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Museo Civico d'Arte Industriale e Quadreria Davia Bargellini

Strada Maggiore, 44 - 40125 Bologna (BO)

Tel: +39 051 236708; +39 051 228821

Riferimento mappa: D-5

Data ultimo aggiornamento: 06/05/2019, 15:45

ll museo è ospitato al piano terreno del prestigioso Palazzo dei Bargellini, eretto a partire dal 1638 su disegno dell'architetto Bartolomeo Provaglia col successivo intervento degli scultori bolognesi Gabriele Brunelli e Francesco Agnesini per i due celebri atlanti in arenaria della facciata (1658). Risale invece alla prima metà del secolo successivo (1730) il sontuoso scalone, opera forse di Carlo Francesco Dotti. Estintisi i Bargellini nel 1839 il palazzo passò ad un ramo dei Davia, un'altra illustre famiglia senatoria bolognese che lo abitò fino al 1874. Il museo, aperto al pubblico nel 1924, si presenta ancor oggi nell'allestimento voluto dall'allora Soprintendente delle Belle Arti, Francesco Malaguzzi Valeri. Si compone di due distinti nuclei patrimoniali, la quadreria Davia Bargellini e le raccolte d'arte Industriale, la cui fusione nelle sale del museo doveva dar vita, nelle intenzioni dell'ideatore, ad un vero e proprio appartamento arredato del Settecento bolognese.

La Quadreria Davia Bargellini

La raccolta Davia Bargellini si segnala fra i pochissimi esempi ancora integri del collezionismo storico bolognese. All'immancabile galleria dei ritratti, quasi una genealogia in immagine dei più illustri componenti della famiglia Bargellini, (opere di Bartolomeo Passerotti, Prospero e Lavinia Fontana) fanno così riscontro i dipinti d'apparato commissionati a Marcantonio Franceschi all'inizio del Settecento (Venere, Adone, Bacco), e ancora conservati nelle loro sontuose cornici intagliate. Si segnalano inoltre opere di Bartolomeo Cesi e di Alessandro Tiarini, insieme a esempi di pittura dei secoli più antichi (XIV-XV), come La Madonna dei Denti di Vitale da Bologna, la Pietà con Giovanni da Elthinl, firmata da Simone dei Crocefissi (1368) e la Madonna col Bambino di Cristoforo da Bologna.

Le Raccolte d'Arte Industriale

Le raccolte d'arte applicata (o d'arte "industriale" come, con terminologia ancora ottocentesca, le definiva Malaguzzi Valeri) hanno una provenienza più eterogenea. Si tratta prevalentemente di acquisti effettuati sul mercato antiquario o presso privati intorno al 1920 (la collezione di ferri battuti), di depositi lasciati da Opere Pie bolognesi (le pianete ricamate sei-settecentesche) e di lasciti di vario genere (la carrozza tardo settecentesca nella VI sala). Ben rappresentata è la scultura bolognese dal XVI al XIX secolo (opere di Onofri, Mazza, Piò, Tandolini), la ceramica graffita rinascimentale, il mobilio e l'arte dell'intaglio barocco bolognese. Si segnalano ancora il Teatrino con marionette e il modello di palazzina arredata del sec. XVIII.

Adone

Adone

L’artista realizza fra il 1710 e il 1711 sia questo ovale con il compagno ("Venere") sia le altre quattro tele esposte nella sala ("La Liberalità" e "La Carità", il "Bacco
bambino" e l'"Amorino disteso").
I dipinti andarono certamente ad arredare un ambiente di rappresentanza del palazzo.

Marcantonio Franceschini (1648-1729)
"Adone"
Marcantonio Franceschini
31

in bus: linee e orario sul sito www.tper.it

in auto: situato in zona a traffico limitato ZTL. Uscite tangenziale più vicine n. 11/11bis-12 direzione centro

da martedì a venerdì: 9.00 -14.00 
sabato, domenica e festivi infrasettimanali: 10.00 - 18.30
chiuso: lunedì non festivi, Capodanno, 1 maggio e Natale

Aperture festività Primavera 2019: 

1 Maggio: chiuso


visite guidate, sezione didattica, bookshop. Sono previste visite guidate per scolaresche su prenotazione durante tutto l'anno scolastico.  Prenotazioni on line didatticabo.midaticket.it; Info: Sezione Didattica tel. . +39 051 2193922 - lunedì, mercoledì e venerdì dalle 9 alle 13 e +39 051 2193933 - martedì e giovedì dalle 13 alle 17 oppure edubolognamusei@comune.bologna.it

Disabilità motoria e difficoltà di movimento

 

Gli spazi museali consentono una buona capacità di movimento e sosta. Prima della porta d’ingresso si incontrano due gradini consecutivi, alti cm. 17 e 12, senza corrimano. E’ possibile richiedere in biglietteria una rampa mobile, che, una volta montata, ha una pendenza del 15% circa. Il citofono è ad un’altezza di 130cm. Attualmente non sono presenti servizi igienici per il pubblico.

 

Disabilità uditive

 

Il museo si sviluppa interamente al pianterreno. L'orientamento è possibile con l'ausilio delle mappe presenti in ognuna delle sale. Ogni mappa in fronte retro individua, per ognuna della quattro pareti, indicate con delle lettere, il nome delle opere numerate esposte. Non tutte le opere sono indicate sulla scheda e alcune sono state ricollocate. La visita in autonomia può essere difficoltosa per la descrizione troppo sintetica di ciò che è presente nella sala e della sua provenienza. La visibilità di alcune opere della collezione permanente può risultare limitata in caso di presenza di mostre temporanee. In alcune sale sono presenti pannelli esplicativi non sempre di facile leggibilità.

 

 

Disabilità visive

 

I reperti sono prevalentemente conservati sotto teca, ma con l’accompagnamento di un operatore didattico del museo è possibile esplorarne tattilmente alcuni. Gli operatori dimostrano grande impegno nel supplire all’assenza di una formazione specifica per l’accoglienza dei disabili visivi. Sono assenti materiali esplicativi in braille o in caratteri ingranditi e le didascalie risultano di difficile leggibilità per visitatori ipovedenti.

Per maggiori informazioni consulta qui.

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