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Bologna British

Gli inglesi giungono a Bologna sin dai tempi delle Crociate. Durante il Cinquecento, con l’istituzione dello Studium e dopo la frattura tra la chiesa cattolica e quella anglicana, i visitatori britannici continuano a visitare la città lasciando traccia del loro passaggio.

L’Università di Bologna è nata nel XVI secolo e ha accolto studenti e professori da tutti i paesi inclusa l’odierna Inghilterra. Ne sono esempi le tante decorazioni araldiche che includono stemmi e memorie nelle sale della Biblioteca al piano superiore di Palazzo dell’Archiginnasio. Rimanendo in ambito, la Chiesa di San Salvatore conserva i resti dell’antica cappella dedicata agli studenti inglesi iscritti all’Università di Bologna; tra loro spicca Thomas Beckett, futuro arcivescovo di Canterbury, che dopo il suo assassinio nel 1171, fu eletto patrono inglese di Bologna!

In termini di ospitalità si può dire che Bologna si è da sempre distinta per l’accoglienza. Il marchese Belloni ha ospitato ripetutamente la corte del sovrano inglese Giacomo III Stuart, pretendente al trono d’Inghilterra nel 1717, nel suo palazzo in via de’ Gombruti. A questo si aggiunge l’Hotel del Pellegrino, non più esistente, che fu uno dei più famosi tra il XVII e il XVIII secolo, ad accogliere capi di stato, personaggi facoltosi e letterati anche inglesi. Il più celebre fra tutti è Lord Byron!

La quadreria di Padre Giovanni Battista Martini nel Museo della Musica bolognese presenta un ritratto di Charles Burney attribuito a Sir Joshua Reynolds, copia di quello conservato alla National Gallery di Londra; è ora forte testimonianza dell’incontro tra il musicologo inglese e Padre Martini a Bologna nel 1770. Nel Museo Davia Bargellini è conservata una coppia di vasi Wedwood in ceramica inglese di fine Ottocento, a testimonianza dell’introduzione nel mercato di un’alternativa alla costosa porcellana e maiolica, nata dall’imprenditore Josiah Wedwood. Le collezioni del marchese Rusconi a riguardo sono molto interessanti. Un anello anglosassone, risalente al IX secolo, è stato ritrovato presso il fiume Reno alle porte di Bologna e rappresenta oggi un pezzo unico ed esempio di oreficeria longobarda. È custodito nel Museo Civico Medievale, nella sala 5.  Da menzionare è il Chiostro anglicano nella Certosa di Bologna con tombe dei primi anni dell’Ottocento dalla simbologia ermetica, il cui sfondo è presieduto dal monumento al Barone Strick!

Solcando le fila dell’età contemporanea, si cita lo scultore inglese Tony Cragg (1949) che rientra, con la sua opera “Eroded Landscape” in vetro, bronzo, cera, legno e pietra colorata, nella collezione permanente del MAMbo. Nel 2003 l’artista David Tremlett (1945) ha realizzato un disegno a muro (wall drawing) nella piccola Cappella di Santa Maria dei Carcerati situata a Palazzo Re Enzo, nel cuore della città. L’opera di Tremlett è ora famosa in tutto il mondo per la tecnica a pastello utilizzata e ha trasformato l’immagine della cappella, che un tempo accoglieva gli ultimi respiri dei carcerati condannati a morte, rispettando la sua sensazione di raccoglimento. In ultimo, la Cineteca di Bologna è impegnata dal 1999 nel restauro e nella diffusione dell’opera di Charlie Chaplin: un lavoro minuzioso e fortemente voluto dagli eredi dell’artista e del cineasta.

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