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Bologna sotterranea - Amici delle vie d'acqua e dei sotterranei di Bologna

Dal: 20/01/2018 - Al: 28/07/2018

Tel: +39 347 5140369

Data ultimo aggiornamento: 02/07/2018, 10:45

Visite guidate organizzate dall'Associazione Amici delle vie d'acqua che si occupa di acque, sotterranei, rifugi antiaerei e tante altre cavità artificiali.

PROGRAMMA VISITE 2018:

La cripta di san Zama
Data di svolgimento: 20-01-2018  
Luogo: Ore 11.00 via dell'Abbadia 1, Bologna - Coordinate satellitari 44.497420, 11.334291
“L’Abbadia dei SS.Naborre e Felice (ove è custodita la Cripta di S.Zama) è stata anche sede dell’Ospedale Militare di Bologna.
In questo luogo già nel III secolo d.C esisteva il primo e più importante centro di diffusione del cristianesimo.
 Si narra che attorno all’anno 270 San Zama, primo vescovo di Bologna, avrebbe ridotto a miglior forma una preesistente chiesa dedicandola a San Pietro.
 La cripta è riferibile stilisticamente all’XI secolo ed è suddivisa in tre navate con tre absidi e con due file di colonne nella navata mediana.
 Le quattro colonne che precedono l’altare sono di carattere corinzio, molto probabilmente provenienti da precedenti costruzioni e qui reimpiegate”…
Costo: Soci € 8,00– Non Soci € 10,00
Si consiglia la visita dai 13 anni in su.
La visita si terrà con un minimo di 15 partecipanti.
Numero massimo partecipanti: 40.
Durata: un’ora e mezza circa.
Attrezzatura: scarpe basse, chiuse, con suola in gomma. No tacchi, no ciabatte, no infradito. Portare una torcia elettrica.
Indicazioni particolari: la cripta si trova quasi totalmente al buio e per scendere vi è una non troppo ripida scala in mattoni.
Prenotazioni: segreteria@amicidelleacque.org / mobile 347-5140369
SE NON POTETE PARTECIPARE DOPO AVER PRENOTATO, COMUNICATELO ALLA SEGRETERIA.

La Conserva di Valverde detta dei Bagni di Mario
Data di svolgimento: 27-01-2018  
Luogo: Ore 09.45 Via Bagni di Mario, il cancelletto a sinistra del civico 10. Coordinate satellitari 44.481406, 11.336141
La visita inizierà alle ore 10.00.
Dopo molti anni (la struttura era stata chiusa al pubblico a novembre del 2011) riapre la Conserva di Valverde, meglio conosciuta come i “Bagni di Mario” anche se nulla ha a che fare con l’uso termale.
Di epoca rinascimentale (1563) eseguita da Tommaso Laureti, architetto palermitano, venne realizzata per alimentare la Fontana del Nettuno e altre particolarità idrauliche come il Giardino dei Semplici (oggi piazza coperta della ex Sala Borsa). La struttura è impostata su due livelli. Il livello superiore: scendendo nel sottosuolo incontriamo, oltre ad un vestibolo, una spettacolare sala ottagonale (sovrastata da un’ampia cupola avente stessa forma) dove, nel piano di calpestio, sono scavate otto piccole vasche originariamente destinate a raccogliere l’acqua proveniente da quattro condotti che si inoltrano nella collina di Valverde. Da questi l’acqua usciva depurata mediante un procedimento di decantazione. All’interno del primo cunicolo si segnala la particolarità di un camino di aerazione completamente ricoperto da incrostazioni calcaree secolari. Sempre al livello superiore è presente una seconda piccola camera ottagonale, detta Cisternetta, dotata di una ulteriore vasca di decantazione la quale è collegata, tramite una breve scala, alla sala principale. L’acqua che usciva da questa seconda camera scendeva al livello inferiore tramite un’ apposita tubazione. Il livello inferiore: tutte le acque provenienti dal livello superiore procedevano all’interno di un cunicolo in mattoni fin nei pressi della chiesa di Santa Maria dell’Annunziata, dove si univano a quelle del condotto del Remondato (Fonte Remonda) che a sua volta raccoglieva le acque che scaturivano da san Michele in Bosco. Il condotto situato al piano più basso (non visitabile) il quale sottopassa la vasca centrale oggi non permette più di proseguire verso la città.
Costo: Soci € 8,00 – Non Soci € 10,00
Parte del ricavato verrà girato per la manutenzione del sito.
Si consiglia la visita dai 15 anni in su.
Numero massimo partecipanti per turno: 15.
Durata: un’ora e mezza circa.
Attrezzatura: scarpe basse, chiuse, con suola in gomma. No tacchi, no ciabatte, no infradito.
Indicazioni particolari: portare una piccola torcia.
Prenotazioni: segreteria@amicidelleacque.org / mobile 347-5140369
SE NON POTETE PARTECIPARE DOPO AVER PRENOTATO, COMUNICATELO ALLA SEGRETERIA.

La “grotta” del Ninfeo e la villa Guastavillani
Data di svolgimento: 03-02-2018  
Luogo: Ore 10.00, Via degli Scalini 18, Bologna

Turno al completo. Lista di attesa.

Questa la prossima data per visitare il parco, l’esterno del palazzo di Barbiano, la cappellina e la Sala Musiva o Grotta del Ninfeo:
- sabato 3 febbraio ore 10.00.
Si prega di arrivare almeno 10 minuti prima dell’inizio della visita e di parcheggiare l’auto sul retro del Palazzo.
Nel 1575 il cardinale Filippo Guastavillani, nipote del papa Gregorio XIII, fece costruire sul monte di Barbiano, a Bologna, un palazzo di dimensioni grandiose, tanto che fu spianata la sommità di un colle per fare posto al grande edificio. “Una parte del monte venne sistemata a pianoro, per accogliere il sole dalla parte di mezzogiorno, mentre una loggia a tre fornici era costruita dalla parte di tramontana, cosicché se da un lato si aveva il caldo all’inverno, dall’altro si poteva godere il fresco all’estate”. La villa appartenne alla famiglia Guastavillani per poco più di un secolo fino a quando fu venduta nel 1695, assieme alle terre adiacenti, ai Padri Gesuiti per la “miserabile somma” (Guidicini, 1873) di lire 22.750. Abolito l’ordine dei Gesuiti per volontà di Clemente XIV, i Guastavillani ricorsero a Roma per l’annullamento del contratto e nel 1781 rientrarono in possesso della villa e dei terreni circostanti. L’ultima discendente dei Guastavillani fu Virginia che aveva sposato un nobile di Reggio Emilia, il conte dott. Francesco Cassoli, discendente di una famiglia che risaliva al secolo XII. Dal matrimonio nacquero due figli, Rinaldo e Giulia. Rinaldo morì nel 1918 nel palazzo seicentesco di Reggio Emilia e nel testamento dispose che gli immobili di Reggio Emilia e di Bologna servissero per una fondazione da intitolarsi alla madre ed alla sorella, che già erano mancate, in favore di bambini poveri e bisognosi di cure. Nel 1920 venne costituita l’Opera Pia Cassoli Guastavillani. Passato successivamente al Comune di Bologna, nel 1998 il palazzo è stato acquisito dall’Università di Bologna. La villa, è conosciuta anche come Palazzo di Barbiano. Particolarmente interessante e rara, fra gli interni del palazzo, è la stanza ipogea naturale, una curiosità storica architettonica ancora quasi intatta. “Nella gran sala sotterranea erano un tempo giochi d’acqua deliziosi, alimentati dagli acquedotti che portavano l’acqua raccolta con gallerie sotto il colle attiguo”. Il pavimento era a disegno grottesco a vari vivi colori, le pareti incrostate di pietruzzole colorate framezzate da conchiglie con pregevole disegno dovuto al talento dell’architetto Francesco Guerra.
Costo non soci: € 10,00
Costo Soci: € 5,00
La visita si terrà con un minimo di 20 partecipanti.
Numero massimo partecipanti: 40.
Attrezzatura: scarpe basse, chiuse, con suola di gomma antiscivolo. Niente tacchi, ciabatte o infradito.
Durata: circa due ore.
Prenotazioni: segreteria@amicidelleacque.org / 3475140369, Massimo Brunelli, Bologna sotterranea®
SE NON POTETE ESSERCI DOPO AVERE PRENOTATO, COMUNICATELO.
La prenotazione si ritiene impegnativa.
Come Raggiungerci (dal sito AlmaWeb.Unibo):
In auto -
Da Porta Castiglione si imbocca l’omonima via in direzione sud e in salita. Alla prima curva a destra si abbandona la strada principale, proseguendo diritto e continuando a salire (la strada mantiene il nome di Via Castiglione). Dopo circa 200 metri si imbocca Via degli Scalini, prima strada a sinistra, e la si percorre per circa un chilometro e mezzo, giungendo al numero civico 18. La Villa è riconoscibile dal muro di cinta e da due grandi abeti posti ai lati del cancello di ingresso.
In autobus -
La linea 59 porta direttamente a Villa Guastavillani dal centro della città (Piazza Cavour).
Qui sono disponibili gli orari completi del servizio.

Il rifugio antiaereo in galleria del Seminario Arcivescovile
Data di svolgimento: 10-02-2018  
Luogo: Ore 09.45 Piazzale Bacchelli 4, all'interno del Seminario Arcivescovile di Bologna. Appena entrati dal cancello principale (monumentale), salite sino in cima dove troverete, alla Vostra sinistra, il simbolo di Parcheggio, il piazzale e un nostro incaricato ad attendervi. Navigatore: 44.478910, 11.343198
Due i turni di visita per il giorno 10 febbraio:
- Ore 10.00.
- Ore 14.00.
Proseguono i lavori di recupero del grande manufatto di protezione antiaerea. Diverse le novità che si potranno vedere da quando è stato aperto la prima volta oltre un anno fa.
“Dall’ottobre del 1943 alla primavera del 1945, sotto la spinta del Podestà Mario Agnoli, i lavori di costruzione dei ricoveri pubblici furono notevolmente accelerati, concentrando gli interventi soprattutto nell’allestimento di rifugi in galleria che offrivano maggiore sicurezza e per i quali non era necessaria una gran quantità di ferro e cemento, materiali oltretutto, in quel periodo, di difficile reperibilità. La capacità protettiva complessiva fu portata dalle 26.000 persone del 1 ottobre 1943 alle oltre 100.000 del 1945. In totale furono circa 8000 i ricoveri realizzati a Bologna tra il 1936 e il 1947. Dei 25 ricoveri in galleria, 7 erano collocati dentro la cinta muraria. I rimanenti, si posizionavano lungo le alture della prima fascia collinare, come, ad esempio, quelli dislocati tra le vie di Barbiano, Putti, Codivilla (allora Panoramica), Scalini, Vallescura, solo per citarne alcuni. Tra questi, vi era anche quello riservato al Seminario Arcivescovile, definito “antibomba” per via della sua tipologia costruttiva. Fu realizzato, con molta probabilità, tra il 1939 e il 1941, sulla scia delle numerose normative emesse dallo Stato, inerenti la protezione ai civili durante la Seconda guerra mondiale. Accolse le circa 350 persone che, all’epoca, risiedevano nel complesso di Villa Revedin e dell’attiguo Seminario Arcivescovile, all’interno del quale, dal 1941, era stato allestito l’ospedale militare “Putti” occupando gran parte degli ambienti. Il rifugio era anche a disposizione dei numerosi residenti della zona, i quali, accorrevano in massa ai primi segnali di allarme, emessi all’unisono dalle decine di sirene sparse tra il centro, i viali di circonvallazione e le prime zone suburbane. In tempo di pace i cunicoli divennero magazzini e depositi. Oggi, dopo lunga pulizia, è possibile ammirare questi spazi ancora perfettamente conservati, i segni dei muri antisoffio, le numerose incisioni lasciate nel periodo bellico sulle pareti delle grotte e respirare la Storia di un periodo importante e, soprattutto, da non dimenticare, della nostra città” (notizie tratte da Memorie sotterranee, Archivio Storico Comunale, Archivio Storico del Seminario Arcivescovile di Bologna).
Durata: circa due ore e mezza.
Costo: Soci € 5,00 – Non Soci € 10,00
Si prega di arrivare almeno 10 minuti prima per i lavori di segreteria.
Dettagli tecnici e abbigliamento: indossare all’interno delle gallerie una felpa oppure una giacca invernale. Calzare scarpe basse, chiuse, con suola in gomma antiscivolo. No tacchi, no ciabatte, no infradito. Portare torcia elettrica.
Il camminamento del ricovero è in terra battuta.
I lavori per il recupero del manufatto sono ancora in corso. Le zone interessate sono recintate e segnalate da nastro cantieristico bianco-rosso. Si dovrà fare pertanto molta attenzione.
Si consiglia la visita ad un pubblico adulto. Età minima 15 anni.
Prenotazione obbligatoria a: segreteria@amicidelleacque.org oppure 347.5140369
La visita dovrà essere condotta in maniera educata e rispettosa (saremo all’interno di proprietà privata), seguendo le indicazioni della guida e dei responsabili alla sicurezza dell’Associazione.
Come arrivare:
in auto - Piazzale Bacchelli 4 (raggiungibile da via Castiglione, via Putti, via san Mamolo, via Codivilla), all’interno del Seminario Arcivescovile di Bologna. Appena entrati dal cancello principale (monumentale), salite sino in cima dove troverete, alla Vostra sinistra, il simbolo di Parcheggio, il piazzale e un nostro incaricato ad attenderVi. Navigatore: 44.478910, 11.343198.
in autobus - Linea 30. Una volta scesi dal mezzo pubblico, imboccare l’accesso al cancello del Seminario (su piazzale Bacchelli, pochi metri più in basso della fermata del bus) e salire a piedi per 1 Km sino ad arrivare nell’area interessata alla visita guidata.

La cripta di san Zama
Data di svolgimento: 17-02-2018  
Luogo: Ore 10.45 via dell'Abbadia 1, Bologna - Coordinate satellitari 44.497420, 11.334291
La visita inizierà alle ore 11.00.
“L’Abbadia dei SS.Naborre e Felice (ove è custodita la Cripta di S.Zama) è stata anche sede dell’Ospedale Militare di Bologna.
In questo luogo già nel III secolo d.C esisteva il primo e più importante centro di diffusione del cristianesimo.
 Si narra che attorno all’anno 270 San Zama, primo vescovo di Bologna, avrebbe ridotto a miglior forma una preesistente chiesa dedicandola a San Pietro.
 La cripta è riferibile stilisticamente all’XI secolo ed è suddivisa in tre navate con tre absidi e con due file di colonne nella navata mediana.
 Le quattro colonne che precedono l’altare sono di carattere corinzio, molto probabilmente provenienti da precedenti costruzioni e qui reimpiegate”…
Costo: Soci € 8,00– Non Soci € 10,00
Si consiglia la visita dai 13 anni in su.
La visita si terrà con un minimo di 15 partecipanti.
Numero massimo partecipanti: 40.
Durata: un’ora e mezza circa.
Attrezzatura: scarpe basse, chiuse, con suola in gomma. No tacchi, no ciabatte, no infradito. Portare una torcia elettrica.
Indicazioni particolari: la cripta si trova quasi totalmente al buio e per scendere vi è una non troppo ripida scala in mattoni.
Prenotazioni: segreteria@amicidelleacque.org / mobile 347-5140369
SE NON POTETE PARTECIPARE DOPO AVER PRENOTATO, COMUNICATELO ALLA SEGRETERIA.

La Conserva di Valverde detta dei Bagni di Mario
Data di svolgimento: 24-02-2018  
Luogo: Via Bagni di Mario, il cancelletto a sinistra del civico 10. Coordinate satellitari 44.481406, 11.336141
Due i turni di visita per la giornata del 24 febbraio:
- Ore 10.00
- Ore 11.30
Dopo molti anni (la struttura era stata chiusa al pubblico a novembre del 2011) riapre la Conserva di Valverde, meglio conosciuta come i “Bagni di Mario” anche se nulla ha a che fare con l’uso termale.
Di epoca rinascimentale (1563) eseguita da Tommaso Laureti, architetto palermitano, venne realizzata per alimentare la Fontana del Nettuno e altre particolarità idrauliche come il Giardino dei Semplici (oggi piazza coperta della ex Sala Borsa). La struttura è impostata su due livelli. Il livello superiore: scendendo nel sottosuolo incontriamo, oltre ad un vestibolo, una spettacolare sala ottagonale (sovrastata da un’ampia cupola avente stessa forma) dove, nel piano di calpestio, sono scavate otto piccole vasche originariamente destinate a raccogliere l’acqua proveniente da quattro condotti che si inoltrano nella collina di Valverde. Da questi l’acqua usciva depurata mediante un procedimento di decantazione. All’interno del primo cunicolo si segnala la particolarità di un camino di aerazione completamente ricoperto da incrostazioni calcaree secolari. Sempre al livello superiore è presente una seconda piccola camera ottagonale, detta Cisternetta, dotata di una ulteriore vasca di decantazione la quale è collegata, tramite una breve scala, alla sala principale. L’acqua che usciva da questa seconda camera scendeva al livello inferiore tramite un’ apposita tubazione. Il livello inferiore: tutte le acque provenienti dal livello superiore procedevano all’interno di un cunicolo in mattoni fin nei pressi della chiesa di Santa Maria dell’Annunziata, dove si univano a quelle del condotto del Remondato (Fonte Remonda) che a sua volta raccoglieva le acque che scaturivano da san Michele in Bosco. Il condotto situato al piano più basso (non visitabile) il quale sottopassa la vasca centrale oggi non permette più di proseguire verso la città.
Costo: Soci € 8,00 – Non Soci € 10,00
Parte del ricavato verrà girato per la manutenzione del sito.
Si consiglia la visita dai 15 anni in su.
Numero massimo partecipanti per turno: 15.
Durata: un’ora e mezza circa circa.
Attrezzatura: scarpe basse, chiuse, con suola in gomma. No tacchi, no ciabatte, no infradito.
Indicazioni particolari: portare una piccola torcia.
Prenotazioni: segreteria@amicidelleacque.org / mobile 347-5140369
SE NON POTETE PARTECIPARE DOPO AVER PRENOTATO, COMUNICATELO ALLA SEGRETERIA.

La cripta di san Zama
Data di svolgimento: 03-03-2018  
Luogo: Ore 10.45 via dell'Abbadia 1, Bologna - Coordinate satellitari 44.497420, 11.334291
La visita inizierà alle ore 11.00.
“L’Abbadia dei SS.Naborre e Felice (ove è custodita la Cripta di S.Zama) è stata anche sede dell’Ospedale Militare di Bologna.
In questo luogo già nel III secolo d.C esisteva il primo e più importante centro di diffusione del cristianesimo.
 Si narra che attorno all’anno 270 San Zama, primo vescovo di Bologna, avrebbe ridotto a miglior forma una preesistente chiesa dedicandola a San Pietro.
 La cripta è riferibile stilisticamente all’XI secolo ed è suddivisa in tre navate con tre absidi e con due file di colonne nella navata mediana.
 Le quattro colonne che precedono l’altare sono di carattere corinzio, molto probabilmente provenienti da precedenti costruzioni e qui reimpiegate”…
Costo: Soci € 8,00– Non Soci € 10,00
Si consiglia la visita dai 13 anni in su.
La visita si terrà con un minimo di 15 partecipanti.
Numero massimo partecipanti: 40.
Durata: un’ora e mezza circa.
Attrezzatura: scarpe basse, chiuse, con suola in gomma. No tacchi, no ciabatte, no infradito. Portare una torcia elettrica.
Indicazioni particolari: la cripta si trova quasi totalmente al buio e per scendere vi è una non troppo ripida scala in mattoni.
Prenotazioni: segreteria@amicidelleacque.org / mobile 347-5140369
SE NON POTETE PARTECIPARE DOPO AVER PRENOTATO, COMUNICATELO ALLA SEGRETERIA.

La Conserva di Valverde detta dei Bagni di Mario
Data di svolgimento: 10-03-2018  
Luogo: Via Bagni di Mario, il cancelletto a sinistra del civico 10. Coordinate satellitari 44.481406, 11.336141
Due i turni di visita per la giornata del 10 Marzo:
- Ore 10.00
- Ore 11.30
Dopo molti anni (la struttura era stata chiusa al pubblico a novembre del 2011) riapre la Conserva di Valverde, meglio conosciuta come i “Bagni di Mario” anche se nulla ha a che fare con l’uso termale.
Di epoca rinascimentale (1563) eseguita da Tommaso Laureti, architetto palermitano, venne realizzata per alimentare la Fontana del Nettuno e altre particolarità idrauliche come il Giardino dei Semplici (oggi piazza coperta della ex Sala Borsa). La struttura è impostata su due livelli. Il livello superiore: scendendo nel sottosuolo incontriamo, oltre ad un vestibolo, una spettacolare sala ottagonale (sovrastata da un’ampia cupola avente stessa forma) dove, nel piano di calpestio, sono scavate otto piccole vasche originariamente destinate a raccogliere l’acqua proveniente da quattro condotti che si inoltrano nella collina di Valverde. Da questi l’acqua usciva depurata mediante un procedimento di decantazione. All’interno del primo cunicolo si segnala la particolarità di un camino di aerazione completamente ricoperto da incrostazioni calcaree secolari. Sempre al livello superiore è presente una seconda piccola camera ottagonale, detta Cisternetta, dotata di una ulteriore vasca di decantazione la quale è collegata, tramite una breve scala, alla sala principale. L’acqua che usciva da questa seconda camera scendeva al livello inferiore tramite un’ apposita tubazione. Il livello inferiore: tutte le acque provenienti dal livello superiore procedevano all’interno di un cunicolo in mattoni fin nei pressi della chiesa di Santa Maria dell’Annunziata, dove si univano a quelle del condotto del Remondato (Fonte Remonda) che a sua volta raccoglieva le acque che scaturivano da san Michele in Bosco. Il condotto situato al piano più basso (non visitabile) il quale sottopassa la vasca centrale oggi non permette più di proseguire verso la città.
Costo: Soci € 8,00 – Non Soci € 10,00
Parte del ricavato verrà girato per la manutenzione del sito.
Si consiglia la visita dai 15 anni in su.
Numero massimo partecipanti per turno: 15.
Durata: un’ora e mezza circa circa.
Attrezzatura: scarpe basse, chiuse, con suola in gomma. No tacchi, no ciabatte, no infradito.
Indicazioni particolari: portare una piccola torcia.
Prenotazioni: segreteria@amicidelleacque.org / mobile 347-5140369
SE NON POTETE PARTECIPARE DOPO AVER PRENOTATO, COMUNICATELO ALLA SEGRETERIA.

Il rifugio antiaereo in galleria del Seminario Arcivescovile
Data di svolgimento: 24-03-2018  
Luogo: Ore 09.45 Piazzale Bacchelli 4, all'interno del Seminario Arcivescovile di Bologna. Appena entrati dal cancello principale (monumentale), salite sino in cima dove troverete, alla Vostra sinistra, il simbolo di Parcheggio, il piazzale e un nostro incaricato ad attendervi. Navigatore: 44.478910, 11.343198
La visita inizierà alle ore 10.00.
Proseguono i lavori di recupero del grande manufatto di protezione antiaerea. Diverse le novità che si potranno vedere da quando è stato aperto la prima volta oltre un anno fa.
“Dall’ottobre del 1943 alla primavera del 1945, sotto la spinta del Podestà Mario Agnoli, i lavori di costruzione dei ricoveri pubblici furono notevolmente accelerati, concentrando gli interventi soprattutto nell’allestimento di rifugi in galleria che offrivano maggiore sicurezza e per i quali non era necessaria una gran quantità di ferro e cemento, materiali oltretutto, in quel periodo, di difficile reperibilità. La capacità protettiva complessiva fu portata dalle 26.000 persone del 1 ottobre 1943 alle oltre 100.000 del 1945. In totale furono circa 8000 i ricoveri realizzati a Bologna tra il 1936 e il 1947. Dei 25 ricoveri in galleria, 7 erano collocati dentro la cinta muraria. I rimanenti, si posizionavano lungo le alture della prima fascia collinare, come, ad esempio, quelli dislocati tra le vie di Barbiano, Putti, Codivilla (allora Panoramica), Scalini, Vallescura, solo per citarne alcuni. Tra questi, vi era anche quello riservato al Seminario Arcivescovile, definito “antibomba” per via della sua tipologia costruttiva. Fu realizzato, con molta probabilità, tra il 1939 e il 1941, sulla scia delle numerose normative emesse dallo Stato, inerenti la protezione ai civili durante la Seconda guerra mondiale. Accolse le circa 350 persone che, all’epoca, risiedevano nel complesso di Villa Revedin e dell’attiguo Seminario Arcivescovile, all’interno del quale, dal 1941, era stato allestito l’ospedale militare “Putti” occupando gran parte degli ambienti. Il rifugio era anche a disposizione dei numerosi residenti della zona, i quali, accorrevano in massa ai primi segnali di allarme, emessi all’unisono dalle decine di sirene sparse tra il centro, i viali di circonvallazione e le prime zone suburbane. In tempo di pace i cunicoli divennero magazzini e depositi. Oggi, dopo lunga pulizia, è possibile ammirare questi spazi ancora perfettamente conservati, i segni dei muri antisoffio, le numerose incisioni lasciate nel periodo bellico sulle pareti delle grotte e respirare la Storia di un periodo importante e, soprattutto, da non dimenticare, della nostra città” (notizie tratte da Memorie sotterranee, Archivio Storico Comunale, Archivio Storico del Seminario Arcivescovile di Bologna).
Durata: circa due ore e mezza.
Costo: Soci € 5,00 – Non Soci € 10,00
Si prega di arrivare almeno 10 minuti prima per i lavori di segreteria.
Dettagli tecnici e abbigliamento: indossare all’interno delle gallerie una felpa oppure una giacca invernale. Calzare scarpe basse, chiuse, con suola in gomma antiscivolo. No tacchi, no ciabatte, no infradito. Portare torcia elettrica.
Il camminamento del ricovero è in terra battuta.
I lavori per il recupero del manufatto sono ancora in corso. Le zone interessate sono recintate e segnalate da nastro cantieristico bianco-rosso. Si dovrà fare pertanto molta attenzione.
Si consiglia la visita ad un pubblico adulto. Età minima 15 anni.
Prenotazione obbligatoria a: segreteria@amicidelleacque.org oppure 347.5140369
La visita dovrà essere condotta in maniera educata e rispettosa (saremo all’interno di proprietà privata), seguendo le indicazioni della guida e dei responsabili alla sicurezza dell’Associazione.
Come arrivare:
in auto - Piazzale Bacchelli 4 (raggiungibile da via Castiglione, via Putti, via san Mamolo, via Codivilla), all’interno del Seminario Arcivescovile di Bologna. Appena entrati dal cancello principale (monumentale), salite sino in cima dove troverete, alla Vostra sinistra, il simbolo di Parcheggio, il piazzale e un nostro incaricato ad attenderVi. Navigatore: 44.478910, 11.343198.
in autobus - Linea 30. Una volta scesi dal mezzo pubblico, imboccare l’accesso al cancello del Seminario (su piazzale Bacchelli, pochi metri più in basso della fermata del bus) e salire a piedi per 1 Km sino ad arrivare nell’area interessata alla visita guidata.

La cripta di san Zama
Data di svolgimento: 07-04-2018  
Luogo: Ore 10.45 via dell'Abbadia 1, Bologna - Coordinate satellitari 44.497420, 11.334291
La visita inizierà alle ore 11.00.
“L’Abbadia dei SS.Naborre e Felice (ove è custodita la Cripta di S.Zama) è stata anche sede dell’Ospedale Militare di Bologna.
In questo luogo già nel III secolo d.C esisteva il primo e più importante centro di diffusione del cristianesimo.
 Si narra che attorno all’anno 270 San Zama, primo vescovo di Bologna, avrebbe ridotto a miglior forma una preesistente chiesa dedicandola a San Pietro.
 La cripta è riferibile stilisticamente all’XI secolo ed è suddivisa in tre navate con tre absidi e con due file di colonne nella navata mediana.
 Le quattro colonne che precedono l’altare sono di carattere corinzio, molto probabilmente provenienti da precedenti costruzioni e qui reimpiegate”…
Costo: Soci € 8,00– Non Soci € 10,00
Si consiglia la visita dai 13 anni in su.
La visita si terrà con un minimo di 15 partecipanti.
Numero massimo partecipanti: 40.
Durata: un’ora e mezza circa.
Attrezzatura: scarpe basse, chiuse, con suola in gomma. No tacchi, no ciabatte, no infradito. Portare una torcia elettrica.
Indicazioni particolari: la cripta si trova quasi totalmente al buio e per scendere vi è una non troppo ripida scala in mattoni.
Prenotazioni: segreteria@amicidelleacque.org / mobile 347-5140369
SE NON POTETE PARTECIPARE DOPO AVER PRENOTATO, COMUNICATELO ALLA SEGRETERIA.

La Conserva di Valverde detta dei Bagni di Mario
Data di svolgimento: 14-04-2018  
Luogo: Ore 09.45 Via Bagni di Mario, il cancelletto a sinistra del civico 10. Coordinate satellitari 44.481406, 11.336141
La visita inizierà alle ore 10.00.
Dopo molti anni (la struttura era stata chiusa al pubblico a novembre del 2011) riapre la Conserva di Valverde, meglio conosciuta come i “Bagni di Mario” anche se nulla ha a che fare con l’uso termale.
Di epoca rinascimentale (1563) eseguita da Tommaso Laureti, architetto palermitano, venne realizzata per alimentare la Fontana del Nettuno e altre particolarità idrauliche come il Giardino dei Semplici (oggi piazza coperta della ex Sala Borsa). La struttura è impostata su due livelli. Il livello superiore: scendendo nel sottosuolo incontriamo, oltre ad un vestibolo, una spettacolare sala ottagonale (sovrastata da un’ampia cupola avente stessa forma) dove, nel piano di calpestio, sono scavate otto piccole vasche originariamente destinate a raccogliere l’acqua proveniente da quattro condotti che si inoltrano nella collina di Valverde. Da questi l’acqua usciva depurata mediante un procedimento di decantazione. All’interno del primo cunicolo si segnala la particolarità di un camino di aerazione completamente ricoperto da incrostazioni calcaree secolari. Sempre al livello superiore è presente una seconda piccola camera ottagonale, detta Cisternetta, dotata di una ulteriore vasca di decantazione la quale è collegata, tramite una breve scala, alla sala principale. L’acqua che usciva da questa seconda camera scendeva al livello inferiore tramite un’ apposita tubazione. Il livello inferiore: tutte le acque provenienti dal livello superiore procedevano all’interno di un cunicolo in mattoni fin nei pressi della chiesa di Santa Maria dell’Annunziata, dove si univano a quelle del condotto del Remondato (Fonte Remonda) che a sua volta raccoglieva le acque che scaturivano da san Michele in Bosco. Il condotto situato al piano più basso (non visitabile) il quale sottopassa la vasca centrale oggi non permette più di proseguire verso la città.
Costo: Soci € 8,00 – Non Soci € 10,00
Parte del ricavato verrà girato per la manutenzione del sito.
Si consiglia la visita dai 15 anni in su.
Numero massimo partecipanti per turno: 15.
Durata: un’ora e mezza circa.
Attrezzatura: scarpe basse, chiuse, con suola in gomma. No tacchi, no ciabatte, no infradito.
Indicazioni particolari: portare una piccola torcia.
Prenotazioni: segreteria@amicidelleacque.org / mobile 347-5140369
SE NON POTETE PARTECIPARE DOPO AVER PRENOTATO, COMUNICATELO ALLA SEGRETERIA.

Ex Presidio Roncati, il Manicomio
Data di svolgimento: 21-04-2018  
Luogo: Via S. Isaia, 90 Bologna
Due i turni di visita per ammirare il gigantesco complesso, dal sottotetto ai sotterranei:
- Ore 10.00
- Ore 14.30
Di origine settecentesca, ma costruito su una precedente chiesa, oggi, l’ex Presidio Roncati è un importante centro polifunzionale dell’AUSL, con uffici, ambulatori e sale per corsi di aggiornamento e riunioni.
Potremo ammirarne l’estensione (davvero notevole) attraverso il cortile principale, le lapidi del corridoio, l’accesso al quadriportico, il cortile del pozzo, la sala delle Colonne, il gigantesco sotterraneo che fu adattato a rifugio antiaereo per civili durante la seconda guerra mondiale (all’interno vi sono molti oggetti, una carbonaia, scritte sibilline, vecchi camini), il terrazzone del primo piano, la sala del Frontone (nel Seicento era la facciata dell’edificio), il sottotetto (anche qui altre scritte) e infine, l’altana (molto intima con una vista mozzafiato sulle colline) che custodisce il meccanismo dell’orologio datato 1872, a circa 15 metri di altezza.
Durata: circa due ore e mezza.
Costo: Soci € 5,00 – Non Soci € 10.00
Si prega di arrivare almeno 10 minuti prima per i lavori di segreteria.
E’ consigliato abbigliamento comodo, scarpe chiuse con suola in gomma antiscivolo (no tacchi, no ciabatte, no infradito), preferibili i pantaloni alla gonna, torcia elettrica.
Si consiglia la visita dai 15 anni in su.
Prenotazione obbligatoria a: segreteria@amicidelleacque.org oppure 347.5140369
Alcune brevi regole per effettuare in piena tranquillità la visita al complesso:
- La visita dovrà essere condotta in maniera educata e rispettosa (saremo all’interno di un luogo di lavoro), seguendo le indicazioni della guida e dei responsabili alla sicurezza dell’Associazione.
- L’escursione prevede la visione di quasi tutto l’edificio, dai sotterranei alla torretta dell’orologio, con numerose scale da percorrere.
- Chi parteciperà all’evento non dovrà avere problemi di deambulazione né di claustrofobia (non vi sono luoghi angusti ma potrebbe fare abbastanza caldo, soprattutto nel sottotetto).
- Nelle grandi stanze ipogee il pavimento è in alcuni punti, dissestato, vi sono avvallamenti, un po’ di polvere e per spostarsi da una zona all’altra del complesso si dovrà passare, abbassandosi per un breve tratto di circa un metro, sotto ad alcune tubazioni.
- Nel sottotetto vi sono diversi gradini e le travi lignee sono tutte ad altezza uomo, si dovrà fare pertanto molta attenzione.
- La torretta dell’orologio è piccola: potranno accedervi solo due persone per volta, ma, giunti in cima, il panorama e il meccanismo ottocentesco ripagheranno dell’attesa.

La cripta di san Zama
Data di svolgimento: 28-04-2018  
Luogo: Ore 15.45 via dell'Abbadia 1, Bologna - Coordinate satellitari 44.497420, 11.334291
La visita inizierà alle ore 16.00.
“L’Abbadia dei SS.Naborre e Felice (ove è custodita la Cripta di S.Zama) è stata anche sede dell’Ospedale Militare di Bologna.
In questo luogo già nel III secolo d.C esisteva il primo e più importante centro di diffusione del cristianesimo.
 Si narra che attorno all’anno 270 San Zama, primo vescovo di Bologna, avrebbe ridotto a miglior forma una preesistente chiesa dedicandola a San Pietro.
 La cripta è riferibile stilisticamente all’XI secolo ed è suddivisa in tre navate con tre absidi e con due file di colonne nella navata mediana.
 Le quattro colonne che precedono l’altare sono di carattere corinzio, molto probabilmente provenienti da precedenti costruzioni e qui reimpiegate”…
Costo: Soci € 8,00– Non Soci € 10,00
Si consiglia la visita dai 13 anni in su.
La visita si terrà con un minimo di 15 partecipanti.
Numero massimo partecipanti: 40.
Durata: un’ora e mezza circa.
Attrezzatura: scarpe basse, chiuse, con suola in gomma. No tacchi, no ciabatte, no infradito. Portare una torcia elettrica.
Indicazioni particolari: la cripta si trova quasi totalmente al buio e per scendere vi è una non troppo ripida scala in mattoni.
Prenotazioni: segreteria@amicidelleacque.org / mobile 347-5140369
SE NON POTETE PARTECIPARE DOPO AVER PRENOTATO, COMUNICATELO ALLA SEGRETERIA.

Castello dei Bentivoglio, Mulino Pizzardi e Palazzo Rosso - Bologna sotterranea
Data di svolgimento: 26-05-2018
Luogo: Ore 15.00 INIZIO VISITA, Via Saliceto, 3 Bentivoglio (Bo). Provenendo da Bologna, percorrendo la via di Saliceto ed entrando in paese, il castello si trova sulla destra, all’incrocio con la via Marconi. Il punto di ritrovo sarà davanti al castello. Navigatore: 44.634640, 11.421810
Sabato 26 maggio, una completa visita guidata ai tre principali edifici storici bentivogliesi. Occasione da non perdere per una Storia che spazia dal 1300 agli inizi del Ventesimo secolo. Un momento per ammirare la splendida dimora di Ponte Poledrano e le sue pertinenze, il Mulino Pizzardi, Palazzo Rosso e scrutarne l’attiguo canale Navile.
Brevi notizie storiche sulla rocca: il castello fu fatto costruire da Giovanni II Bentivoglio fra il 1475 e il 1481 di fianco alla Rocca, quest’ultima eretta nel 1390 dal Comune di Bologna con fini strategici: nel torricino vi erano infatti la campana d’allarme e il braciere per le segnalazioni con Bologna e altri luoghi. Il castello fu adibito da Giovanni II a dimora di svago e di caccia, la Domus Jocunditatis, come si leggeva nella decorazione pittorica della corte, per brevi soggiorni e adatta ai divertimenti della corte bentivolesca. L’edificio è a pianta quadrata, dalle finestre ampie, dal vasto e luminoso cortile, dalle accoglienti stanze con annessi servizi e stalle. I caratteri sono quelli di una tipica costruzione rinascimentale, una dimora di campagna senza le preoccupazioni difensive eccessive, con due ariosi porticati, stanze e corridoi semplici con vivaci decorazioni, purtroppo oggi in maggioranza perdute tranne quelle dei fiordalisi, degli stemmi e dei ghepardi. Un posto a parte hanno la Sala dei Cinque Camini e la Sala del Pane, quest’ultima così definita dallo splendido ciclo di affreschi che la adornano narrando in dieci riquadri la storia della panificazione. Il castello, sotto la proprietà dei Bentivoglio, ospitò personaggi illustri: i duchi di Ferrara Ercole I e Alfonso I, Lucrezia Borgia, il pontefice Giulio II, quest’ultimo ospite l’anno successivo la caduta dei Bentivoglio avvenuta nel 1506. I Bentivoglio riebbero il castello da Leone X, ma il sontuoso edificio non ebbe più l’antico splendore: l’abbandono che ne seguì fu tra le cause del suo rapido deterioramento: l’ala occidentale divenne pericolante per crollare nel XVIII ad opera dei nuovi proprietari, i Pepoli, che ne fecero una villa a tre lati, aperta; sparirono mura e fossati mentre nel castello abitarono soprattutto famiglie di bracciantili e le sue stanze ebbero le più impensate destinazioni: magazzini, concerie di pelli, ricoveri per animali. Nel 1889, la nuova proprietà Pizzardi, incaricò Alfonso Rubbiani per il restauro del castello, con l’intenzione di ripristinare l’edifico voluto da Giovanni II: dal 1889 al 1897 il Rubbiani ricostruì l’ala crollata, riedificò la cinta merlata e suddivise le stanze secondo le vecchie piante. Inventò anche numerosi particolari, come il rivellino di accesso e la scala che dal cortile conduce al piano nobile. Il restauro, nonostante l’impegno nella ricerca di documenti dell’epoca, ha restituito un edificio adulterato, di marcata impronta ottocentesca. Nel 1945, durante la ritirata delle truppe tedesche, la trecentesca torre venne fatta saltare lasciandola mutilata come oggi la vediamo. Oggi l’edificio ospita i laboratori di ricerca dell’Istituto di Ricerca Ramazzini e viene utilizzato per diverse attività culturali organizzate dall’Amministrazione Comunale (dal sito del Comune di Bentivoglio).
Brevi notizie storiche sul mulino e Palazzo Rosso: il grande impianto molitorio di Bentivoglio, che fu acquistato e ampliato nell’Ottocento dal marchese Pizzardi (il primissimo manufatto risale al 1352 e la chiusura dello stabilimento avvenne alla metà del 1970). A ottobre del 2014 è stato riaperto al pubblico dalla nostra Associazione, dopo 50 anni. Grazie all’impegno dei volontari dell’Associazione Amici delle vie d’acqua e dei sotterranei di Bologna / Bologna sotterranea® in piena collaborazione con l’Amministrazione comunale di Bentivoglio, sarà possibile ammirare l’antico edificio attraverso una serie di visite guidate che comprenderanno anche palazzo Rosso con i suoi affreschi e le stanze abitate dalla famiglia Pizzardi. Oggi al piano terra, vi ha sede la biblioteca comunale.
Brevi notizie storiche sulla famiglia Pizzardi: per oltre un secolo, le vicende dei Pizzardi, da fattori a ricchissimi proprietari terrieri e nobili, sono strettamente intrecciate alla vita politica e sociale di Bologna, dalla occupazione francese alla Restaurazione, dal Risorgimento all’Unità d’Italia, che vede un Pizzardi primo sindaco della città. Poi… l’ultimo della famiglia, Carlo Alberto, senza eredi, decide di porre fine alla grandezza del casato, si spoglia di ogni avere subito dopo la Prima guerra mondiale, donando tutto agli Ospedali, e muore povero in una fossa comune.
Costo non soci: € 10,00
Costo Soci: € 5,00
Si consiglia la visita dai 12 anni in su.
SI RICORDA CHE TUTTO IL RICAVATO SARA’ UTILIZZATO PER IL RECUPERO DEL MULINO E DEI SUOI MACCHINARI.
La visita si terrà con un minimo di 20 partecipanti.
Numero massimo partecipanti: 40.
Attrezzatura: scarpe chiuse con suola in gomma ed una torcia elettrica, indispensabile al Mulino.
Indicazioni particolari: in tutti e tre gli edifici non mancano le scale, più o meno ripide, soprattutto al mulino che è disposto su ben quattro piani. In quest’ultimo poi vi è un po’ di polvere.
Durata della visita: circa due ore e mezza.
Prenotazioni:  segreteria@amicidelleacque.org / mobile 347-5140369
SE NON POTETE PARTECIPARE DOPO AVER PRENOTATO, COMUNICATELO ALLA SEGRETERIA.

La cripta di san Zama
Data di svolgimento: 31-05-2018  
Luogo: Ore 17.45 via dell'Abbadia 1, Bologna - Coordinate satellitari 44.497420, 11.334291
La visita inizierà alle ore 18.00.
“L’Abbadia dei SS.Naborre e Felice (ove è custodita la Cripta di S.Zama) è stata anche sede dell’Ospedale Militare di Bologna.
In questo luogo già nel III secolo d.C esisteva il primo e più importante centro di diffusione del cristianesimo.
 Si narra che attorno all’anno 270 San Zama, primo vescovo di Bologna, avrebbe ridotto a miglior forma una preesistente chiesa dedicandola a San Pietro.
 La cripta è riferibile stilisticamente all’XI secolo ed è suddivisa in tre navate con tre absidi e con due file di colonne nella navata mediana.
 Le quattro colonne che precedono l’altare sono di carattere corinzio, molto probabilmente provenienti da precedenti costruzioni e qui reimpiegate”…
Costo: Soci € 8,00– Non Soci € 10,00
Si consiglia la visita dai 13 anni in su.
La visita si terrà con un minimo di 15 partecipanti.
Numero massimo partecipanti: 40.
Durata: un’ora e mezza circa.
Attrezzatura: scarpe basse, chiuse, con suola in gomma. No tacchi, no ciabatte, no infradito. Portare una torcia elettrica.
Indicazioni particolari: la cripta si trova quasi totalmente al buio e per scendere vi è una non troppo ripida scala in mattoni.
Prenotazioni: segreteria@amicidelleacque.org / mobile 347-5140369
SE NON POTETE PARTECIPARE DOPO AVER PRENOTATO, COMUNICATELO ALLA SEGRETERIA.

Castello dei Bentivoglio, Mulino Pizzardi e Palazzo Rosso
Data di svolgimento: 30-06-2018
Luogo: Ore 16.00 INIZIO VISITA, Via Saliceto, 3 Bentivoglio (Bo). Provenendo da Bologna, percorrendo la via di Saliceto ed entrando in paese, il castello si trova sulla destra, all’incrocio con la via Marconi. Il punto di ritrovo è davanti al maniero. Navigatore: 44.634640, 11.421810
Sabato 30 giugno, una completa visita guidata ai tre principali edifici storici bentivogliesi. Occasione da non perdere per una Storia che spazia dal 1300 agli inizi del Ventesimo secolo. Un momento per ammirare la splendida dimora di Ponte Poledrano e le sue pertinenze, il Mulino Pizzardi, Palazzo Rosso e scrutarne l’attiguo canale Navile.
Brevi notizie storiche sulla rocca: il castello fu fatto costruire da Giovanni II Bentivoglio fra il 1475 e il 1481 di fianco alla Rocca, quest’ultima eretta nel 1390 dal Comune di Bologna con fini strategici: nel torricino vi erano infatti la campana d’allarme e il braciere per le segnalazioni con Bologna e altri luoghi. Il castello fu adibito da Giovanni II a dimora di svago e di caccia, la Domus Jocunditatis, come si leggeva nella decorazione pittorica della corte, per brevi soggiorni e adatta ai divertimenti della corte bentivolesca. L’edificio è a pianta quadrata, dalle finestre ampie, dal vasto e luminoso cortile, dalle accoglienti stanze con annessi servizi e stalle. I caratteri sono quelli di una tipica costruzione rinascimentale, una dimora di campagna senza le preoccupazioni difensive eccessive, con due ariosi porticati, stanze e corridoi semplici con vivaci decorazioni, purtroppo oggi in maggioranza perdute tranne quelle dei fiordalisi, degli stemmi e dei ghepardi. Un posto a parte hanno la Sala dei Cinque Camini e la Sala del Pane, quest’ultima così definita dallo splendido ciclo di affreschi che la adornano narrando in dieci riquadri la storia della panificazione. Il castello, sotto la proprietà dei Bentivoglio, ospitò personaggi illustri: i duchi di Ferrara Ercole I e Alfonso I, Lucrezia Borgia, il pontefice Giulio II, quest’ultimo ospite l’anno successivo la caduta dei Bentivoglio avvenuta nel 1506. I Bentivoglio riebbero il castello da Leone X, ma il sontuoso edificio non ebbe più l’antico splendore: l’abbandono che ne seguì fu tra le cause del suo rapido deterioramento: l’ala occidentale divenne pericolante per crollare nel XVIII ad opera dei nuovi proprietari, i Pepoli, che ne fecero una villa a tre lati, aperta; sparirono mura e fossati mentre nel castello abitarono soprattutto famiglie di bracciantili e le sue stanze ebbero le più impensate destinazioni: magazzini, concerie di pelli, ricoveri per animali. Nel 1889, la nuova proprietà Pizzardi, incaricò Alfonso Rubbiani per il restauro del castello, con l’intenzione di ripristinare l’edifico voluto da Giovanni II: dal 1889 al 1897 il Rubbiani ricostruì l’ala crollata, riedificò la cinta merlata e suddivise le stanze secondo le vecchie piante. Inventò anche numerosi particolari, come il rivellino di accesso e la scala che dal cortile conduce al piano nobile. Il restauro, nonostante l’impegno nella ricerca di documenti dell’epoca, ha restituito un edificio adulterato, di marcata impronta ottocentesca. Nel 1945, a durante la ritirata delle truppe tedesche, la trecentesca torre venne fatta saltare lasciandola mutilata come oggi la vediamo. Oggi l’edificio ospita i laboratori di ricerca dell’Istituto di Ricerca Ramazzini e viene utilizzato per diverse attività culturali organizzate dall’Amministrazione Comunale (dal sito del Comune di Bentivoglio).
Brevi notizie storiche sul mulino e Palazzo Rosso: il grande impianto molitorio di Bentivoglio, che fu acquistato e ampliato nell’Ottocento dal marchese Pizzardi (il primissimo manufatto risale al 1352 e la chiusura dello stabilimento avvenne alla metà del 1970). A ottobre del 2014 è stato riaperto al pubblico dalla nostra Associazione, dopo 50 anni. Grazie all’impegno dei volontari dell’Associazione Amici delle vie d’acqua e dei sotterranei di Bologna / Bologna sotterranea® in piena collaborazione con l’Amministrazione comunale di Bentivoglio, sarà possibile ammirare l’antico edificio attraverso una serie di visite guidate che comprenderanno anche palazzo Rosso con i suoi affreschi e le stanze abitate dalla famiglia Pizzardi. Oggi al piano terra, vi ha sede la biblioteca comunale.
Brevi notizie storiche sulla famiglia Pizzardi: per oltre un secolo, le vicende dei Pizzardi, da fattori a ricchissimi proprietari terrieri e nobili, sono strettamente intrecciate alla vita politica e sociale di Bologna, dalla occupazione francese alla Restaurazione, dal Risorgimento all’Unità d’Italia, che vede un Pizzardi primo sindaco della città. Poi… l’ultimo della famiglia, Carlo Alberto, senza eredi, decide di porre fine alla grandezza del casato, si spoglia di ogni avere subito dopo la Prima guerra mondiale, donando tutto agli Ospedali, e muore povero in una fossa comune.
Costo non soci: € 10,00
Costo Soci: € 5,00
Si consiglia la visita dai 12 anni in su.
SI RICORDA CHE TUTTO IL RICAVATO SARA’ UTILIZZATO PER IL RECUPERO DEL MULINO E DEI SUOI MACCHINARI.
La visita si terrà con un minimo di 20 partecipanti.
Numero massimo partecipanti: 40.
Attrezzatura: scarpe chiuse con suola in gomma ed una torcia elettrica, indispensabile al Mulino.
Indicazioni particolari: in tutti e tre gli edifici non mancano le scale, più o meno ripide, soprattutto al mulino che è disposto su ben quattro piani. In quest’ultimo poi vi è un po’ di polvere.
Durata della visita: circa due ore e mezza.
Prenotazioni: segreteria@amicidelleacque.org / mobile 347-5140369
SE NON POTETE PARTECIPARE DOPO AVER PRENOTATO, COMUNICATELO ALLA SEGRETERIA.

La cripta di san Zama
Data di svolgimento: 7-07-2018  
Luogo: Ore 10.45 via dell'Abbadia 1, Bologna - Coordinate satellitari 44.497420, 11.334291
In questi sotterranei del III secolo potremo sederci, al fresco, e ammirare il fantastico manufatto.
La visita inizierà alle ore 11.00.
“L’Abbadia dei SS.Naborre e Felice (ove è custodita la Cripta di S.Zama) è stata anche sede dell’Ospedale Militare di Bologna.
In questo luogo già nel III secolo d.C esisteva il primo e più importante centro di diffusione del cristianesimo.
 Si narra che attorno all’anno 270 San Zama, primo vescovo di Bologna, avrebbe ridotto a miglior forma una preesistente chiesa dedicandola a San Pietro.
 La cripta è riferibile stilisticamente all’XI secolo ed è suddivisa in tre navate con tre absidi e con due file di colonne nella navata mediana.
 Le quattro colonne che precedono l’altare sono di carattere corinzio, molto probabilmente provenienti da precedenti costruzioni e qui reimpiegate”…
Costo: Soci € 8,00– Non Soci € 10,00
Si consiglia la visita dai 13 anni in su.
La visita si terrà con un minimo di 15 partecipanti.
Numero massimo partecipanti: 40.
Durata: un’ora e mezza circa.
Attrezzatura: scarpe basse, chiuse, con suola in gomma. No tacchi, no ciabatte, no infradito. Portare una torcia elettrica.
Indicazioni particolari: la cripta si trova quasi totalmente al buio e per scendere vi è una non troppo ripida scala in mattoni.
Prenotazioni: segreteria@amicidelleacque.org / mobile 347-5140369
SE NON POTETE PARTECIPARE DOPO AVER PRENOTATO, COMUNICATELO ALLA SEGRETERIA.

La “grotta” del Ninfeo e la villa Guastavillani
Data di svolgimento: 14-07-2018  
Luogo: Ore 09.45, Via degli Scalini 18, Bologna. Navigatore 44.466464, 11.346760
Questa la prossima data per visitare il parco, l’esterno del palazzo di Barbiano, la cappellina e la Sala Musiva o Grotta del Ninfeo:
- sabato 14 luglio ore 10.00.
Si prega di arrivare almeno 10 minuti prima dell’inizio della visita e di parcheggiare l’auto sul retro del Palazzo.
Nel 1575 il cardinale Filippo Guastavillani, nipote del papa Gregorio XIII, fece costruire sul monte di Barbiano, a Bologna, un palazzo di dimensioni grandiose, tanto che fu spianata la sommità di un colle per fare posto al grande edificio. “Una parte del monte venne sistemata a pianoro, per accogliere il sole dalla parte di mezzogiorno, mentre una loggia a tre fornici era costruita dalla parte di tramontana, cosicché se da un lato si aveva il caldo all’inverno, dall’altro si poteva godere il fresco all’estate”. La villa appartenne alla famiglia Guastavillani per poco più di un secolo fino a quando fu venduta nel 1695, assieme alle terre adiacenti, ai Padri Gesuiti per la “miserabile somma” (Guidicini, 1873) di lire 22.750. Abolito l’ordine dei Gesuiti per volontà di Clemente XIV, i Guastavillani ricorsero a Roma per l’annullamento del contratto e nel 1781 rientrarono in possesso della villa e dei terreni circostanti. L’ultima discendente dei Guastavillani fu Virginia che aveva sposato un nobile di Reggio Emilia, il conte dott. Francesco Cassoli, discendente di una famiglia che risaliva al secolo XII. Dal matrimonio nacquero due figli, Rinaldo e Giulia. Rinaldo morì nel 1918 nel palazzo seicentesco di Reggio Emilia e nel testamento dispose che gli immobili di Reggio Emilia e di Bologna servissero per una fondazione da intitolarsi alla madre ed alla sorella, che già erano mancate, in favore di bambini poveri e bisognosi di cure. Nel 1920 venne costituita l’Opera Pia Cassoli Guastavillani. Passato successivamente al Comune di Bologna, nel 1998 il palazzo è stato acquisito dall’Università di Bologna. La villa, è conosciuta anche come Palazzo di Barbiano. Particolarmente interessante e rara, fra gli interni del palazzo, è la stanza ipogea naturale, una curiosità storica architettonica ancora quasi intatta. “Nella gran sala sotterranea erano un tempo giochi d’acqua deliziosi, alimentati dagli acquedotti che portavano l’acqua raccolta con gallerie sotto il colle attiguo”. Il pavimento era a disegno grottesco a vari vivi colori, le pareti incrostate di pietruzzole colorate framezzate da conchiglie con pregevole disegno dovuto al talento dell’architetto Francesco Guerra.
Costo non soci: € 10,00
Costo Soci: € 5,00
La visita si terrà con un minimo di 20 partecipanti.
Numero massimo partecipanti: 40.
Attrezzatura: scarpe basse, chiuse, con suola di gomma antiscivolo. Niente tacchi, ciabatte o infradito.
Durata: circa due ore.
Prenotazioni: segreteria@amicidelleacque.org / 3475140369, Massimo Brunelli, Bologna sotterranea®
SE NON POTETE ESSERCI DOPO AVERE PRENOTATO, COMUNICATELO.
La prenotazione si ritiene impegnativa.
Come Raggiungerci (dal sito AlmaWeb.Unibo):
In auto -
Da Porta Castiglione si imbocca l’omonima via in direzione sud e in salita. Alla prima curva a destra si abbandona la strada principale, proseguendo diritto e continuando a salire (la strada mantiene il nome di Via Castiglione). Dopo circa 200 metri si imbocca Via degli Scalini, prima strada a sinistra, e la si percorre per circa un chilometro e mezzo, giungendo al numero civico 18. La Villa è riconoscibile dal muro di cinta e da due grandi abeti posti ai lati del cancello di ingresso.
In autobus -
La linea 59 porta direttamente a Villa Guastavillani dal centro della città (Piazza Cavour).
Qui sono disponibili gli orari completi del servizio.

La “grotta” del Ninfeo e la villa Guastavillani
Data di svolgimento: 28-07-2018  
Luogo: Ore 09.45, Via degli Scalini 18, Bologna. Navigatore 44.466464, 11.346760
Questa la prossima data per visitare il parco, l’esterno del palazzo di Barbiano, la cappellina e la Sala Musiva o Grotta del Ninfeo:
- sabato 28 luglio ore 10.00.
Si prega di arrivare almeno 10 minuti prima dell’inizio della visita e di parcheggiare l’auto sul retro del Palazzo.
Nel 1575 il cardinale Filippo Guastavillani, nipote del papa Gregorio XIII, fece costruire sul monte di Barbiano, a Bologna, un palazzo di dimensioni grandiose, tanto che fu spianata la sommità di un colle per fare posto al grande edificio. “Una parte del monte venne sistemata a pianoro, per accogliere il sole dalla parte di mezzogiorno, mentre una loggia a tre fornici era costruita dalla parte di tramontana, cosicché se da un lato si aveva il caldo all’inverno, dall’altro si poteva godere il fresco all’estate”. La villa appartenne alla famiglia Guastavillani per poco più di un secolo fino a quando fu venduta nel 1695, assieme alle terre adiacenti, ai Padri Gesuiti per la “miserabile somma” (Guidicini, 1873) di lire 22.750. Abolito l’ordine dei Gesuiti per volontà di Clemente XIV, i Guastavillani ricorsero a Roma per l’annullamento del contratto e nel 1781 rientrarono in possesso della villa e dei terreni circostanti. L’ultima discendente dei Guastavillani fu Virginia che aveva sposato un nobile di Reggio Emilia, il conte dott. Francesco Cassoli, discendente di una famiglia che risaliva al secolo XII. Dal matrimonio nacquero due figli, Rinaldo e Giulia. Rinaldo morì nel 1918 nel palazzo seicentesco di Reggio Emilia e nel testamento dispose che gli immobili di Reggio Emilia e di Bologna servissero per una fondazione da intitolarsi alla madre ed alla sorella, che già erano mancate, in favore di bambini poveri e bisognosi di cure. Nel 1920 venne costituita l’Opera Pia Cassoli Guastavillani. Passato successivamente al Comune di Bologna, nel 1998 il palazzo è stato acquisito dall’Università di Bologna. La villa, è conosciuta anche come Palazzo di Barbiano. Particolarmente interessante e rara, fra gli interni del palazzo, è la stanza ipogea naturale, una curiosità storica architettonica ancora quasi intatta. “Nella gran sala sotterranea erano un tempo giochi d’acqua deliziosi, alimentati dagli acquedotti che portavano l’acqua raccolta con gallerie sotto il colle attiguo”. Il pavimento era a disegno grottesco a vari vivi colori, le pareti incrostate di pietruzzole colorate framezzate da conchiglie con pregevole disegno dovuto al talento dell’architetto Francesco Guerra.
Costo non soci: € 10,00
Costo Soci: € 5,00
La visita si terrà con un minimo di 20 partecipanti.
Numero massimo partecipanti: 40.
Attrezzatura: scarpe basse, chiuse, con suola di gomma antiscivolo. Niente tacchi, ciabatte o infradito.
Durata: circa due ore.
Prenotazioni: segreteria@amicidelleacque.org / 3475140369, Massimo Brunelli, Bologna sotterranea®
SE NON POTETE ESSERCI DOPO AVERE PRENOTATO, COMUNICATELO.
La prenotazione si ritiene impegnativa.
Come Raggiungerci (dal sito AlmaWeb.Unibo):
In auto -
Da Porta Castiglione si imbocca l’omonima via in direzione sud e in salita. Alla prima curva a destra si abbandona la strada principale, proseguendo diritto e continuando a salire (la strada mantiene il nome di Via Castiglione). Dopo circa 200 metri si imbocca Via degli Scalini, prima strada a sinistra, e la si percorre per circa un chilometro e mezzo, giungendo al numero civico 18. La Villa è riconoscibile dal muro di cinta e da due grandi abeti posti ai lati del cancello di ingresso.
In autobus -
La linea 59 porta direttamente a Villa Guastavillani dal centro della città (Piazza Cavour).
Qui sono disponibili gli orari completi del servizio.

  • Dal: 20/01/2018
  • Al: 28/07/2018