Da venerdì 20 febbraio a venerdì 22 maggio DAS - Dispositivo Arti Sperimentali di Bologna ospita la seconda parte di Collagene.
I serata - 20 febbraio
- La Palude dei segreti | Federico Rizzo / Salicornia Studio
Un’operazione performativa partecipata e immersiva, che invita a interiorizzare una domanda fondamentale: quante volte si è data per scontata l’acqua che bagna la terra? Nell'oscurità di un ambiente notturno, pervaso da un paesaggio sonoro acqueo, emergono frammenti antropici sospesi in uno spazio liminale ed immaginifico. Qui i visitatori sono invitati ad affidare un loro segreto alla palude, lasciando che una parte di sé si trasformi in un elemento del paesaggio. In cambio, un assaggio di gelato alla spirulina: una traccia tangibile e commestibile dell’habitat, che trasforma l’esperienza in un rituale di scambio, in cui il privato si fa collettivo, la parola si fa materia, e l’ambiente diventa archivio vivente di ciò che resta nascosto. - Perimetro | Pierpaolo Ovarini e Yuna Leonis
Un’installazione sonora multicanale, immersa nel buio. Arstistə sonorə e ricercatorə, Pierpaolo Ovarini e Yuna Leonis propongono al pubblico un’esperienza immersiva e sensoriale, che inverte la prospettiva percettiva. Attraverso un sistema di suono spazializzato, la stanza che accoglie l’opera smette di essere un semplice e neutro contenitore, bensì si trasforma in un campo sensibile, una struttura attiva e un “agente” percettivo, capovolgendo l’abituale fruizione frontale, e puramente estetica, dell’arte. - For a Fire Constellation | Chiara Antonelli
Un progetto espositivo che prende la forma di un archivio geofisico digitale, una sorta di cartografia degli usi del fuoco nei movimenti globali di protesta. L’artista legge la rivolta contemporanea come una costellazione: non un processo lineare, ma una sequenza di scintille discontinue. Il progetto cerca ricorrenze tra rivolte disseminate e individua nel fuoco un elemento chiave, ambivalente: distruzione e purificazione, gesto di dissenso e di autoaffermazione, spia di tensioni politiche, sociali ed economiche. Dati e immagini tornano in “esplosioni” espositive successive, capaci di riattivare, di volta in volta, queste traiettorie di resistenza.
- live performance |OUU!D
OUU!D è un trio sperimentale nato nel 2022 all’interno della scena delle giovani band legate a Club Dänemark. L’organico è volutamente anomalo – tromba, clarinetto basso e chitarra elettrica – e produce una musica amplificata che mescola frammenti di club culture e tensioni noise, con un risultato paradossale: spigoloso ma fisico, “stranamente” danzabile. OUU!D, affermano, «suona come una macchina che inceppa e ricompone i generi, trasformandoli in energia ritmica». - “permatourism (常在旅行者)” | QUIE7QUI77ERS
Una colonna sonora immaginaria che racconta il paradosso del viaggiatore globale: sempre in movimento, sempre connesso, sempre a metà tra tempo libero e lavoro. In sei composizioni, il duo attraversa lounge aeroportuali, coworking a noleggio e tramonti “instagrammabili”, restituendo il paradosso di una vita fatta di scrolling, check-in, presenza costante e distanza emotiva. L’estetica vaporwave si intreccia all’inquietudine contemporanea, facendo emergere la solitudine dietro l’immagine patinata della libertà. Alla musica si affianca una ricerca visiva tra canoni vaporwave, vecchi videogiochi, grafica 3D primitiva e meta-pubblicità del nuovo secolo: un equilibrio instabile tra nostalgia e ipermodernità.
- BIG - Bologna Improvisation Group | Camera sonora - sonorizzazione live di uno spazio attraversabile
Un percorso tra gesto, elettronica e processo collettivo, per confrontarsi con le possibilità estreme dell’ascolto: questo è Camera sonora, il progetto performativo di BIG - Bologna Improvisation Group, una “compagine a geometria variabile” nata nell’ambito della Scuola di Musica Elettronica del Conservatorio di Bologna e composta da Maru Barucco, Francesco Giomi, Ludovica Manzo, Caterina Miglietta, Milena Punzi. Il lavoro propone un’esperienza percettiva intensa e ravvicinata: ogni suono nasce - Raffaella Menchetti, Giselda Ranieri | CatCareCalling
Come trasformare un gesto molesto in un atto di cura? La performance riscrive l’energia della violenza come forza trasformativa e possibilità di riscatto per chi la subisce. Un vocabolario gestuale ispirato a Bruno Munari e una serie di interviste video raccolte da Raffaella Menchetti sul tema diventano la base per un'indagine sull'incarnazione gestuale del cat calling e la sua trasformazione. L'incarnazione della performer, a volte ironica e altre drammatica, estrae e si appropria dei gesti e delle voci delle vittime e degli autori di cat calling. Attraverso una pratica coreografica mimetica, vengono messe in discussione le dinamiche di partecipazione e responsabilità, mentre il corpo di Giselda Ranieri diventa un archivio vivente di gesti incarnati.
- Chella ca guarda n'terra | Brunella Sabatino
Un solo coreografico che nasce dall’intenzione di interrogare e riformulare il concetto di volgarità e la sua accezione comune in relazione ai corpi femminili. Combinando movimento, suono, voce e cucchiai, prende vita un universo estetico abitato da un personaggio femminile e femminista ispirato alla maschera di Pulcinella. Potenza, ironia, vulnerabilità e sensualità animano una danza che diventa strumento di dissacrazione e pratica di riappropriazione. Attraverso una fisicità che alterna affondo e gioco, e una partitura che intreccia gesto e voce, l’opera scardina lo stigma e lo trasforma in linguaggio, rivendicando un’estetica femminista non addomesticata. - À la Recherche du temps perdu | Est Roman Coulon
A partire dalla trascrizione, a mano e giornaliera, di un frammento dell’omonimo romanzo di Marcel Proust, prende forma un rito intimo capace di attivare una memoria affettiva e corporea attraverso la ripetizione, il tempo e la materia della scrittura. Un esercizio “senza scopo” si trasforma così in un’opera pensata per unə solə spettatorə, mentre i fogli trascritti diventano inusuali carte dei tarocchi, che raccontano e rivelano tramite associazione e segni. - Signs of consumption | Matilde Baldassari
Una serie scultorea (2023–in corso) composta da cartelli stradali legislativamente dismessi, rielaborati dall’artista in nuovi segni visivi. Nata come pratica di riflessione e attrito rispetto alle autorità urbane e ai loro apparati comunicativi, l’artista interviene su oggetti progettati per imporre regole, orientare i corpi e garantire ordine. Attraverso un gesto di appropriazione e sottrazione, i cartelli vengono infatti privati del loro simbolismo e della funzione prescrittiva e trasformati in segni nuovi. Quello che resta è una traccia tangibile del rapporto conflittuale e reciproco tra individuo e istituzioni, tra esperienza quotidiana della città e linguaggi del controllo.
- Used to play alone | Michelle Scappa
Una creazione di danza contemporanea per cinque interpreti, nata dal desiderio di indagare i vissuti d’infanzia, in particolare quei momenti in cui, a causa del binarismo di genere, il gioco avveniva in solitudine. Il corpo diventa così archivio e strumento di ricerca: l’interiorizzazione di esperienze di marginalizzazione diventa motore e non più solo ferita. Il gesto si fa linguaggio e rivelazione, espressione di un ascolto sottile e collettivo. La drammaturgia prende forma nella relazione tra memoria e gesto, in un processo di empowerment: un corpo che si riconosce, si afferma e, attraversando il movimento, cerca appartenenza nello spazio e nella relazione con l’altrə. - Raiva | Mistura Queer
Raiva (in portoghese, “rabbia”) è un progetto sonoro transatlantico che si manifesta come una playlist composta da tracce di persone trans e donne cisgender, razzializzate e indigene brasiliane. Attraverso le loro voci e i loro suoni, il lavoro esplora la rabbia come forza vitale e politica, capace di generare trasformazione, cura e immaginazione collettiva. Radicato in una prospettiva anticoloniale e transcentrata, il progetto mette al centro soggettività spesso marginalizzate, riconoscendole come produttrici di conoscenza e estetiche radicali, per immaginare altri possibili mondi. Raiva è un gesto politico di ascolto: un archivio sonoro che attraversa oceani, corpi e lingue, invitando ad ascoltare non soltanto per capire, ma per lasciarsi trasformare. - Bingo! | Giulia Fortuna
Un’indagine della complessa e sfaccettata relazione tra giocatore e dipendenza, in forma di progetto espositivo. L’artista ha lavorato in una sala da Bingo italiana, raccogliendo le schedine da gioco, trasformate poi in gigantografie. Cartelle consumate e abbandonate restituiscono i segni lasciati nello sbarramento dei numeri, trasformando gesti ripetitivi e funzionali in manifestazioni rituali e identitarie, spesso affidate alla scaramanzia. In uno spazio privo di temporalità, la reiterazione del gesto diventa linguaggio. Da questa pratica emerge una riflessione sull’identità e sul gioco, ma soprattutto sulla dipendenza da esso generata come pratica socialmente accettata e istituzionalmente legalizzata.
- Pas de deux | Tetracab
Un dispositivo performativo in cui concerto e scultura coincidono. Un gruppo di musicisti del conservatorio, tra strumenti ed elettronica, suona relazionandosi con una scultura concepita come spartito tridimensionale: ciascunə ne vede un frammento diverso e lo interpreta come indicazione di lettura e di azione. La presenza di un corpo solido non è scenografia, ma innesco: apre possibilità di moto, relazione, risposta. Il suono viene trattato come corpo fisico e mobile, capace di definire lo spazio e di parteciparvi, modificandone percezione e tensioni. In questa prospettiva, creare suoni in un ambiente diventa un gesto scultoreo: un modo di incidere il vuoto, modellare traiettorie, costruire una forma collettiva e in divenire. - Come se tutto fosse uno | Feda
Il progetto si configura come un’opera in divenire, concepita come struttura aperta e modulare in dialogo con gli spazi del DAS. Realizzata in ceramica smaltata, la scultura nasce da un processo di svuotamento, frammentazione e ricomposizione dell’argilla: un metodo di lavoro assunto come metafora di trasformazione. La terra è intesa insieme come materia e come memoria, corpo che conserva tracce e che, una volta spezzato, può essere riassemblato in nuove forme. L’assemblaggio dei singoli elementi assume un carattere rituale, mettendo in tensione il confine tra separazione e rigenerazione, tra perdita e ricostruzione. L’opera resta volutamente incompiuta e porosa, aperta a futuri innesti, variazioni e sviluppi, come un organismo che continua a crescere.
- Tupilani | Chiara Boitani, Dipartimento Devozioni
Una lecture-performance che attraversa l’archivio frammentario di Valentina Fortunato, attrice scomparsa e fantasma di un teatro che non esiste più. Foto, oggetti e memorie diventano materia scenica per interrogare ciò che resta di un corpo nel tempo. Due performer di oggi si fanno tramite di una presenza assente, tra ricordo e invenzione. Secondo il principio biologico dell'omeostasi, la bambina della foto, l'attrice di 30 anni e l’anziana di cui non restano tracce condividono una sola traiettoria nel tempo. Ma siamo davvero lo stesso corpo? Siamo sempre noi? È lei? E oggi quel corpo dov’è? «Moi je veux mourir sur scène, devant les projecteurs». - MEDUSA | Fabritia D'Intino e Federico Scettri
Una performance site-specific che lavora nella dimensione immersiva dell’oscurità, indagando il possibile stato di invisibilità di un corpo. Che ne è della danza quando nessuno la osserva? Lo spazio diventa dispositivo: il pubblico non assiste frontalmente, ma intravede la performer, colta per frammenti, tra nascondimento e anti-performatività. In un ambiente fantasmatico, il movimento emerge come presenza più che come forma, mentre un live set sonoro attraversa e trasforma l’ambiente, guidando percezione e attenzione e aprendo margini di immaginazione, distrazione e invenzione. La performance si configura come un’esperienza di sparizione condivisa: un invito a perdersi insieme, per ritrovarsi altrove.
Prossime date
| Venerdì 20 Febbraio | Dalle 19:00 |
| Venerdì 13 Marzo | Dalle 19:00 |
| Venerdì 27 Marzo | Dalle 19:00 |
| Venerdì 10 Aprile | Dalle 19:00 |
| Venerdì 24 Aprile | Dalle 19:00 |
| Venerdì 08 Maggio | Dalle 19:00 |
| Venerdì 22 Maggio | Dalle 19:00 |
Mappa
Collagene | Seconda parte
DAS - Dispositivo di Arti Sperimentali - Via del Porto 11/2
40122 Bologna
Email: info@dasbologna.org
Sito/minisito/altro: https://www.dasbologna.org/
Ingresso
Ingresso gratuito riservato a soci con Tessera Arci
Interessi
- Arte e Cultura








