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Camminando per i colli bolognesi con Mino Petazzini

Pubblicato il 12 maggio 2021 Da Bologna Welcome

Ci accompagna in questa promenade...

Mino Petazzini, direttore di Fondazione Villa Ghigi.

Siamo appena arrivati. Da dove partiamo?

Bologna ha davvero, come ha scritto Dino Campana, “le colline fuori della porta”; e per gustare questo rapporto peculiare non si può, per cominciare, non salire al belvedere di San Michele in Bosco e osservare il panorama sul centro storico che si apre davanti agli occhi.

Subito dopo si può scendere per il parco omonimo, imboccare via Codivilla e, attraversata via San Mamolo, salire per via dell’Osservanza, la più bella via collinare della città, tracciata a metà del ’600 per arrivare al santuario della Madonna del Monte, ora Villa Aldini, e al convento dell’Osservanza.

Veduta terrazza San Michele in Bosco

In prossimità del convento dell’Osservanza, prendendo il sentiero CAI 904, si può raggiungere a piedi il parcheggio alto del Parco di Villa Ghigi, evitando di percorrere la via di Gaibola, priva di marciapiede. Nel Parco di Villa Ghigi, come si dice, gioco in casa, ma ugualmente, a costo di essere di parte, non posso non ricordare che molti lo considerano il più bel parco di Bologna, già pienamente collinare e, insieme, vicinissimo alla città. Un luogo legato alla figura del naturalista Alessandro Ghigi ma anche ai primi passi del Centro Villa Ghigi dei primi anni ’80, uno dei primi centri di educazione ambientale in ambito nazionale. 

Veduta Parco di Villa Ghigi

Dopo questo piccolo panegirico, che spero mi venga perdonato, è quasi ovvio che venga voglia di allontanarsi un po' dalla città. Dal Parco di Villa Ghigi lo si può fare proseguendo lungo il già citato sentiero CAI 904, che dal parco sale all’Eremo di Ronzano e poi alla chiesetta di San Michele di Gaibola, a pochi passi da un bell'affioramento gessoso.

Quali raccomandazioni fare a chi si addentra in natura? 

L’importante è comportarsi con prudenza e rispetto della natura e degli altri. Lo strano periodo che stiamo vivendo ha condotto nel verde tanti nuovi o più assidui frequentatori: un fatto positivo che ha portato con sé, tuttavia, anche comportamenti non sempre corretti.

Questo tipo di raccomandazioni valgono allo stesso modo se ci si muove all'interno dei parchi e riserve naturali istituiti dalla Regione Emilia-Romagna; nel Bolognese c’è davvero l'imbarazzo della scelta e l’invito è a scoprirli tutti. Io mi limito ad accennare ai due più vicini, cominciando dal Parco Regionale Gessi Bolognesi e Calanchi dell’Abbadessa, le cui propaggini occidentali si spingono in vista della città. Una passeggiata tra la grande dolina della Spipola e l’altopiano gessoso di Miserazzano non può non mancare nel bagaglio di chi viene in visita.

Veduta su Rocchetta Mattei

E poi?

E per finire, a una dozzina di chilometri appena da Bologna, ecco la Riserva Naturale Contrafforte Pliocenico, con il parco pubblico Prati di Mugnano, le alte pareti di arenaria, i falchi pellegrini, la sequenza di rilievi (Monte Mario, Rocca di Badolo, Monte Adone, Monte Rosso), le case “rupestri” di Livergnano e tanto altro. A me, ad esempio, piace sempre, dopo aver parcheggiato alla chiesetta di Badolo (Sasso Marconi), prendere il sentiero CAI 110 che sale sul panoramico crinale del Monte del Frate oppure, da Brento, salire a Monte Adone.


Video in collaborazione con ERcoleTV

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