Cimitero Storico Monumentale della Certosa di Bologna
Aggiornato il 30 settembre 2026 Da Bologna Welcome
Il Cimitero Storico Monumentale della Certosa di Bologna,
uno dei più antichi cimiteri monumentali d'Europa, è molto più di un luogo di
sepoltura. I suoi chiostri, logge, cappelle e monumenti raccontano oltre
duemila anni di storia della città, dall'epoca etrusca al Novecento. Visitare
la Certosa significa scoprire un patrimonio di arte e architettura funeraria
unico, tra opere monumentali, luoghi della memoria collettiva e tombe di
personaggi illustri legati alla storia di Bologna.
Attraversare gli spazi della Certosa significa anche seguire più di un secolo
di storia dell'arte e dell'architettura italiana attraverso monumenti destinati
alla memoria privata, familiare e collettiva.
Il Cimitero Storico Monumentale di Bologna è un luogo in cui
la storia si è stratificata nel corso dei secoli e che permette di ripercorrere
importanti capitoli dell'evoluzione della città. Nel 1801 si decise di riutilizzare gli spazi
dell'antico monastero dei frati certosini, edificato nella prima metà del XIV
secolo e soppresso alla fine del Settecento, per istituire il cimitero
monumentale che oggi conosciamo. Ma il passato della Certosa è ancora più
antico. Tra il 1869 e il 1871 venne infatti scoperta nell'area un'importante necropoli
etrusca, con tombe databili tra il VI e il IV secolo a.C. Oggi è possibile
ammirare i reperti rinvenuti durante gli scavi al Museo Civico Archeologico
di Bologna.
Inoltre, il portico che collega la Certosa al Santuario di San Luca è un
rarissimo esempio di portico sepolcrale di epoca moderna. Progettato a inizio
Ottocento, si rifà alle strade sepolcrali di epoca romana ma aggiunge la tipica
copertura bolognese per permettere ai fedeli di arrivare al cimitero attraverso
un percorso coperto, e per uniformarsi allo stile della città. Dal 2021 i
portici della Certosa sono parte dei Portici UNESCO.

Il portico della Certosa di Bologna
Iniziamo la nostra visita dai chiostri e dagli ambienti
coperti, che costituiscono il nucleo più antico del cimitero ottocentesco. Qui
la Certosa diventa una vera e propria città della memoria, con portici,
gallerie e sale. Attraversando questi spazi, possiamo seguire la storia e l’evoluzione
dell’arte funeraria italiana dal Neoclassicismo al Verismo di
fine secolo. Questi erano i due stili artistici più iconici del secolo: il
primo si ispirava all’arte classica greca e romana, ricercando perfezione e
equilibrio; il secondo, invece, mirava a una rappresentazione meno idealizzata
della realtà.
Di straordinaria importanza in tal senso sono le tombe in
stucco dipinto del Chiostro III, considerate un caso unico nel loro genere
in tutta Europa. In questo stesso chiostro possiamo ammirare anche la celebre Desolazione
di Vincenzo Vela, uno dei capolavori della scultura ottocentesca conservati
nel complesso.
Accanto alle opere di artisti come Giacomo De Maria,
Giovanni Putti e Cincinnato Baruzzi, incontriamo alcuni dei personaggi chiave
della storia europea: la Certosa conserva, tra le altre, una monumentale
raffigurazione di Gioacchino Murat, re di Napoli e cognato di Napoleone,
realizzata anch’essa da Vincenzo Vela, e la statua di Elisa Bonaparte scolpita
da Lorenzo Bartolini e successivamente collocata nel monumento Malvezzi
Angelelli.
Continuiamo il nostro viaggio nel tempo attraverso la Galleria degli Angeli e il Chiostro VII, dove le sculture di Carlo Monari, Salvino Salvini, Enrico Barberi e Diego Sarti raccontano il progressivo passaggio verso il Verismo e le nuove sensibilità artistiche di fine Ottocento.

Tomba Bisteghi di Enrico Barberi - Galleria degli Angeli
A cavallo tra la fine dell'Ottocento e i primi decenni del
Novecento, l'aspetto della Certosa di Bologna cambia. I nuovi chiostri e le
sale costruite intorno al Chiostro VI diventano più monumentali e riccamente
decorati, mentre nelle sculture e nelle architetture si susseguono stili e
linguaggi differenti. Dalla crudezza del Verismo si passa all'eleganza
decorativa e floreale del Liberty e, successivamente, alle forme più
nette e geometriche del Déco e al ritorno a temi di ispirazione
classica.
Tra gli esempi più significativi del Liberty funerario bolognese si possono osservare la Cella Albertoni di Giuseppe Romagnoli e la Cella Magnani di Pasquale Rizzoli. Emblematici esempi del gusto storicista del periodo, le cappelle delle famiglie Gancia, Cillario e Talon mostrano invece il recupero di forme e tecniche ispirate al Medioevo e al Rinascimento. Infine, possiamo riconoscere nelle opere di Alfonso Borghesani materiali, decorazioni e suggestioni Déco, che accompagnano verso l’arte del pieno Novecento.

Cella Magnani di Pasquale Rizzoli - Galleria del Chiostro VI
Nell’area nord-occidentale del cimitero si trovano spazi destinati nel corso del tempo a persone appartenenti a confessioni e
tradizioni funerarie differenti, una testimonianza fondamentale della varietà
religiosa e culturale di Bologna.
Lungo il viale di accesso si incontra il piccolo Chiostro
degli Evangelici (o degli Acattolici), un piccolo recinto in stile dorico costruito già nel 1822
in cui riposano soprattutto anglicani e protestanti vissuti a Bologna; mentre
poco più avanti si trovano la prima Ara Crematoria e gli ambienti collegati al
cinerario.
Particolarmente importante ed esteso è il Cimitero Ebraico della Certosa, creato nella seconda metà dell’Ottocento e ampliato nel corso degli anni fino a comprendere tre sezioni. La zona più antica conserva sepolture monumentali appartenenti ad alcune importanti famiglie della comunità ebraica bolognese, tra cui Muggia, Zabban e Zamorani. Questi spazi raccontano non soltanto l’evoluzione delle pratiche funerarie, ma anche la presenza e l’integrazione delle comunità non cattoliche nella vita cittadina tra Ottocento e Novecento.

Cimitero Ebraico
Un’importante caratteristica della Certosa di Bologna è la
presenza, accanto alle tombe e alle storie dei privati cittadini, di numerosi
monumenti dedicati alla memoria collettiva e agli avvenimenti della storia
locale e nazionale.
Già nel 1828 venne realizzato il Pantheon dei bolognesi
illustri, che celebra le personalità considerate esemplari per la città. La
vicina Sala delle Tombe custodisce il grande leone ruggente di Carlo Monari che
domina il Monumento ai Martiri dell’Indipendenza, una delle immagini più
scenografiche dell’intero complesso.
I momenti più drammatici della storia del Novecento, invece,
si trova nel Chiostro VI, dove assumono forme monumentali, legate alla storia
politica italiana. Qui nel 1932, in piena epoca fascista, viene inaugurato il
Sacrario dei martiri della rivoluzione fascista, progettato da Giulio Ulisse
Arata come monumento celebrativo del regime, e il vicino Monumento Ossario
ai caduti della Grande Guerra, inaugurato nell’anno successivo e destinato
ad accogliere i resti di migliaia di soldati morti durante il primo conflitto
mondiale.
Un significato profondamente differente assume il Monumento Ossario dei Caduti Partigiani, realizzato nel dopoguerra nel Campo degli Ospedali su progetto dell’architetto Piero Bottoni, tra i protagonisti del Razionalismo italiano. Voluto dall’amministrazione guidata dal sindaco Giuseppe Dozza, il sacrario ricorda i partigiani caduti e, dal 1961, accoglie anche i resti di alcune vittime del campo di concentramento di Gusen.

Monumento ossario ai caduti della Grande Guerra di Filippo Buriani, Arturo Carpi e Ercole Drei
Tra i personaggi famosi che riposano alla Certosa, le cui
tombe sono spesso visitate tanto dai cittadini di Bologna quanto dai turisti
che visitano la città, ricordiamo:

Certosa di Bologna, Campo Carducci. Da sinistra la tomba del Premio Nobel Giosue Carducci (1835 - 1907); il sarcofago del compositore Ottorino Respighi (1879 - 1936) e il monumento del cantante Lucio Dalla (1943 - 2012). © Museo Risorgimento Bologna - via storiaememoriadibologna.it
Quali tombe di personaggi illustri si trovano?
Da Lucio Dalla a Giosuè Carducci, alla Certosa di Bologna riposano grandi nomi della storia artistica e culturale della città.
Quando si può visitare la Certosa di Bologna?
È possibile visitare il Cimitero Storico Monumentale della Certosa di Bologna attraverso le visite guidate. Visita il sito ufficiale per scoprire le date e gli itinerari disponibili.
In alternativa, l’ingresso è gratuito per la visita autonoma.
L’ingresso principale si trova in Via della Certosa, 18.
Visita il sito ufficiale per trovare le informazioni relative agli orari di apertura.
Perché la Certosa di Bologna è definita “Cimitero Storico Monumentale”?
Molto più che un luogo di sepoltura, la Certosa di Bologna è un complesso monumentale di grande valore storico, artistico e architettonico, tanto da renderlo un vero e proprio “museo all’aperto”. Già dall’Ottocento è stato una delle mete bolognesi preferite di viaggiatori come Lord Byron, Charles Dickens e Stendhal durante i loro soggiorni in Italia, e continua a esserlo, grazie alle opere custodite e alla presenza di tombe di personaggi illustri.

Cappella maggiore della Chiesa di San Girolamo della Certosa

