Lyl, cantautrice bolognese ©AndreaRanzi

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Lyl, giovane cantautrice bolognese

Pubblicato il 06 dicembre 2021 Da Bologna Welcome

Bologna si racconta

La Bologna di oggi, fatta da chi lavora dietro le quinte, si impegna nel sociale e nella promozione territoriale, di eccellenze, di bolognesi di origine e adozione.

Si racconta in Promenade... Elisabetta Galetti, in arte Lyl, giovane cantautrice e musicista emergente di Bologna. 

Lyl, raccontaci della tua attività e del suo impatto sul territorio

Ho iniziato a suonare la chitarra quando avevo circa dieci anni. A Gennaio, sono finalmente uscita dalle quattro mura della mia camera e ho iniziato a suonare per Gente, artista già attivo nella scena bolognese da un po’ di anni. Poi, un po' per gioco, mi sono iscritta all'edizione 2021 del Bologna Musica D’Autore, esordendo e vincendo con il mio progetto solista che va sotto il nome di Lyl (mi chiamano "Lilli" da quando sono nata). Attualmente sto registrando il mio primo album presso gli studi Fonoprintuno dei migliori studi di registrazione e mastering d'Italia.

Partecipare al BMA è l'ideale per chi voglia iniziare a mettersi in gioco: è una vetrina discreta e non invasiva, molto libera e priva di pressioni, che dà molte possibilità agli artisti emergenti di farsi conoscere dagli addetti ai lavori. Mi piace l'idea di contribuire con il mio progetto alla scena musicale bolognese, riconosciuta come Città della Musica Unesco nel 2006.
Qui la musica è di casa e in continua evoluzione!  

Ci sono aneddoti curiosi che sono emersi in questa tua esperienza?

Di sicuro l’incontro con Viviane, la ragazza che ha suonato con me al BMA. Ci siamo conosciute solo due settimane prima del live in Fonoprint e, tra birrette e sala prove, abbiamo stretto una grande amicizia in pochissimo tempo: è proprio il caso di dire che "ci siamo trovate"!


La Bologna di domani: cosa ti aspetti e cosa vorresti trovarvi?

Da studentessa universitaria, sono fiera del fatto che Unibo sia l’ateneo più green d’Italia e spero che l’impegno per una Bologna più sostenibile, in ogni suo aspetto, si faccia sempre più concreto. Credo sia fortemente auspicabile un aumento di spazi come il recentissimo DUMBO che, a parer mio, ha trovato la miscela perfetta per funzionare e diventare un tanto sospirato punto di ritrovo. La gratuità degli eventi e tariffe sostenibili da ogni portafoglio sono un incentivo per l’affluire di persone, è proprio l’idea di rigenerare spazi urbani, secondo me, ad essere fondamentale e da non trascurare in un'ottica di sviluppo.

Inoltre spero non perdano la loro centralità le varie rassegne cinematografiche e non, quali Il Cinema Ritrovato, Repubblica delle Idee… che contribuiscono a mantenere fervido l’humus culturale di questa città. 


    I tuoi luoghi del cuore fuori dai giri turistici convenzionali?

    Ah, tanti luoghi del cuore: tra tutti via del Pratello, una seconda casa dove faccio abitualmente serata con gli amici; il caffè Rubik un piccolo caffè in via Marsala, di fianco ad una storica libreria musicale. Mi incontro sempre lì con una mia amica per bere mille caffè, ha un'atmosfera un po' "antica" ed essendo vicino alla zona universitaria è sempre pieno di ragazzi.
    Poi, il Cinema Lumière con il bar Cameo e le sue lucine ti riporta in un'atmosfera intellettuale, proprio da film d'essai e il mercato della Montagnola, da cui proviene quasi tutto il mio armadio! Scavando un po' tra le montagne di vestiti sui banchetti, si trovano sempre cose carine.
    Un po' meno centrale ma molto suggestivo è il Battiferro che offre una location suggestiva sul canale e serate molto interessanti.


    La tua parola bolognese preferita e perché

    Abuso abitualmente di Vez (vecchio/a) come intercalare con cui rivolgersi agli amici ed è anche in segno d'affetto-fratellanza; di slego, che in realtà uso impropriamente, per dire che qualcosa o qualcuno spacca davvero oppure quando si esce per dire che ci si va a divertire (un po' come fare balotta); di polleggio per dire "calma, scialla, vai tranquillo" adottato come stile di vita direi.

    Anche il Pratello è polleg!

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