Il canale delle Moline è la prosecuzione del canale di Reno dopo la derivazione del Cavaticcio e oltre via Indipendenza. Poco oltre le mura del Trecento il suo corso si unisce a quello del torrente Aposa, che scorre sotto il centro città e entrambi si gettano nel canale Navile nei pressi del sostegno della Bova. Per buona parte del suo itinerario il canale delle Moline è rinchiuso tra le case e per questo in passato è rimasto a lungo nascosto alla vista. Di recente sono stati riaperti gli affacci sui ponti delle vie Oberdan e Malcontenti, che si affiancano alla suggestiva finestrella di via Piella. Alla fine del 1100, con geniale intuizione, i bolognesi realizzarono due grandiose opere idrauliche, che portarono acqua in una città che non ne aveva: due canali scavati fino al centro cittadino, per oltre 27 chilometri complessivi, e derivati dal fiume Savena a est e dal Reno a ovest. L'energia idraulica potè muovere così centinaia di pale che alimentavano mulini da seta, pille da riso e molte altre manifatture. Il sistema bolognese era originale grazie all'idea di collocare i mulini non direttamente sui canali, ma sulle tante derivazioni create per mezzo di chiaviche.
Nel 2023 è stato firmato un protocollo d'intesa tra Hera e i Consorzi dei Canali di Bologna finalizzato al progetto di risanamento del canale delle Molino in tutto il suo tratto coperto, che ha permesso di avviare i lavoti che sono attualmente in corso e prevedono di concludersi nel 2026.
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Canale delle Moline
Via Capo di Lucca - 40126
Interessi
- Natura e Paesaggio




