenza di Donatello e di artisti della scuola ferrarese come Ercole de’ Roberti. L’opera è inserita all’interno della chiesa di Santa Maria della Vita che risale al 1200, anno in cui venne fondata l’omonima compagnia che si occupa della cura degli infermi, dei carcerati e dei condannati a morte. All’interno di questo importante luogo di culto, nella cappella di destra rispetto all’altare maggiore, potete ammirare uno dei capolavori scultorei che dopo seicento anni suscita ancora pathos e ammirazione.



Palazzo Pepoli. Museo della Storia di Bologna

Palazzo Pepoli Vecchio, dimora di una delle più potenti famiglie della Bologna di epoca medievale, è oggi un Museo che racconta la storia cittadina a partire dagli Etruschi fino ai giorni nostri. Nell’excursus di secoli che viene dispiegato nelle sale del Palazzo, un ampio spazio è dedicato alla Bologna del Rinascimento. Un secolo scandito da lotte di potere fra casate divise tra Guelfi e Ghibellini, sullo sfondo del difficile rapporto con il papato segnato da continui compromessi. In questo quadro storico così complesso, emerge la famiglia dei Bentivoglio la cui apoteosi di potere verrà ritratta da alcuni dei maggiori artisti del periodo come Lorenzo Costa.



Chiesa di San Giovanni in Monte

Una delle chiese meglio conservate, con la facciata di cultura veneziana, l’Aquila di Niccolò dell’Arca e le vetrate bentivolesche, tra cui quella con San Giovanni ideata da Francesco del Cossa. Al suo interno eccellenti opere, come l’Incoronazione o la Madonna in trono di Lorenzo Costa e la copia della Santa Cecilia, posta, accanto al corpo della Beata Duglioli dall'Olio nell’omonima cappella, dove il capolavoro di Raffaello, ora in Pinacoteca Nazionale, venne ammirato per secoli.   


Museo Davia Bargellini

Il Museo Davia Bargellini è allestito nell’omonimo e affascinante palazzo, custodisce la memoria della potente famiglia alleata dei Bentivoglio, in particolare Gaspare e Virgilio furono coprotagonisti dell’epopea bolognese. Tra le numerose opere rinascimentali si ricordano: il busto di Virgilio di Onofri, il suo presunto ritratto attribuito ad Amico Aspertini, i dipinti di maniera raffaellesca con San Lorenzo e San Petronio di Innocenzo da Imola, già in Santa Maria dei Servi.

 

Basilica di San Domenico

Luogo capitale per la storia della città, nel Rinascimento, la chiesa domenicana più importante al mondo fu teatro di straordinarie imprese artistiche. La più rilevante fu il coperchio marmoreo dell’Arca di san Domenico (1469-73), decorato da mirabili statue, l'opera garantì imperitura nomea al suo autore: Niccolò dell’Arca. Il maestro scolpì quasi tutte le sculture, ma alla sua morte ne mancavano alcune, tre di queste furono realizzate da Michelangelo: i santi Petronio, Procolo e l’Angelo reggicandelabro (1494).

 

Chiesa di Santa Maria della Misericordia

La chiesa venne riedificata nel Quattrocento dagli Olivetani, e, nonostante le modifiche e i restauri, ha mantenuto numerosi elementi originali. L’assetto dell’abside, le coperture e il portico d’ingresso sono peculiari all’architettura del Rinascimento padano. Di notevole importanza sono poi le vetrate superstiti che furono realizzate su cartoni di Francesco Francia, lo stesso maestro che per la chiesa dipinse alcune grandi pale d'altare oggi alla Pinacoteca Nazionale.    

 

Chiesa della Santissima Annunziata

La chiesa venne completamente ristrutturata a partire dal 1475 dai frati francescani osservanti. Nonostante le trasformazioni dei secoli, diversi elementi architettonici, come il grande porticato o le volte dell’edificio sono esemplari dell’architettura del Rinascimento. Alcuni capolavori dei pittori dell’epoca giuliesca, oggi nei musei della città, provengono da qui: prima fra tutti la pala dell’altare maggiore con santi di Francesco Francia, oggi conservata alla Pinacoteca Nazionale.  


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