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Musei Universitari - Musei di Palazzo Poggi

Via Zamboni 33 - 40126 Bologna (BO)

Tel: Musei Palazzo Poggi: +39 051 2099610/398 ; Museo della Specola: +39 051 2095790

Riferimento mappa: C-5

Data ultimo aggiornamento: 30/11/2016, 13:40

Aula Carducci
La cattedra di letteratura italiana dello Studio di Bologna venne assegnata a Giosuè Carducci nel 1860. Il poeta teneva le sue lezioni nell'aula a lui intitolata e ora restaurata. Nella sala adiacente è stata collocata la statua dell'Ercole di Angelo Piò, sostituita nel cortile omonimo da un calco tratto dall'originale.
Museo delle Navi e delle Antiche Carte Geografiche
Il Museo espone l'intera "Camera di geografia e nautica" dell'Istituto delle Scienze, costituita da preziosi modelli navali dei secoli XVII e XVIII e da carte geografiche coeve. Può sembrare insolita la presenza di navi a Bologna, città padana lontana dal mare. In realtà, l'Istituto riunì questa elegantissima flotta di vascelli da guerra per studiare la progredita tecnologia a cui le nazioni europee affidavano le loro fortune militari e politiche, la sicurezza dei commerci e, quindi, la grandezza dello Stato. Nel Museo si possono ammirare grandi carte murali incise su rame arricchite da scritture a margine, motivi ornamentali, decorazioni con figure umane, animali e allegoriche. Nel tentativo di ridurre l'immensità del mondo ad un formato accessibile, la scienza non appariva ancora disgiunta dalla bellezza e dalla fantasia.
Museo di Architettura Militare
Luigi Ferdinando Marsili sapeva che l'arte della guerra, nella sua complessità tecnica, imponeva una formazione rigorosa e destinò, quindi, la "Camera di Architettura Militare" agli esercizi militari e balistici. La sezione principale del Museo ospita schemi di fortificazione progettati e costruiti dai più eminenti ingegneri italiani, francesi e tedeschi. Le tavole lignee, che riproducono fortezze e piazzeforti esistenti o sistemi teorici di fortificazione, evidenziano i baluardi difensivi contro gli assalti e i tiri delle batterie nemiche e costituiscono nel loro insieme, un importante strumento per lo studio dell'urbanistica dell'epoca. La seconda sala ospita modelli e disegni di artiglieria, tavole acquerellate e dipinti che illustrano le attività diplomatiche del Marsili.
Museo di Anatomia Umana
Il Museo ospita le settecentesche cere anatomiche appartenute all'Istituto delle Scienze tra cui la collezione di Ercole Lelli, quella dei coniugi bolognesi. Giovanni ed Anna Manzolini ed alcune opere del famoso ceroplasta fiorentino Clemente Susini. L'idea di dotare l'Istituto di modelli anatomici in cera nacque al cardinale Prospero Lambertini, arcivescovo di Bologna, dopo aver visto le prime tavole dell'accademico clementino Ercole Lelli (1702-1766), appassionato studioso di anatomia. Il Lambertini, divenuto papa con il nome di Benedetto XIV, commissionò nel 1742 allo stesso Lelli la rappresentazione in cera della completa osteologia e miologia umana. La collezione del Lelli comprende otto statue a grandezza naturale, fra cui due nudi, uno di sesso maschile (Adamo) ed uno femminile (Eva), due scheletri, quattro statue miologiche che, a partire dallo Scorticato, mostrano via via gli strati muscolari più profondi, oltre ad una serie di tavole di particolari miologici ed osteologici. Ai preparati del Lelli si aggiunsero in epoca successiva quelli di Giovanni Manzolini (1700-1755) e della moglie Anna Morandi (1714-1774). Nel 1789 la raccolta bolognese venne incrementata da alcune opere del ceroplasta fiorentino Clemente Susini (1754-1814), tra cui la famosa Venerina.
Museo Ostetrico "Giovan Antonio Galli"
Il Museo, costituito da tavole anatomiche in cera, modelli d'argilla e strumenti chirurgici, fu ideato dal medico bolognese Giovan Antonio Galli (1708-1782) per istruire nell'arte dei parti levatrici e chirurghi. Il Galli fece plasmare a sue spese la suppellettile con lo scopo di ricucire il divario esistente nel campo dell'ostetricia fra sapere scientifico e sapere pratico: medici e chirurghi detenevano il sapere teorico, mentre le levatrici, spesso poco istruite, assistevano le partorienti con l'aiuto della sola esperienza. Nel 1757 il pontefice Benedetto XIV donò all'Istituto la preziosa collezione e nominò il Galli pubblico professore di Ostetricia. Il Museo è un vero e proprio laboratorio didattico, unico nell'Europa del XVIII secolo, nonché straordinaria testimonianza dell'ostetricia settecentesca. Il Galli fece realizzare in cera le tavole che dovevano fornire un'introduzione anatomica all'insegnamento, mentre il nucleo più consistente del corredo, ossia i modelli di utero a grandezza naturale che mostrano le fasi della gravidanza e le diverse situazioni fetali, fu fabbricato in argilla, materiale che poteva essere manipolato senza troppi riguardi. La macchina ostetrica posta al centro della sala consentiva agli allievi di esercitarsi nelle principali manovre dell'Arte: all'interno dell'utero in cristallo veniva posto un feto pieghevole che gli studenti, con gli occhi bendati, dovevano estrarre sotto lo sguardo attento del maestro.
Museo di Storia Naturale
Queste stanze costituivano nel Settecento una delle più esaltanti meraviglie visibili in Palazzo Poggi. Nel corso del secolo al nucleo principale della raccolta, costituito da due fondamentali musei, quello Aldrovandiano e quello Cospiano, ma soprattutto articolato sulle collezioni del Marsili, si aggiunsero i materiali provenienti da altre donazioni. Della raccolta Aldrovandiana, che si impone sulle altre collezioni dell'epoca per la scientificità del metodo e per l'utilizzazione della pratica artistica nell'osservazione e nella riproduzione dal vivo del mondo della natura, restano circa tremila tavole illustrate. La raccolta e la catalogazione degli oggetti naturali veniva fatta a scopo didattico oltre che scientifico. I diversi materiali che costituiscono il Museo, riguardano la geologia, la mineralogia la paleontologia, la botanica, la zoologia e l'anatomia comparata.
Museo di Fisica
La fama dell'Istituto delle Scienze fu in gran parte legata all'abbondanza e alla modernità delle attrezzature di cui erano dotate le stanze della Fisica. Alla prima donazione del Marsili, costituita da strumenti utili per lo studio dei fenomeni fisici legati all'astronomia e alla biologia, si aggiunsero nel corso del secolo nuovi materiali, grazie soprattutto all'intervento di Papa Benedetto XIV, al cui mecenatismo si devono l'acquisto di vari strumenti di fabbricazione olandese e l'acquisizione del laboratorio ottico di Giuseppe Campani, costituito da lenti per telescopi e microscopi. Un ulteriore ampliamento del Museo si ebbe su iniziativa dell'arcivescovo di Bologna, cardinale Gioannetti, con l'acquisto della collezione di Lord Cowper, uno dei più importanti gabinetti di fisica del tempo.
Museo della Specola
Il Museo è ospitato nelle stanze che nell'antica Specola erano dedicate all'osservazione astronomica: la Sala Meridiana, la Sala della Torretta, la Sala dei Globi. Nei primi due locali sono esposti gli strumenti usati dagli astronomi dell'Istituto dal 1704 ai primi dell'Ottocento, fra cui il semicircolo murale del Lusverg che serviva a determinare le ascensioni e le declinazioni degli astri ed il cannocchiale del Campani. Nella Sala dei Globi si possono ammirare, tra gli altri, i globi del Blaeu ed una sfera armillare di D. Lusverg, donata dal Papa Benedetto XIV.
Sala dedicata all'arte orientale
Le opere provengono da due collezioni bolognesi: le xilografie della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna e del Centro Studi d'Arte Estremo-Orientale.
La Collezione di xilografie giapponesi della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna è una raccolta di oltre 500 stampe xilografiche giapponesi di alcuni tra i maggiori artisti giapponesi del XIX secolo, quali Hiroshige, Kunisada e Kuniyoshi. Di straordinario interesse sono anche le lussuose stampe teatrali di Osaka, un tempo misconosciute, ma che oggi sempre più si impongono all'attenzione del pubblico e della critica, e quelle per l'infanzia, di carattere ludico e didattico, che costituiscono una sezione rarissima.
La Collezione del Centro Studi d'Arte Estremo-Orientale è attualmente costituita da 160 stampe xilografiche e libri illustrati giapponesi, da una raccolta di oltre 170 oggetti di materiali diversi (bronzi, lacche, cloisonné, tessuti, ecc. in gran parte provenienti dal Giappone del 19° secolo) e da 34 pitture cinesi e giapponesi. Tra gli esemplari di particolare pregio vanno segnalati: un dipinto di grandi dimensioni di Kanô Tanshin (1785-1835), quattro dipinti di Watanabe Seitei (1851-1918), artista molto apprezzato in Francia nell'Ottocento e alcune opere di noti artisti cinesi contemporanei, quali Zhang Dali (*1963) e Bo Yun (*1948).

 

La descrizione è tratta da S.M.A. - Sistema Museale d'Ateneo Alma Mater Studiorum Università di Bologna

in bus: linee e orario sul sito www.tper.it

in auto: situato in zona a traffico limitato ZTL. Uscite tangenziale più vicine n. 8/8bis-9 e 10 direzione centro

Domenica 13 novembre 2016 in occasione di "La Via Zamboni. Musica" ingresso a € 1.

Palazzo Poggi: intero € 5; ridotto € 3 (studenti, dipendenti Università di Bologna, disabili, over 65); biglietto scolaresche € 1; gratuito per studenti Università di Bologna, bambini fino a 6 anni; un accompagnatore per gruppo; insegnanti accompagnatori (2 per classe); accompagnatori di disabili che presentino necessità; giornalisti con tesserino; guide turistiche con patentino, soci ICOM; possessori Card Musei Metropolitani.

 

Museo della Specola: intero 5€ con visita guidata inclusa; gratuito per bambini fino a 6 anni, soci ICOM, giornalisti con tesserino, possessori Card Musei Metropolitani.

Palazzo Poggi:
15 settembre - 15 giugno: da martedì a venerdì 10.00 - 16.00; sabato, domenica e festivi 10.30 - 17.30. Chiuso lunedì.  
16 giugno - 14 settembre:
dal martedì alla domenica 10.00 - 14.00. Chiuso il lunedì.
8 dicembre 2016: 10.30 - 17.30.

Museo della Specola: visita con guida accompagnatrice solo su prenotazione per un massimo di 15 persone alla volta; si consiglia di verificare sempre l'accessibilità degli spazi. Orari e prenotazioni

8, 10 e 11 dicembre: aperto con visite guidate alle 11.00 e alle 15.00.
9 dicembre: aperto con visite guidate alle 10.45, 12.15 e 15.00.

Musei di Palazzo Poggi