Basket City Bologna: itinerario nei luoghi del basket
Aggiornato il 25 agosto 2026 Da Federico Farinelli
Bologna è Basket City perché qui la pallacanestro ha indirizzi, edifici e abitudini riconoscibili.
Campetti, palazzetti, perfino musei dedicati alla palla a spicchi in città, tutti da ripercorrere attraverso questo itinerario, fatto di tifo, storia e cultura di questo sport così amato sotto le Due Torri.
Il soprannome Basket City Bologna nasce da una storia che ha occupato palestre, piazze, parchi e palazzetti per buona parte del Novecento e continua ancora oggi.
Virtus e Fortitudo sono i 2 nomi che hanno portato questa storia fuori dai confini cittadini. La loro rivalità ha riempito il PalaDozza e scandito generazioni di derby, con colori, cori e appartenenze diverse dentro pochi chilometri quadrati. Attorno a loro Bologna ha avuto altre squadre importanti, dal Gira all’OARE fino alla Moto Morini. La pallacanestro cittadina ha sempre avuto una base molto più larga dei 2 club maggiori.
Anche la mappa di Bologna lo dimostra.
Nel 1932 si giocava già a “palla al cesto” dentro l’ex chiesa di Santa Lucia. Nel dopoguerra la Salaborsa di Piazza del Nettuno diventava un campo da basket alla sera. Dal 1956 il nuovo Palazzo dello Sport di piazza Azzarita offrì finalmente alla città un impianto costruito per accogliere migliaia di spettatori.
Poi ci sono i playground. Ai Giardini Margherita il torneo estivo nato nel 1982 ha fatto incontrare ragazzi dei campetti, giocatori di Serie A e nomi arrivati da molto lontano. Il campo dei Gardens è uno dei posti in cui il soprannome Basket City smette di essere una formula e diventa qualcosa che puoi vedere.
Dal 2026 c’è anche un museo dedicato alla pallacanestro italiana. Si trova, naturalmente, dentro il PalaDozza.

Il PalaDozza di Bologna è il punto da cui partire se vuoi capire il rapporto della città con il basket.
Il Palazzo dello Sport aprì nel 1956, quando la Salaborsa era ormai troppo piccola per il pubblico della pallacanestro e del pugilato. Dal 1996 porta il nome di Giuseppe Dozza, il sindaco che ne volle la costruzione. Piazza Azzarita diventò presto uno degli indirizzi sportivi più conosciuti della città.
Dentro questo palazzo hanno giocato Virtus, Fortitudo e Gira. Qui si sono disputati derby, finali e partite europee; le gradinate molto vicine al parquet hanno fatto il resto. Per decenni, chi parlava di basket a Bologna finiva prima o poi sotto la grande cupola di piazza Azzarita.
Il rapporto con la Fortitudo passa anche dalla geografia. La storica Palestra Furla è poco distante, in via San Felice. Per molti tifosi biancoblù la zona fra via San Felice e piazza Azzarita è ancora una parte precisa della memoria del club.
La storia recente della Virtus è diventata più mobile. Nelle ultime stagioni le V Nere hanno giocato alcune gare al PalaDozza e altre alla Virtus Arena temporanea allestita nel quartiere fieristico di Bologna. Anche i playoff di Serie A si sono disputati nell’arena in Fiera.
Poco distante è in costruzione il nuovo padiglione polifunzionale di BolognaFiere, nell’area dell’ex padiglione 35. Il progetto prevede circa 10.500 posti e uno spazio capace di ospitare fiere, concerti e partite di basket, comprese quelle della Virtus. Per la società bianconera sarà una sede stabile all’interno del quartiere fieristico.
PalaDozza e nuova arena raccontano quindi 2 fasi diverse del basket bolognese. Piazza Azzarita conserva quasi 70 anni di partite e ricordi; la Fiera sta preparando lo spazio per le grandi gare dei prossimi anni.
Per assistere a una partita al PalaDozza conviene sempre controllare il calendario aggiornato: squadre, competizioni e sedi possono cambiare durante la stagione.
Indirizzo: Piazza Manfredi Azzarita, 3, 40122 Bologna BO

Dal 18 aprile 2026 il PalaDozza ospita anche il MUBIT, Museo del Basket Italiano. È il primo museo permanente interamente dedicato alla pallacanestro italiana.
La scelta del PalaDozza ha un senso immediato. Il museo occupa un edificio che ha visto giocare alcune delle squadre e dei campioni presenti nel racconto espositivo.
Il MUBIT raccoglie cimeli, fotografie, video e materiali digitali. La mostra con cui ha aperto, “Italbasket, oltre 100 anni di un infinito azzurro”, segue la storia delle Nazionali italiane maschili e femminili e mette insieme trofei, maglie, documenti e storie personali.
La visita funziona bene anche per chi conosce poco Virtus e Fortitudo, perché il percorso guarda alla storia nazionale del basket. Bologna fa da casa al museo, mentre il racconto attraversa squadre, atleti e Nazionali di tutta Italia.
Gli orari di visita sono dal venerdì al lunedì dalle 11 alle 18.
Scopri il MUBIT, Museo del Basket Italiano
Indirizzo: Piazza Manfredi Azzarita, 40122 Bologna BO

Per seguire le prime tracce della pallacanestro bolognese bisogna lasciare piazza Azzarita e camminare verso il centro. Alcuni degli edifici che incontri oggi avevano funzioni molto diverse quando arrivarono i primi canestri.
Oggi entri in Biblioteca Salaborsa per leggere, studiare o visitare gli scavi archeologici dell'antico insediamento romano. Nel secondo dopoguerra, alla sera, la sala diventava un palasport.
Gli agenti di cambio lavoravano qui durante il giorno. Poi arrivavano il campo e le tribune improvvisate. Il pubblico si disponeva sui ballatoi e seguiva Virtus, Gira e OARE dall’alto.
È difficile trovare altrove un passaggio simile nella storia del basket italiano: il salone di una Borsa commerciale, nel pieno centro della città, riempito di spettatori per una partita.
La Virtus giocò qui gli anni degli scudetti del dopoguerra. Il 1° maggio 1955, per esempio, batté il Borletti Milano 72-57 nell’ultima partita del campionato e vinse il titolo.
Poi gli spettatori divennero troppi. Il nuovo Palazzo dello Sport di piazza Azzarita rispose proprio alla necessità di avere un impianto più grande.
Indirizzo: Piazza del Nettuno, 3, 40124 Bologna BO
La storia va ancora più indietro.
L’ex chiesa di Santa Lucia, in via Castiglione, fu affidata nel 1873 alla Società Sezionale di Ginnastica, la futura SEF Virtus. Qui nel 1932 si disputò una delle prime partite cittadine di quella che allora veniva chiamata “palla al cesto”.
L’anno seguente nacque la sezione dedicata al basket. Le V Nere utilizzarono Santa Lucia come campo di casa negli anni in cui la pallacanestro italiana stava ancora costruendo regole, campionati e pubblico.
Oggi Santa Lucia è l’Aula Magna dell’Università di Bologna. L’interno viene usato per cerimonie ed eventi e l’accesso dipende dal calendario dell’Ateneo. Anche guardandola dall’esterno, l’indirizzo aiuta a leggere una parte della città che altrimenti resta invisibile.
Indirizzo: Via Castiglione, 23, 40124 Bologna BO
In via San Felice si trova un altro indirizzo legato alla storia cittadina: la Palestra Furla, associata alla Fortitudo. Questo luogo va considerato come una tappa esterna, dato che l'accesso non è quello di una normale attrazione aperta al pubblico.
Indirizzo: Via S. Felice, 103, 40122 Bologna BO
La storia Virtus continua verso nord, all’Arcoveggio.
La Palestra Gianluigi Porelli, inaugurata nel 1981, è uno degli indirizzi legati all’attività e agli allenamenti del club bianconero. Anche in questo caso la visita interna dipende dall’attività della struttura.
Santa Lucia, Salaborsa, PalaDozza e Arcoveggio permettono così di seguire quasi un secolo di pallacanestro cambiando semplicemente quartiere.
Indirizzo: Via dell'Arcoveggio, 49/2, 40129 Bologna BO
La Basket City ha anche un suono preciso: quello del pallone sul cemento.
Il posto più conosciuto è il playground dei Giardini Margherita, chiamati spesso semplicemente “i Gardens” da chi frequenta il basket bolognese. Il primo torneo ufficiale si disputò nel 1982. Da allora il campo ha ospitato giovani giocatori, cestisti di Serie A, Nazionali e campioni arrivati dall’estero.
Oggi il playground porta il nome del giornalista sportivo Gianni Cristofori. Ogni estate torna il Walter Bussolari Playground, uno degli appuntamenti più conosciuti del basket cittadino. L’edizione 2026 è stata la 43ª.
Qui il basket ha un ritmo diverso dal palazzetto. Si arriva in bici, si guarda dalla recinzione, si aspetta il proprio turno oppure si passa una sera guardando le partite di un torneo. Il campo è dentro uno dei parchi più frequentati di Bologna, accessibile da Porta Santo Stefano o da Porta Castiglione.
Indirizzo: Viale Giovanni Gozzadini, 40136 Bologna BO
Dietro il PalaDozza, nel Giardino Nanetti, c’è il playground dedicato a Federico Dordei. La posizione dice già molto: il campo si trova fra il PalaDozza e la zona della Palestra Furla, dentro una parte di Bologna segnata dalla storia fortitudina.
Indirizzo: Piazza della Resistenza, Bologna
Poco distante dalla stazione, il Giardino Graziella Fava ha un altro playground con una forte identità cestistica. Il campo è stato riqualificato con il contributo dei ragazzi dei “Regaz di Fava” e nel 2025 è stato intitolato a Renato Albonico, allenatore bolognese che lavorò anche con Virtus e Fortitudo.
Negli anni il Comune ha lavorato anche su diversi altri campi cittadini, dai Giardini Penazzi alla Lunetta Gamberini, passando per Fondo Comini e altri parchi di quartiere.
Leggi anche l'intervista ad uno dei giocatori dei Regaz dei Fava.
Indirizzo: V. Milazzo, 24, 40121 Bologna BO
Se vuoi capire perché Bologna continua a chiamarsi Basket City, i playground servono quanto i palazzetti. Ai Gardens, al Fava o dietro piazza Azzarita il basket torna alla sua forma più semplice: un canestro, un pallone e qualcuno che ha voglia di giocare.

Bologna è chiamata Basket City per il rapporto storico della città con la pallacanestro. Virtus e Fortitudo, il PalaDozza, le partite giocate nella vecchia Salaborsa e a Santa Lucia, il torneo dei Giardini Margherita e i playground cittadini hanno dato al basket uno spazio stabile nella vita bolognese.
Il PalaDozza apre al pubblico durante partite, concerti ed eventi. Per vedere l’arena dall’interno conviene quindi controllare il calendario prima della visita. All’interno del palazzetto si trova anche il MUBIT, che ha propri giorni e orari di apertura.
Il MUBIT si trova all’interno del PalaDozza, in piazza Manfredi Azzarita a Bologna. Il museo ha aperto il 18 aprile 2026 ed è dedicato alla storia della pallacanestro italiana, con cimeli, fotografie, video e postazioni digitali.
Il playground più conosciuto è quello dei Giardini Margherita, chiamati spesso “i Gardens” dagli appassionati bolognesi. Altri campi si trovano nel Giardino Nanetti, nel Giardino Graziella Fava e in diversi parchi cittadini. Eventi e attività organizzate possono modificare temporaneamente la disponibilità dei campi.
Per PalaDozza, MUBIT, Salaborsa, Santa Lucia e Palestra Furla puoi considerare circa 3 ore, esclusi eventuali eventi sportivi. Con Giardini Margherita, Giardino Nanetti, Giardino Graziella Fava e l’estensione verso l’Arcoveggio è meglio dedicare almeno mezza giornata.

