Mostre da vedere a Bologna nell’estate 2026
Aggiornato il 27 luglio 2026 Da Bologna Welcome
Tra fotografia, arte contemporanea, cinema e grandi maestri della storia dell’arte, l’estate 2026 offre molte occasioni per scoprire Bologna attraverso le sue mostre.
Musei, palazzi storici e fondazioni culturali accolgono esposizioni dedicate a figure come Frida Kahlo, Banksy, Albrecht Dürer, Agnès Varda e Luigi Ghirri. Una proposta varia, da alternare alle passeggiate sotto i portici e alle giornate trascorse nel centro storico.
Fino al 31 luglio 2026
Quindici xilografie, oltre al frontespizio, compongono il percorso della mostra dossier dedicata all’Apoclypsis cum figuris di Albrecht Dürer.
Realizzata alla fine del Quattrocento per illustrare l’ultimo libro del Nuovo Testamento, l’opera segnò una svolta nella storia del libro illustrato: immagini a piena pagina e testo sacro costruiscono una doppia narrazione, visiva e scritta.
La mostra permette inoltre di scoprire una parte del ricco fondo grafico della Pinacoteca Nazionale di Bologna, normalmente non esposto per ragioni conservative.

Fino al 18 ottobre 2026
Non una semplice raccolta di opere, ma un viaggio alle origini dell’immaginario di Banksy. La mostra ricostruisce il contesto artistico e culturale della Bristol underground tra gli anni Ottanta e i primi Duemila, ambiente nel quale si è formato il linguaggio del celebre artista britannico.
Il percorso è articolato in 32 sezioni e riunisce oltre 300 opere, documenti originali e materiali d’archivio. Accanto a Banksy trovano spazio gli artisti e i protagonisti della cosiddetta “Scuola di Bristol”, che contribuirono alla nascita di una scena creativa destinata a influenzare la street art internazionale.

Fino al 27 settembre 2026
Frida Kahlo è raccontata attraverso gli occhi di chi l’ha conosciuta, amata e fotografata. La mostra riunisce 70 fotografie originali realizzate da autrici e autori come Edward Weston, Lucienne Bloch, Lola Álvarez Bravo, Nickolas Muray, Gisèle Freund, Imogen Cunningham e Graciela Iturbide.
Più che una biografia per immagini, il percorso invita a riflettere sul modo in cui Kahlo contribuì alla costruzione della propria identità pubblica. Corpo, dolore, abiti, autorappresentazione e impegno politico diventano gli elementi di un’immagine personale che, nel tempo, si è trasformata in un’icona globale.

Fino al 27 settembre 2026
Nel centenario della nascita di Giuseppe Chiari, il MAMbo presenta la prima retrospettiva completa dedicata all’artista da un’istituzione pubblica.
Musica, performance, scrittura e arti visive si incontrano in un percorso che attraversa l’intera produzione di Chiari, figura centrale dell’arte italiana della seconda metà del Novecento. La mostra approfondisce anche il suo rapporto con Fluxus, movimento al quale partecipò mantenendo però una posizione autonoma e personale.
L’esposizione è accompagnata da concerti e appuntamenti dedicati alla sua ricerca musicale.

Fino al 27 settembre 2026
Torri di estrazione, altoforni, serbatoi, case a graticcio e altri edifici industriali sono i protagonisti della grande retrospettiva dedicata a Bernd e Hilla Becher.
Con più di 350 fotografie originali in bianco e nero, accompagnate da disegni, libri e manifesti, la mostra ricostruisce il metodo rigoroso sviluppato dalla coppia tedesca. Le architetture vengono fotografate frontalmente, con condizioni di luce simili, e organizzate in sequenze capaci di evidenziarne differenze e ricorrenze.
Un approfondimento nel foyer presenta inoltre opere di Andreas Gursky, Thomas Struth, Thomas Ruff e Tata Ronkholz, mostrando l’eredità lasciata dai Becher alla Scuola di fotografia di Düsseldorf.

Fino al 25 ottobre 2026
Una passeggiata nella Bologna tra la fine degli anni Cinquanta e l’inizio dei Sessanta, seguendo i volti e le storie delle donne che abitavano la città.
La mostra nasce da un archivio di oltre 5.500 fotografie realizzate da Antonio Masotti intorno al progetto Le Bolognesi. Solo una parte di questi scatti entrò nel celebre volume pubblicato nel 1963; molte delle immagini esposte vengono oggi presentate al pubblico per la prima volta.
Tra portici, fermate dell’autobus e strade del centro, le protagoniste attraversano Bologna con naturalezza e personalità. Il risultato è un racconto affettuoso della città, ma anche una testimonianza dei cambiamenti sociali e culturali del secondo Novecento.
La mostra dialoga idealmente con Viva Varda! Il cinema è donna, ospitata negli spazi vicini della Galleria Modernissimo.
NB: Chiusura estiva dal 3 al 25 agosto 2026
Fino al 10 gennaio 2027
Regista, fotografa, artista e pioniera della Nouvelle Vague: Agnès Varda è al centro di un percorso di 1.200 metri quadrati che attraversa cinema, fotografia, arti visive e impegno politico.
Filmati, fotografie, costumi, installazioni e materiali d’archivio raccontano la varietà della sua ricerca, il suo sguardo sui cambiamenti della società e l’attenzione riservata ai personaggi femminili.
Una sezione specifica approfondisce inoltre il rapporto tra Varda e l’Italia, mentre l’intero percorso restituisce la libertà creativa e la curiosità di un’autrice capace di muoversi continuamente tra linguaggi diversi.

Fino al 4 ottobre 2026
Fotografia, cinema e letteratura si incontrano nella Project Room del MAMbo, dove è raccontato il sodalizio intellettuale e creativo tra Luigi Ghirri e Gianni Celati.
Il nucleo centrale della mostra comprende le fotografie realizzate da Ghirri tra il 1989 e il 1991, durante i sopralluoghi e la lavorazione di Strada Provinciale delle Anime, primo lungometraggio diretto da Celati.
Paesi, argini, strade e figure umane compongono una ricognizione poetica del paesaggio padano, proseguendo idealmente l’esplorazione avviata da Celati nel libro Verso la foce.


