N. 10, The Bologneser, Portici di Bologna

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Francesco Amura, autore di The Bologneser

Pubblicato il 15 giugno 2022 Da Bologna Welcome

Bologna si racconta

La Bologna di oggi, fatta da chi lavora dietro le quinte, si impegna nel sociale e nella promozione territoriale, di eccellenze, di bolognesi di origine e adozione.

Si racconta in Promenade...

Francesco Amura, autore del fake magazine The Bologneser


Parlaci di te, della tua attività e l'impatto che ha sul territorio

Mi chiamo Francesco, ho 39 anni e di mestiere faccio lo chef nel mio ristorante, ma ho sempre avuto una grande passione per la grafica, il design e per l'artigianato, creando costantemente sia digitalmente che oggetti fisici.
Questa passione è seconda solo all'amore per la mia città, unendo le due cose ho iniziato a lavorare al progetto The Bologneser, ispirato da progetti simili di "fictional magazines" come
The Milaneser, The Tokyoiter, The Parisianer e i più recenti The Palermitaner e The Berghem.
Ho iniziato a creare copertine su tutto ciò che rappresenta Bologna: i Portici UNESCO, la tradizione enogastronomica, l'arte e architettura, il verde e i suoi personaggi illustri, quindi un bacino inesauribile da cui trarre ispirazione!
Siamo solo io, Illustrator e Photoshop a produrre le cover della rivista immaginaria, è un po' dura ma cerco di avere sempre tre o quattro copertine pronte per garantire l'uscita regolare il mercoledì. L'intento della pagina è quello di diventare sia un riferimento per tutti gli amanti di Bologna, sia una vetrina attraverso la quale mostrare al mondo la mia creatività.

La Bologna di domani: cosa ti aspetti e cosa vorresti trovarvi?

Vorrei che Bologna diventi sempre più sostenibile e più attenta ai consumi energetici. Da chef non posso che sperare di vedere le piccole realtà contadine, artigiane, vinicole, crescere ed avere un posto sempre più importante nella filiera gastronomica. Prodotti a km zero, prodotti locali, prodotti stagionali devono essere messi al centro della richiesta sempre crescente di uno dei settori più fiorenti dell'economia bolognese, quello del food. Il climate change mondiale è causato in larga parte dagli allevamenti intensivi, non si può più far finta che questo problema sia trascurabile.

Ci sono aneddoti curiosi legati alla tua attività che sono emersi in questi anni?

Quando ho scoperto la pagina instagram The Milaneser, colpevolmente in ritardo di due anni per un appassionato di grafica come me, ho avuto come un flash, un presentimento che se non avessi creato la mia pagina The Bologneser di lì a poco, me ne sarei pentito una volta che qualcun'altro l'avesse fatto al posto mio. E nel giro di una settimana dopo aver disegnato la prima copertina, si è creato questo network incredibile di altre persone con la stessa mia passione per la propria città. Caltanissetta, Bergamo, Brescia, Torino, Palermo, Napoli, Roma, Genova, Cagliari, Verona, Trieste, Venezia, Isola d'Elba, Città del Capo, Shanghai, Madrid. Siamo tutti interconnessi, ci scambiamo pareri e opinioni su grafica e strategie social, mi piace molto questa fratellanza tra pagine, città, paesi diversi.

Luoghi del cuore fuori dai giri turistici convenzionali

I miei luoghi del cuore sono legati in buona parte al cibo, visto che a Bologna si possono trovare pizzerie e gelaterie di qualità ottima. Adoro il quartiere Bolognina, dietro alla stazione centrale, con i suoi palazzi pieni di street art, con un'atmosfera urban molto vibrante e viva, in continua evoluzione. C'è il mio ristorante giapponese preferito in assoluto, Yuzuya. 
Il quartiere Porto, super centrale con la gelateria Galliera 49, nella mia personale top 3. Il quartiere Santo Stefano, dove sono andato al liceo e dove ora lavoro nel mio ristorante Antica Osteria romagnola, della mia famiglia dal 1979.
Un luogo un po' fuori dai classici giri turistici sono i colli Bolognesi, a piedi, in bici o in motorino sono sempre una manna per liberarsi dallo stress. 

La tua parola bolognese preferita e perché

La mia parola preferita è "soccia", un'esclamazione che ha perso ogni accezione volgare e che è entrata a far parte del linguaggio comune bolognese. È super versatile, può essere usata per esprimere stupore, stanchezza, felicità ma anche quasi tutti gli stati d'animo. Ha la "esshe" bolognese, fa capire subito qual è la tua città di provenienza, insomma è Bologna riassunta in una sola parola!

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