Welcome is Bologna
MAP

Torre Lapi

Via IV novembre, 1 - 40123 Bologna (BO)

Riferimento mappa: D-3

Data ultimo aggiornamento: 11/11/2016, 15:20

Inglobata nel complesso del Palazzo Comunale,  non si presenta propriamente come una torre gentilizia. Non a caso alcuni studiosi  ipotizzano che in sé racchiuda piuttosto le vestigia della Porta Nova, uno dei varchi della muraglia di selenite che cinse la città per tutto l’alto medioevo.

La Lapi si trovava nella prima cerchia. Nata come varco, sarebbe poi stata riadattata a personali necessità dalla famiglia dei Lapi, che a loro volta l’avevano rilevata dai Laigoni. Tornò pubblica nel XIV secolo, quando i Lapi la rivenderono insieme all'annesso edificio per 400 lire al Comune di Bologna, che doveva ampliare il palazzo civico.

Di lì a pochi anni venne inglobata nella poderosa muraglia del Comune, più o meno come la si vede oggi. Dentro ci passarono dai frati domenicani, a un pittore, ad una famiglia di beccai (i Beccai erano i macellai bolognesi, il cui nome deriva dal Becco, il maschio della capra, l’unica carne al tempo usata comunemente). La loro presenza in questa zona non era casuale: si suppone infatti che fin dalla metà del XIV secolo tutta via Porta Nova, oggi via IV novembre, era piena di banchi di vendita di carne, evacuati da Piazza Maggiore. I nuovi proprietari, i beccai, decisero di aprire la base della torre per ricavarvi all’interno la loro bottega, modificandone così la fisionomia.

Nel 1505 però il Senato Bolognese, infastidito dal volgare e sozzo mercato che si era venuto a creare addosso al Palazzo Comunale, decise di liberare tutta la via da banchi, botteghe e baracche e contestualmente di richiudere lo squarcio ricavato nello zoccolo della Torre. E’ probabile che fu proprio questa chiusura a scagionare il rischio di esplosione durante l’incendio del 1641, che interessò la zona della torre Agresti minacciando di allargarsi.



In epoca napoleonica la Lapi è stata poi abbassata quasi della metà, cioè da quelli che potevano essere 30 metri agli attuali 18, per essere assimilata alla restante muraglia. L’ennesima trasformazione è avvenuta invece nel 1948, quando la porta della vecchia beccheria è stata riaperta per agevolare il passaggio alla sede municipale, pur rinunciando nuovamente all’aspetto originario dell’antica torre.

 

Fonte: Bologna la selva turrita progetto di valorizzazione del patrimonio storico-architettonico bolognese finanziato dalla Fondazione del Monte.

Nelle vicinanze