La geologia a Bologna
Aggiornato il 12 giugno 2026 Da Karoline Villacidro
La geologia non sta solo nei libri o nei musei. La puoi toccare con mano.
Affiora nei riflessi lattiginosi della selenite, nel rosso dei mattoni, nelle pietre delle torri e nel sottosuolo di Bologna, arrivando fino a fuori città dove il paesaggio mostra la sua materia viva.
Leggi questo itinerario tra i luoghi della geologia di Bologna e scopri che puoi visitare posti dove ammirare i materiali e solcare passi sul terreno più sterrato tra i gessi, la selenite e altre rocce storiche.
Il punto giusto è Sala Borsa, in Piazza del Nettuno. Sotto il
pavimento di vetro si vedono gli scavi archeologici dell’antica Bononia: resti
romani, fondazioni medievali, tracce dell’Orto Botanico di Ulisse Aldrovandi e
pozzi legati all’acqua di falda.
Qui il sottosuolo di Bologna diventa una prima mappa
mentale: argille e limi nel centro storico, sabbie e ghiaie verso le aree
segnate dal Reno e dal Savena.
La visita agli Scavi di Sala Borsa è possibile con offerta
libera negli orari indicati sul sito ufficiale. È una tappa breve, perfetta per
aprire un percorso geologico Bologna senza uscire dal centro.
Dopo Sala Borsa basta attraversare pochi metri per entrare in Piazza Maggiore. Qui la geologia a Bologna passa dai sedimenti alle architetture.
Il cotto e il laterizio, figli dell’argilla, danno colore a palazzi, portici e torri. Si vedono in Palazzo Re Enzo, Palazzo del Podestà e Palazzo d’Accursio. Nella Sala d’Ercole di Palazzo d’Accursio, l’affresco della Madonna del Terremoto ricorda il sisma del 1505: un dettaglio storico che lega Bologna alla sismicità dell’Appennino.

Da Piazza Maggiore si può proseguire verso il Museo Civico Archeologico. Nella sezione etrusca, felsinea e romana, le stele funerarie in arenaria aiutano a leggere un altro materiale usato e lavorato in città.
Poi si arriva al Complesso delle Sette Chiese in Piazza Santo Stefano. Nella facciata della chiesa dei Santi Vitale e Agricola compaiono frammenti di porfido verde e rosso egiziano. Nel complesso si incontrano anche cotto, arenaria e selenite, spesso frutto di reimpieghi e rifacimenti.

La selenite è una delle parole chiave per capire Bologna
geologica. È una varietà di gesso con riflessi lattiginosi, da cui il nome
legato a Selene, la luna.
La si vede nella Torre Garisenda, nel basamento di alcune
torri e nei resti delle antiche mura. In via San Vitale, il Serraglio di San
Vitale conserva tracce della Cerchia dei Torresotti, costruita con cotto e
blocchi di selenite.
Un’altra tappa utile è Casa Conoscenti, in via Manzoni, dove
sono visibili blocchi della prima cerchia di mura, detta Cerchia di Selenite. È
un passaggio piccolo, quasi nascosto, ma molto chiaro per chi cerca rocce e
monumenti Bologna senza lasciare il centro.
Da qui l’itinerario può rientrare verso Strada Maggiore. A Palazzo Davia Bargellini gli atlanti in arenaria guardano la strada; poco più avanti, il portico di Santa Maria dei Servi usa Calcare d'Istria, arrivato a Bologna in età storica anche grazie alle vie d’acqua dell’Adriatico e della pianura.

La zona universitaria è la parte più scientifica del
percorso. In via Zamboni si trovano 2 luoghi da inserire in ogni itinerario
geologico Bologna.
La Collezione di Geologia "Museo Giovanni Capellini" conserva collezioni
paleontologiche e geologiche di grande peso, con rocce, piante, invertebrati e
vertebrati fossili. Tra le sale spiccano il modello di Diplodocus, lungo 26
metri, e i reperti legati alla storia della ricerca geologica bolognese.
Poco distante c’è la Collezione di Mineralogia "Museo Luigi Bombicci". Qui il tema cambia scala: minerali, meteoriti,
selenite, ambre, quarzo, calcite e strumenti storici di laboratorio. È il luogo
giusto per passare dalla città costruita alla materia che la compone.
Fuori dal centro storico, in viale della Fiera 8, il Museo Giardino Geologico Sandra Forni raccoglie rocce, minerali e fossili legati al patrimonio geologico regionale. Le sezioni interne sono a ingresso gratuito, con accesso tramite identificazione; la sezione esterna resta liberamente accessibile.

Per vedere la geologia Emilia Romagna Bologna fuori dai
palazzi, bisogna andare verso sud-est. Il Parco dei Gessi Bolognesi e Calanchi dell’Abbadessa si estende tra Bologna, San Lazzaro di Savena, Ozzano
dell’Emilia e Pianoro.
Qui affiorano gessi, grotte, doline e calanchi. Bologna
Welcome segnala oltre 130 grotte, mentre le pagine regionali descrivono il
parco come un'area nata intorno ad affioramenti gessosi e calanchi, a poca
distanza dal capoluogo.
Le tappe più adatte a un visitatore sono:
Il Parco dei Gessi Bolognesi è perfetto per chi cerca cosa vedere a Bologna riguardo alla geologia con mezza giornata in più.
Attenzione però! Controlla sempre lo stato dei sentieri e le regole di accesso, soprattutto per grotte e aree carsiche.

Chi vuole spingersi oltre può usare il tema dei geositi come filo conduttore del viaggio.
E se vuoi approfondire, ricorda che la Regione Emilia-Romagna mette a disposizione schede sui geositi regionali, con descrizioni, cartografie e contenuti scientifici.
Un’idea più lunga è la Via dei Gessi e dei Calanchi un
cammino di 102 km che collega Bologna a Brisighella e Faenza. È adatto a chi
vuole passare da un itinerario urbano a un percorso di più giorni tra gessi,
crinali, valli e borghi dell’Appennino.
Un’altra tappa possibile è il Museo Civico Archeologico e Paleoambientale “Elsa Silvestri” di Budrio che racconta la storia
della pianura bolognese dal Paleolitico al Medioevo ed è aperto la terza
domenica del mese o su appuntamento.
Consulta il sito ufficiale per gli aggiornamenti e le aperture.

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