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I portici di Bologna

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Candidati come “patrimonio dell’umanità” UNESCO, i portici di Bologna, lunghi quasi 40 km, rendono la città felsinea unica al mondo. Fin dal 1100, quando la crescita dell’Università spinse a inventarsi un nuovo spazio urbano, i portici sono diventati un luogo, a un tempo pubblico e privato, di socialità e commercio, salotto all’aperto simbolo stesso dell’ospitalità bolognese.

Passeggiando per la città, si possono percorrere varie tipologie di portici. Da quelli in legno, come la duecentesca casa Isolani in strada Maggiore e i portici di via Marsala, fino ai trecenteschi “beccadelli”, semi-portici senza colonna come quello presente nella facciata posteriore di Palazzo d’Accursio e nel Palazzo Ghisilardi-Fava. Molto noto è l’altissimo portico “dei Bastardini” in via D’Azeglio, così chiamato perché sotto le sue volte, fino al 1797, aveva sede l’orfanotrofio, e il portico dell’Archiginnasio, noto come “Pavaglione”.

Il portico più largo della città è il quadriportico della basilica di S.Maria dei Servi in strada Maggiore, progettato a fine Trecento, il più alto è in via Altabella dove il palazzo arcivescovile ha un loggiato che sfiora i 10 metri, e il più stretto, con i suoi 95 cm, si trova in via Sanzanome.

Passati i viali inizia il lungo percorso porticato di via Saragozza, principio del portico più famoso della città e più lungo del mondo, che conduce al Santuario della Madonna di San Luca. Dal primo arco di porta Saragozza (Bonaccorsi), si arriva a metà strada all’Arco del Meloncello, per poi salire fino al Monte della Guardia. Il portico è formato da 664 archi e misura quasi 4 km.

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Die Arkaden von Bologna   Les Arcades de Bologne   Pórticos de Bolonia  

БОЛОНСКИЕ ПОРТИКИ 

Photogallery

Piazza Maggiore e la sede della antica Università

Piazza Maggiore e la sede della antica Università

Piazza Maggiore presenta edifici porticati lungo tre lati del grandioso invaso realizzato a partire dal XIII secolo. Sul lato occidentale le arcate gotiche  del Palatium Bladi. Sul lato nord il portico del bentivolesco palazzo del Podestà. A est il portico dei Banchi su disegno di Jacopo Barozzi (il Vignola) a partire dal 1565. Dopo il portico dei Banchi troviamo il portico dell’Ospedale della Morte a cui si affianca il portico dell’Archiginnasio, sede dell’università negli anni della Controriforma.

I portici lignei di Via Marsala

I portici lignei di Via Marsala

Lungo la via Marsala, tra le vie Oberdan e Piella, si possono ammirare i portici lignei della casa Grassi (che originariamente presentava un loggiato di lunghezza doppia di quella attuale) e delle antistanti case Boncompagni, che esemplificano l’architettura domestica bolognese duecentesca interpretata alla luce della cultura di fine Ottocento.

Il portico commerciale di Via dell’Indipendenza

Il portico commerciale di Via dell’Indipendenza

Con l’apertura del tracciato di via dell’Indipendenza (1888), si afferma una nuova tipologia di portico a destinazione prevalentemente commerciale. I nuovi edifici progettati lungo l’asse stradale che unisce Piazza Maggiore alla nuova stazione ferroviaria e poi lungo le vie Rizzoli e Ugo Bassi, sono occasione per definire spazi moderni che si contrappongono alle strutture dei portici più tradizionali ritenuti pericolosi o poco salubri. L’altezza e la larghezza dei portici aumentano, e il loro disegno si riallaccia a modelli neorinascimentali o neogotici, con inserzioni di gusto floreale, come nel caso del portico della palazzina Majani di Augusto Sezanne al n. 4 .

Foto Di Grinza

I portici residenziali popolari di Via Santa Caterina

I portici residenziali popolari di Via Santa Caterina

In alcune zone della espansione trecentesca della città sono ancora ben conservati lunghi percorsi porticati realizzati sulla base di piani di lottizzazione monastici. Li troviamo, tra l’altro, lungo le vie di Mirasole, Tovaglie e Solferino, di San Leonardo, Centotrecento e Santa Caterina.
Lungo quest’ultima strada si può osservare un’architettura del portico ridotta ai minimi termini, priva di arcate, ma sviluppata attraverso strutture architravate, funzionale alle attività produttive e artigianali che vi si svolgevano.

Il portico di San Luca

Il portico di San Luca

Lungo le vie Saragozza e di San Luca, si snoda il portico di San Luca, costruito tra XVII e XVIII secolo come percorso devozionale coperto per raggiungere il santuario mariano della Vergine di San Luca a partire dalla tribuna iniziale (il cosiddetto “arco Bonaccorsi”) posto al limite fisico della città murata.
Il portico, lungo 3796 metri e intervallato di 15 stazioni di pellegrinaggio, fu edificato nella seconda metà del XVII secolo (a partire dal 1674) su progetto di Gian Giacomo Monti ed è composto di due parti distinte, un tratto di pianura (1520 m) e uno di collina (2276 m. completato solo ai primi del Settecento sotto la direzione di Giovanni Antonio Conti) raccordati dall’arco del Meloncello, realizzato da Carlo Francesco Dotti nel 1732.