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Bologna Magica

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Il lato più misterioso di Bologna si svela nelle sue vie attraverso storie segrete di alchimisti, astrologi, streghe ed eretici depositari di un’antica cultura dimenticata.

A cura di Bologna Magica (www.bolognamagica.com)

Piazza Maggiore

Piazza Maggiore

Il viaggio nei segreti più magici della città parte dalla basilica di San Petronio, le cui geometrie ricamano una simbologia cara ai Maestri Muratori. Al suo interno, sul pavimento, si percorre una meridiana zodiacale che trasformò il calendario. Ispirata all’Astrologia la costruzione della facciata, dove all'interno di un cerchio le armonie architettoniche si costruiscono con l'inserimento di un triangolo equilatero, simbolo di elevazione; di un quadrato che esprime il concetto di costruzione stabile e di un esagono, l’uomo e il compimento. Esse disegnano all'esterno del cerchio dodici punti invisibili che determinano le altezze ed i volumi della chiesa, riconducibili all'eterno ciclo zodiacale. Per gli amanti dei tesori nascosti, la leggenda tramanda che sotto uno degli oltre tremila fiori scolpiti sulla facciata del Palazzo del Podestà, ve ne sia sepolto uno!  Nella vicina via Gargiolari una porta murata nasconde lo studio del celebre medico e astrologo bruciato al rogo, Cecco D’Ascoli.

Piazza Nettuno

Piazza Nettuno

La fontana più rappresentativa della città è un evidente collegamento al Concilio Tridentino (1545-1563): dedicata al dio pagano Nettuno il cui tridente schiaccia l'eresia. Di fronte alla fontana, il palazzo in cui Re Enzo, figlio di Federico II, fu imprigionato: qui il sapiente mago Michele Scoto (1175 ca. - 1232/36) ha raccolto la sua magia nei sontuosi banchetti che la leggenda racconta. Non dimentichiamo la Torre Lambertini e le antiche storie di fantasmi. Di fronte al Palazzo, all’interno della Salaborsa le vestigia di una Bononia romana sconosciuta e del primo Orto Botanico, che portò con sé la magia delle erbe tanto cara alle streghe cittadine.

Piazza Galvani

Piazza Galvani

È qui la prima statua che Bologna dedicò ad un suo cittadino: Luigi Galvani (1737-1798). L’ispirazione dei suoi studi guidò la mano di Mary Shelley (1797-1851), nel suo capolavoro: Frankenstein. In questa piazza sorge l’Archiginnasio, prima sede ufficiale dell’Alma Mater Studiorum. Le sue pietre creano un calendario soli-lunare, mentre al suo interno per secoli si produsse la magica “teriaca”, la panacea di tutti i malanni. Al primo piano, sorge il ciclo astrologico più misterioso della città, sul soffitto del Teatro anatomico, progettato da Ovidio Montalbani un inquieto astrologo del XVII secolo. Un famoso detto bolognese «Tra la Vita e la Morte solo un passo…» ci conduce di fronte al santuario di Santa Maria della Vita nella vicina via Clavature, situata sul tracciato che i condannati dovevano percorrere prima di giungere al rogo.

Via D'Azeglio

Via D'Azeglio

La chiesa di San Procolo vide sorgere la sede della Muratoria e la prima Charta dei diritti e doveri delle maestranze nel 1248. Di fronte, sotto il portico dei Bastardini, appare un emblema inquietante: la Diavolessa bolognese, forse a ricordare la storia della strega Caterina vissuta nel XV secolo in questo quartiere.

Piazza San Domenico

Piazza San Domenico

La chiesa di San Domenico fu sede del Tribunale della Santa Inquisizione. Qui si intrecciarono le storie dell’eretica perversione: dai Catari ai Dolciniani, senza dimenticare la storia di uno degli Ordini religiosi più impenetrabili del Medioevo: i Templari. Poco distante, in via degli Arienti, ebbero sede i frati Gaudenti che lasciarono alla città uno dei più oscuri enigmi della storia Aelia Lelia Crispis: la misteriosa pietra funeraria di Bologna.

Foto di Vanni Lazzari

Complesso stefaniano

Complesso stefaniano

Si erge al centro di una piazza che nelle sculture dei suoi capitelli rappresenta un sapere mutuato da simboli arcani. Il complesso nasce intorno al I secolo d.C. con un tempietto dedicato al culto di Iside e proseguì con duemila anni di storia. Tra realtà e leggenda, si legge l'ombra lunare dei simboli ermetici e alchemici che arricchiscono le sue mura. Fu definita la Santa Gerusalemme Occidentale, infatti, la chiesa del Santo Sepolcro riproduce in scala le esatte misure del Santo Luogo gerosolimitano. La tradizione ermetica racconta che il Santo Graal sia rappresentato nel Catino del cortile di Pilato.

Le due torri

Le due torri

Leggende e storie sulle Due Torri introducono in un fascinoso e magico percorso alla scoperta dei Templari che avevano la loro sede in Strada Maggiore. Questa via inizia ai piedi della torre principale, l’Asinelli. La leggenda racconta che fu costruita in una sola notte dal diavolo in persona. Le torri sono l’albero maestro di un cerchio di mura che segna ancora oggi il ritmo del tempo e dello Zodiaco. Già dal XVII secolo si descrivevano infatti le dodici porte aperte sulla terza cinta muraria di Bologna come l’espressione dei dodici segni dello Zodiaco.

Ex ghetto ebraico

Ex ghetto ebraico

Ai piedi della torre più piccola, la Garisenda, si aprono gli antichi cancelli di quello che fu il ghetto ebraico bolognese, come ricorda la via dei Giudei. Qui ebbero sede gli studi più misteriosi della città, inerenti all’Alchimia e alla Cabala. Parlando di Alchimia ricordiamo Vincenzo Casciarolo (1571-1624) che nel tentativo di trovare la pietra filosofale, creò invece la pietra fosforica che, ancora oggi, viene ricordata come la pietra di Bologna o pietra luciferina. Ne trattò le magiche virtù anche Goethe. Imboccando via Goito si incontra la traccia di Achille Bocchi (1488-1562) un erudito bolognese in odore di eresia che raccolse le sue idee nell’antica accademia a Palazzo Bocchi. Era chiamata Hermatena, la fusione di Ermes e Athena, ed ebbe lo scopo di ospitare le grandi menti di un’epoca che riscoprì l’epopea ermetica dall’antico Egitto. Molto spesso furono a un passo dalle eresie più importanti di quel periodo.

Via Galliera

Via Galliera

Un altro avvenimento misterioso riguarda l’origine dei Tarocchi e, per questo, occorre andare in via Galliera, presso Palazzo Felicini, dove abitò la famiglia Fibbia Castracani, un membro della quale diede vita ai Tarocchi ed alla loro storia. Nella Cappella Bolognini, in San Petronio, si può ammirare poi la prima rappresentazione dell’Appeso. Parlando di carte, non si può fare a meno di ricordare che in Piazza Maggiore si svolse il ‘rogo del diavolo’ nel 1423, un’operazione mirata a sconfiggere il vizio del gioco. Oggi l’arte contemporanea celebra queste arcane carte nel Museo Internazionale dei Tarocchi, a Riola di Vergato, in provincia di Bologna.

Via IV Novembre

Via IV Novembre

Al civico 3, troviamo la casa natale di Guglielmo Marconi (1874-1937), che oltre agli studi ben conosciuti, lambì il tema dello spiritismo. In quel periodo a Bologna, molti centri culturali si occuparono di questa materia, raccogliendo un patrimonio bibliografico relativo ad argomenti sulla fenomenologia paranormale. Sempre in via IV novembre, su una lapide posta sul lato della chiesa del Santissimo Salvatore, si ricorda la prima Cattedra di Astrologia all’interno della facoltà di Medicina, nel Medioevo. In quel periodo un medico doveva essere anche un bravo astrologo!Il luogo ricorda gli incontri dei Fedeli D’Amore, che vengono spesso definiti una vera e propria setta letteraria, dalle cui rime iniziatiche nacque la lingua italiana. Poco oltre si incontra via De Gombruti dove sorgeva l’abitazione di Gerolamo Cardano, (1501-1576 circa), matematico, medico, astrologo e filosofo. In fondo a via IV Novembre ecco il Torresotto Portanova che fu la dimora della strega più potente di Bologna: Gentile Cimieri (XV secolo), conosciuta come la ‘strega enormissima’.

Piazza San Francesco

Piazza San Francesco

Attraversando piazza Malpighi si ammirano i simboli ermetici delle tombe dedicate ai Glossatori, in quello che fu l’antico cimitero di San Francesco. La basilica gotica racconta storie di Alchimia dentro ai conventi e anche il mistero dell’esame svolto da Wolfgang Amadeus Mozart nel 1770 a Bologna per essere ammesso alla prestigiosa Accademia Filarmonica e del suo incontro con Giovanni Battista Martini.