Appennino, parco dei gessi

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Ciclovia dei Gessi di Gaibola

Aggiornato il 13 maggio 2026 Da Federico Farinelli

La ciclovia dei Gessi di Gaibola attraversa uno dei paesaggi più suggestivi e insoliti della prima collina bolognese, dove la roccia di gesso modella ambienti carsici, cavità naturali e scorci di grande fascino. È un itinerario ad anello in bici relativamente breve, ma da non sottovalutare per salite e tratti sterrati, ideale per scoprire il Parco regionale dei Gessi Bolognesi e Calanchi dell’Abbadessa pedalando tra natura, geologia e panorami collinari.


Guida pratica per pedalare lungo la Ciclovia dei Gessi di Gaibola:

Scheda tecnica


Lunghezza: 21 km (con deviazione all’Oasi Fluviale WWF del Molino Grande)  

Dislivello: 200 m  

Grado di difficoltà: medio (presente un tratto in salita su fondo sterrato, comunque non proibitivo)  

Tempi di percorrenza: mezza giornata alcune ore/mezza giornata 

Tipologia: itinerario ad anello su fondo misto (asfalto, sterrato, single-track)

Area protetta: Parco regionale dei Gessi Bolognesi e Calanchi dell’Abbadessa



Percorso nel dettaglio 


Il percorso può essere intrapreso sia dalla stazione ferroviaria di San Lazzaro di Savena sia da quella di Ozzano dell’Emilia, risultando facilmente accessibile anche per chi arriva in treno. 

Dopo un primo tratto urbano e lungo piste ciclabili di recente realizzazione, si raggiunge la località di Pizzocalvo, riconoscibile per la piccola chiesa che domina un poggio verde affacciato sulla collina. Da qui si entra progressivamente nel Parco dei Gessi Bolognesi, un’area caratterizzata dalla presenza del gesso, una roccia rara che ha dato origine a un paesaggio carsico ricco di cavità naturali, doline e grotte ad inghiottitoio. 

All’altezza di via Tomasella il percorso offre due possibilità: 

Variante 1 – Oasi Fluviale WWF del Molino Grande 

La prima conduce verso Est, attraversando l’Oasi Fluviale WWF del Molino Grande lungo il torrente Idice. Questo tratto si sviluppa in un ambiente umido e ombreggiato, tra pioppi, salici e ontani neri, con un sottobosco ricco di corniolo, sambuco, acero campestre e sanguinella. La variante ha pendenze contenute, ma presenta tratti tecnici e talvolta fangosi: per questo è consigliata soprattutto alle mountain bike. 

Variante 2 – Salita verso Gaibola e ambiente carsico 

L’alternativa principale prosegue verso Sud lungo via Montebello e, dopo circa 750 metri, sale a destra verso Gaibola su una strada ripida che diventa presto sterrata. È il tratto più impegnativo del percorso, ma anche uno dei più suggestivi: il fondo attraversa a tratti la nuda roccia di gesso e conduce nel cuore dell’ambiente carsico dei Gessi Bolognesi, tra grandi doline e boschi che in primavera si riempiono di fioriture di bucaneve, scilla e dente di cane. 

Superata la località di Gaibola, il percorso costeggia le grandi doline delle Buche di Gaibola, di Ronzano e d'Inferno: luoghi rappresentativi del carsismo bolognese e particolarmente interessanti per gli appassionati di geologia e speleologia. 

Poco oltre Coralupi si raggiunge via dell’Eremo e si scende verso il fondovalle dello Zena, dove si incontrano il Centro Parco “Luigi Fantini”, dedicato al fondatore del Gruppo Speleologico Bolognese, e la vicina Grotta del Farneto. Scoperta nel 1871, la grotta rappresenta uno dei siti più importanti dell’area per il suo valore storico, archeologico, didattico e turistico. 

L’itinerario raggiunge infine la località La Cicogna: da qui si può rientrare verso San Lazzaro di Savena seguendo la pista ciclabile oppure proseguire lungo via Palazzetti fino alla stazione ferroviaria di Ozzano dell’Emilia.


Consigli pratici 


Quando andare: Primavera e autunno sono i periodi migliori per percorrere la ciclovia dei Gessi di Gaibola: le temperature sono piacevoli e il paesaggio offre fioriture, colori e scorci particolarmente suggestivi. 

Idratazione: Porta con te una borraccia piena, soprattutto nelle giornate più calde. Il percorso attraversa tratti naturali e collinari dove non sempre si trovano punti di rifornimento. 

Percorso: L’itinerario è breve, ma vario: alterna piste ciclabili, salite, sterrati e tratti immersi nella natura. Meglio affrontarlo con un minimo di abitudine alla bici. 

Equipaggiamento: Mountain bike e gravel bike sono le soluzioni più adatte. Un piccolo kit per le forature è sempre utile, in particolare se scegli la variante dell’Oasi WWF Molino Grande. 

Orientamento: Prima di partire puoi scaricare la traccia GPX per dispositivi GPS o app dedicate. È disponibile anche il file KMZ per visualizzare percorso e punti di interesse su Google Earth. 

App utile: L’itinerario è consultabile anche tramite l’app Maps4You della Regione Emilia-Romagna, nella sezione “Cultura e Turismo” > “Alta Via e Ciclovie dei Parchi”. 

Accessibilità: Il percorso ad anello è raggiungibile sia dalla stazione ferroviaria di San Lazzaro di Savena sia da quella di Ozzano dell’Emilia. 


Informazioni utili 


Centro visite Parco “L. Fantini” 
Via Jussi 171 
Loc. Farneto – San Lazzaro di Savena (BO) 

Federico Farinelli, Ciclovia del Navile, Bologna
Federico Farinelli, Ciclovia del Navile, Bologna
A cura di
Editor per Fondazione Bologna Welcome
Appassionato ciclista amatoriale, mi nutro di sport e respiro natura. Appena posso, viaggio ed esploro, interessandomi alla storia e al cibo (e al vino) dei luoghi che visito. Scrivo per bolognawelcome.com dal 2018.
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