Le mostre primaverili più belle di Bologna
Aggiornato il 20 marzo 2026 Da Karoline Villacidro
A Bologna la scena culturale è sempre in fermento e, con l'arrivo della primavera 2026, rifiorisce anche l'arte. Dalla fotografia d'autore alla street art, passando per i grandi maestri del Novecento e le nuove frontiere del contemporaneo, il programma è ricchissimo e adatto a tutti i gusti.
Dal 28 marzo al 27 settembre 2026, Palazzo Pepoli ospita la mostra su Frida Kahlo. Con 70 fotografie originali realizzate da importanti autrici e autori della fotografia, il pubblico è interrogato sull'origine del mito dell'artista e le modalità di cui si è servita per diventare un'icona di identità, corpo, dolore e rappresentazione di sé.

Fino al 31 maggio 2026, il MAMbo rende omaggio a Mattia Moreni, figura cardine dell'Informale europeo. La mostra si concentra sugli anni della maturità dell'artista, caratterizzati da una gestualità potente e un uso materico del colore, anticipando temi ecologici e tecnologici di grande attualità.

Hai tempo fino al 3 giugno 2026 per ammirare "Dalla Cittadellarte allo Statodellarte". Il maestro dell’Arte Povera espone i celebri Quadri specchianti e installazioni storiche che dialogano con le architetture rinascimentali del Palazzo. Un’occasione rara per riflettere sulla responsabilità sociale dell'arte.

Inaugurata il 5 marzo 2026, e aperta fino al 10 gennaio 2027, nella Galleria del Sottopasso di Piazza Re Enzo. La mostra su Agnès Varda è un percorso multimediale che intreccia video-installazioni e fotografie, esplorando la visione femminista e poetica della "nonna della Nouvelle Vague".

Una delle mostre più attese della stagione, aperta fino al 19 luglio 2026. Oltre al celeberrimo scatto American Girl in Italy, la retrospettiva esplora il talento di Orkin nel fondere fotografia e linguaggio cinematografico, immortalando la vita urbana con un'ironia e una sensibilità uniche.

Inaugurazione il 27 marzo 2026 e apertura fino al 2 agosto. Non una semplice rassegna, ma un'analisi filologica del contesto underground di Bristol tra il 1983 e il 2005. In mostra materiali d'archivio, fotografie e opere originali dell'artista urbano più enigmatico al mondo.

C'è tempo fino al 6 aprile 2026 per questo affascinante viaggio visivo. L'esposizione analizza l'evoluzione dell'estetica giapponese, mettendo in dialogo le preziose xilografie di Hokusai e Hiroshige con la moderna cultura pop dei Manga e degli Anime. Scoprirai come la linea e il colore del Sol Levante abbiano influenzato l'arte occidentale, dal Giapponismo ottocentesco fino alle icone dei fumetti contemporanei.

In chiusura il 6 aprile 2026, questa mostra collettiva promossa da do ut do esplora la complessità del concetto di identità nella società liquida contemporanea. Attraverso opere di artisti e designer di fama internazionale, l'esposizione si snoda lungo il percorso museale permanente, creando un contrasto suggestivo tra la storia di Bologna e le visioni del presente.

Ultimi giorni fino al 6 aprile 2026 per scoprire uno dei protagonisti della pittura bolognese tra il XVI e il XVII secolo. L'esposizione mette in luce il rigore formale e la profonda spiritualità di Cesi, la cui arte offrì un'alternativa solenne e meditativa allo stile esuberante dei Carracci.

Fino al 3 maggio 2026, il MAMbo ospita la prima grande antologica italiana dedicata a John Giorno. Icona della Pop Art e pioniere della performance poetry, Giorno ha rivoluzionato la parola scritta. In mostra i suoi Poem Paintings, installazioni sonore e video che celebrano la sua vita tra attivismo e controcultura.
