Bologna dà i numeri: un itinerario tra matematica, scienza e curiosità
Aggiornato il 28 ottobre 2026 Da Bologna Welcome
Come i capitoli di un libro di matematica, gli edifici del centro storico di Bologna materializzano geometrie, racchiudono calcoli e raccontano storie di personaggi. C'è la Bologna delle torri, dei portici e delle piazze. E poi ce n'è un'altra, tutta da scoprire, fatta di numeri, misure, geometrie, esperimenti scientifici e illusioni ottiche.
Basta cambiare prospettiva per scoprire che una basilica può trasformarsi in uno strumento astronomico, una torre può aiutare a dimostrare che la Terra gira e perfino una tagliatella può avere una misura calcolata in rapporto a uno dei monumenti simbolo della città.
La prima tappa è in Piazza Maggiore, all'interno della Basilica di San Petronio.
Qui, nel 1655, l'astronomo Giovanni Domenico Cassini realizzò una linea meridiana lunga circa 67 metri, considerata la più lunga al mondo.
Ma come funziona? Attraverso un piccolo foro posto in alto nella basilica, la luce del Sole entra nell'edificio e proietta la sua immagine sul pavimento. Quando questa attraversa la linea della meridiana, segna il mezzogiorno solare locale.
Un sistema ingegnoso che permetteva di osservare e studiare il movimento apparente del Sole nel corso dell'anno.

Restiamo in Piazza Maggiore, ma questa volta guardiamo verso Palazzo d'Accursio.
Sul suo basamento si trova una lapide in marmo che conserva alcune delle antiche unità di misura utilizzate a Bologna, prima dell'arrivo del sistema metrico decimale. Si possono quindi vedere:
Accanto alle misure lineari compaiono anche i modelli delle dimensioni standard di un mattone e di una tegola.
Una sorta di antico righello pubblico, utile in una piazza che per secoli è stata il cuore della vita commerciale cittadina.

Sotto il Voltone del Podestà, a pochi passi da Piazza Maggiore, basta posizionarsi in due angoli diagonalmente opposti e parlare rivolti verso il muro per sperimentare un sorprendente effetto acustico.
Il risultato? Le parole, anche se sussurrate, possono essere ascoltate distintamente dall'altra parte della volta, a diversi metri di distanza.
Il segreto è nella particolare conformazione della struttura, che permette alle onde sonore di propagarsi da un angolo all'altro.
È uno dei fenomeni acustici più curiosi di Bologna e, soprattutto, un piccolo esperimento di fisica da provare in prima persona.

Raggiungiamo Piazza Santo Stefano, dove si affaccia uno dei complessi religiosi più affascinanti di Bologna che tutti conoscono come il Complesso delle Sette Chiese. Si tratta di un appellativo dalla chiara valenza simbolica e sacrale propria della numerologia mistica dell’Alto Medioevo, e non una semplice enumerazione delle chiese, oramai non più sette.
Il complesso è infatti il frutto di secoli di trasformazioni, durante i quali edifici religiosi, cortili e altri spazi sacri sono stati costruiti, modificati e collegati tra loro.
Il numero sette non è quindi soltanto una questione di quantità: nella tradizione cristiana medievale aveva anche un forte significato simbolico e spirituale.
Un simbolismo che si riflette nella lettura degli spazi, degli elementi architettonici e dei motivi decorativi geometrici.
Qui la matematica incontra la storia e la simbologia religiosa, ricordandoci che, nel Medioevo, i numeri potevano raccontare molto più di una semplice quantità.

In via Zamboni, Palazzo Poggi racconta una delle stagioni più importanti della ricerca scientifica bolognese.
Le collezioni dell'antico Istituto delle Scienze custodiscono testimonianze legate alla fisica, alla storia naturale, all'anatomia, alla nautica e allo studio dei fenomeni naturali.
Ma per chi ama i numeri e le stelle, la vera protagonista è la Torre della Specola, l'antico osservatorio astronomico.
Qui, per oltre due secoli, gli studiosi hanno osservato il cielo utilizzando strumenti come telescopi, orologi astronomici e altri dispositivi di misurazione, cercando di comprendere il movimento degli astri e i fenomeni celesti.
Oggi il Museo della Specola conserva numerosi strumenti scientifici che raccontano come siano cambiate, nel tempo, le tecniche per osservare e misurare il cielo.
Fu proprio in questa torre che il fisico e matematico bolognese Giovanni Battista Guglielmini iniziò nel 1790 i suoi esperimenti sulla caduta dei corpi per provare la rotazione terrestre, poi proseguiti alla Torre degli Asinelli.

Poco distante, proprio la Torre degli Asinelli, tra il 1790 e il 1791, fu protagonista di un noto esperimento scientifico condotto dal fisico Guglielmini.
L'idea era semplice, almeno in apparenza: lasciare cadere dalla Torre degli Asinelli, alta circa 97 metri, alcune sfere di piombo del diametro di un pollice e misurare con precisione il punto in cui atterravano.
Il risultato? Le sfere non cadevano esattamente lungo la verticale, ma mostravano uno spostamento verso est di circa 17 millimetri.
Le prove, iniziate alla Torre della Specola e proseguite all'Asinelli, contribuirono a fornire una delle prime verifiche sperimentali dirette della rotazione della Terra, oltre cinquant'anni prima del celebre pendolo di Foucault.
Nota bene: la Torre degli Asinelli è attualmente chiusa al pubblico per i lavori nell'area delle Due Torri.

Dalla fisica alla cucina il passo, a Bologna, è più breve di quanto si possa immaginare.
Nel vicino Palazzo della Mercanzia, sede della Camera di Commercio, è custodito un campione in oro della vera tagliatella bolognese, la cui misura ufficiale fu depositata nel 1972 dall'Accademia Italiana della Cucina.
La larghezza stabilita è di 8 millimetri dopo la cottura, pari alla 12.270esima parte dell'altezza della Torre degli Asinelli.
Una proporzione che mette insieme due simboli della città apparentemente lontanissimi: una torre medievale e uno dei formati di pasta più celebri della tradizione gastronomica bolognese.

Come si misura il tempo? E come si studia un fenomeno naturale come un terremoto?
A Palazzo Pepoli – Museo della Storia di Bologna, i numeri diventano uno strumento per raccontare la città e l'evoluzione delle conoscenze scientifiche.
Il percorso museale accompagna i visitatori attraverso secoli di storia bolognese, con oggetti, ricostruzioni e installazioni multimediali che mostrano come Bologna sia cambiata nel tempo.
Tra i temi legati alla scienza trovano spazio anche la misurazione del tempo e lo studio dei fenomeni naturali, compresi i terremoti: occasioni per scoprire come osservazioni, misure e calcoli abbiano aiutato a comprendere meglio il mondo che ci circonda.
Qui la matematica non è soltanto una formula scritta su un foglio. È anche un modo per interpretare i fenomeni, organizzare le conoscenze e raccontare la storia di una città.

Per l'ultima tappa bisogna salire sui colli e raggiungere il complesso di San Michele in Bosco, uno dei punti panoramici più suggestivi di Bologna.
All'interno del complesso, oggi sede dell'Istituto Ortopedico Rizzoli, un corridoio monumentale (la "Manica Lunga") lungo circa 162 metri termina con una finestra perfettamente allineata con la Torre degli Asinelli, distante circa 1.407 metri.
Ed è qui che la prospettiva gioca uno strano scherzo: allontanandosi dalla finestra, la torre sembra diventare più grande; avvicinandosi, invece, sembra rimpicciolire.
È il celebre Cannocchiale di San Michele in Bosco, un'illusione ottica che mette alla prova il nostro modo di percepire distanze e dimensioni. La torre, naturalmente, non cambia. È il nostro sguardo a essere ingannato dalla prospettiva e dalla geometria del corridoio.
Nota bene: prima della visita, è consigliabile verificare le modalità di accesso al corridoio del Cannocchiale.

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