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Alla scoperta dell'Appennino con Paolo Piacentini

L’Appennino bolognese è attraversato da vie e cammini unici e suggestivi, immersi nel cuore della natura. Proprio alcuni di questi faranno parte di Crinali, la rassegna che coinvolgerà oltre 150 percorsi con più di 300 artisti, da inizio luglio a fine dicembre. Ce li racconti un po’?


Via degli Dei

Partire da Piazza Maggiore sapendo di poter arrivare a Firenze solo con la forza delle proprie gambe, è un’esperienza unica. Percorrere Via degli Dei ha il fascino della scoperta di un Appennino di “prossimità”, che proprio attraverso un turismo che si fa viaggio di profonda conoscenza del territorio, sta scoprendo una nuova vitalità. Camminando su e giù tra le gobbe che conducono ai crinali ci si sente avvolti da un’accoglienza che ha compreso le esigenze del viandante del terzo millennio.

Mater Dei

Ad arricchire l’offerta di Cammini dell’Appennino bolognese è arrivato da poco il “Mater Dei”, un itinerario che incontra a Madonna dei Fornelli la Via degli Dei. Ho avuto la fortuna di partecipare all’inaugurazione del progetto alla presenza del Cardinale Zuppi, dopo aver percorso in una sola giornata le due tappe che da Bologna arrivano alla piccola frazione di San Benedetto in Val di Sambro. Momenti indimenticabili nei quali ho apprezzato quell’accoglienza avvolgente che dovrebbe essere la linfa vitale di ogni Cammino.

Alta Via dei Parchi

I crinali dell’Appennino verranno rilanciati nei prossimi anni dal Sentiero Italia, declinato anche come Sentiero dei Parchi, ma intanto ad oggi chi ha voglia di tuffarsi nella natura rigogliosa e ricca di biodiversità delle aree protette appenniniche, lo può fare camminando per circa 500 km dal parmense fino ai contrafforti nord dell’Appennino marchigiano. Un viaggio a cavallo tra due Regioni fortemente vocate al turismo escursionistico.

Linea Gotica

Camminare lungo la linea che ha segnato in modo drammatico la storia recente del nostro Paese vuol dire immergersi in un viaggio della memoria. La linea Gotica entrerà a far parte della rete di “Cammini di Liberazione” su cui sta lavorando la sezione italiana del progetto della “Liberation Route”, un itinerario internazionale riconosciuto dal Consiglio d’Europa.

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