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Matebologna

Come i capitoli di un libro di matematica, gli edifici del centro storico di Bologna materializzano geometrie, racchiudono calcoli e raccontano storie di personaggi. Monumenti, chiese e portici custodiscono nella loro struttura conoscenze che, nel corso dei secoli, hanno intessuto non solo la professione di coloro che li hanno progettati e costruiti, ma anche la quotidianità di coloro che li hanno abitati. Una passeggiata in centro può così trasformarsi in una lettura di forme, numeri e relazioni.

Iniziamo scoprendo la più lunga meridiana al mondo, tracciata sul pavimento della Basilica di San Petronio nel 1655 da Giovanni Domenico Cassini: la sua lunghezza corrisponde alla seicentomillesima parte del meridiano terrestre. L’ora è segnata da un cono di luce che disegna sul pavimento un'ellisse, la quale viene “letta” dalla linea della meridiana.

Sempre in Piazza Maggiore, sul basamento di Palazzo d’Accursio, una lapide in marmo offre un campionario delle antiche unità di misura utilizzate a Bologna: il piede bolognese, lunghezza base del sistema metrico locale, corrispondente a circa 38 cm; la pertica, equivalente a 10 piedi; il braccio, lungo circa 64 cm; infine il doppio braccio. Accanto a queste figurano anche i modelli di un mattone e di una tegola di dimensioni standard. 

Il Voltone di Palazzo del Podestà, invece, è caratterizzato da un sorprendente effetto acustico dovuto alla struttura ellittica della volta: le parole sussurrate stando rivolti verso il muro di uno degli angoli della volta si sentono distintamente in quello opposto. 

In Piazza Santo Stefano si erge l’omonimo complesso comunemente conosciuto con il nome di “Sette Chiese”. Si tratta di un appellativo dalla chiara valenza simbolica e sacrale propria della numerologia mistica dell’Alto Medioevo, e non una semplice enumerazione delle chiese, oramai non più sette. Il sette, infatti, torna con insistenza nel numero di elementi architettonici principali che costituiscono il complesso e nei motivi decorativi geometrici. 

Poco distante, la Torre degli Asinelli, nel 1791, fu protagonista di un noto esperimento scientifico condotto dal fisico Giovanni Battista Guglielmini. Facendo cadere un peso dalla torre, notò che si spostava di 17 mm rispetto alla linea verticale: fu la prima prova sperimentale diretta della rotazione della terra, oltre cinquant'anni prima del celeberrimo esperimento di Foucault.

Mentre nel vicino Palazzo della Mercanzia è esposto, dal 1972, un campione in oro della vera Tagliatella bolognese, la cui larghezza corrisponde alla 12.270esima parte della Torre degli Asinelli. 

In Via Zamboni, a Palazzo Poggi, la torre della Specola per quasi 200 anni ha ospitato astronomi che qui hanno osservato stelle e fenomeni celesti, effettuato calcoli e sviluppato teorie scientifiche. Tra questi anche Giovanni Guglielmini che realizzò qui altri esperimenti per dimostrare la rotazione terrestre. 

Infine, al MAMbo, il Museo di Arte Moderna di Bologna, la sezione “1968. I – Nuove prospettive” è dedicata all’Arte Cinetica e Programmata, movimento influenzato dal mondo della scienza, della fisica e della tecnologia. 


Testi di Emanuela Ciotti

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