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L'azione di Bologna Welcome durante COVID e per il rilancio

L'azione di Bologna Welcome durante COVID e per il rilancio

1. Come BW ha adattato il suo operato nel momento dell’emergenza

Al presentarsi dell’emergenza sanitaria Covid-19, Bologna Welcome ha tempestivamente messo in campo una serie di azioni volte a fronteggiare e a contenere la diffusione dell’epidemia.

Le azioni si sono sostanziate nella pronta attivazione di un’unità di crisi – già prevista da piano strategico – che si è fin da subito adoperata per tenere costantemente informati i turisti ancora presenti in città, i media e gli operatori del territorio. La DMO ha inoltre adottato diverse misure precauzionali che si sono tradotte nella chiusura dei punti informativi in Piazza Maggiore e Aeroporto, nella sospensione delle visite alla Torre Asinelli, dei tour guidati e di tutti gli eventi che avrebbero dovuto tenersi presso Palazzo Re Enzo.

Altre misure hanno riguardato la tutela dei dipendenti: sono stati prontamente sospesi incontri, trasferte e riunioni, invitando il personale ad essere regolarmente operativo in modalità di lavoro agile da remoto.

2. Oltre a questo?

Nella gestione dell’emergenza, il ruolo di Bologna Welcome è stato come in passato quello di mettersi al servizio degli operatori del turismo del territorio e dei potenziali visitatori, rappresentando un punto di coordinamento per l’intera filiera turistica. In questa fase diventa quanto mai importante instaurare rapporti sempre più sinergici di informazione a ascolto degli operatori, al fine di costruire un fronte comune volto a superare la crisi e a trovare idee e soluzioni per il rilancio del comparto turistico.

In quest’ottica si innestano diverse attività messe in campo da Bologna Welcome, di concerto con tutti gli attori del territorio.

Sono stati organizzati dei webinar formativi settimanali rivolti agli operatori del turismo che incoraggiano il confronto in preparazione ad accogliere il momento della ripresa; anche il Bologna Convention Bureau - la divisione di Bologna Welcome che si occupa di promuovere la città sul mercato dei congressi e degli eventi – continua le attività di formazione rivolte ai partner associati a cui vengono affiancate delle pillole video in cui lo staff comunica dalla propria postazione lavorativa in smart-working con l’intento di mostrare vicinanza ai propri associati in un momento di difficoltà condivisa.

È stata ulteriormente implementata la comunicazione di crisi con informazioni in costante aggiornamento su tutti i canali dedicati. Relativamente alla comunicazione, se prima dell’insorgere dell’emergenza Covid-19 Bologna Welcome ha sempre rivestito un ruolo di affiancamento e supporto agli operatori, in questo momento di crisi questa assistenza ha assunto una funzione ancora più fondamentale che ha come obiettivo non solo la comunicazione turistica, ma anche quella rivolta alla comunità locale. Con il proposito, quindi, di offrire sostegno a una delle categorie più colpite dalla crisi – quella dei ristoratori – e di proporre contenuti relativi a servizi fruibili dagli stessi cittadini, è stata realizzata una mappatura di tutti i ristoranti che durante il lockdown hanno effettuato consegne a domicilio.

Sono stati creati itinerari virtuali che permettono di visitare la destinazione da remoto – in questa cornice, Bologna Welcome funge da collettore di tutte le iniziative online dedicate agli attrattori del territorio. Questo è stato possibile grazie al coordinamento con le realtà locali che si occupano di turismo (Fiera, Aeroporto, Musei..) e con le istituzioni (Comune di Bologna, Destinazione Turistica Bologna metropolitana e Regione Emilia-Romagna), la cui collaborazione ha garantito un aggiornamento continuo e in tempo reale delle notizie.

3. Quali azioni strategiche e concrete ha messo in atto Bologna Welcome in previsione della ripartenza?

Durante la fase di chiusura, in qualità di coordinatore dei diversi operatori, Bologna Welcome ha messo in atto diverse attività di programmazione e di strategia in vista di una progressiva riapertura delle attività turistiche, che avverrà per gradi e con priorità assoluta la massima sicurezza di operatori e visitatori.

Fin dalle prime fasi dell’emergenza sono stati avviati tavoli di lavoro in coordinamento con la Regione Emilia-Romagna, al fine di individuare linee guida comuni per la comunicazione delle destinazioni nel territorio regionale.
A questi sono affiancati tavoli di lavoro con la Città metropolitana di Bologna, in vista della ripartenza nella Destinazione Bologna metropolitana.

Al suo interno Bologna Welcome ha organizzato tre gruppi di lavoro tematici per lo studio delle modalità di riorganizzazione del lavoro nella “Fase 2” e della riapertura delle attività di accoglienza e promozione turistica. Le macro aree sono distinte in “Accoglienza”, dai punti di contatto alla personalizzazione dell’offerta; “Eventi” per il comparto MICE e “Asset finanziari”, più prettamente amministrativo e legato alla sostenibilità dei modelli futuri.

Il tavolo dedicato al tema dell’accoglienza svilupperà strumenti concreti per dare voce a un nuovo modo di vivere il territorio, in relazione a una ormai diversa modalità di vivere anche il turismo.

In considerazione dei cambiamenti che questa emergenza rende inevitabilmente necessari, si sta studiando una completa riorganizzazione delle modalità di contatto con gli uffici informativi, e delle procedure di prenotazione, accesso e fruizione dei prodotti turistici.

Bologna Welcome sta lavorando insieme a società specializzate in sicurezza per definire un protocollo univoco per la riapertura delle attività degli uffici, delle aree di accoglienza turistica (come gli uffici informativi) e degli attrattori turistici cittadini in gestione a Bologna Welcome.

4. Il futuro di Bologna Welcome e del turismo a Bologna

Tra il 2013 e il 2019 a Bologna capoluogo i turisti sono cresciuti del +46%; mentre in Città metropolitana gli arrivi sono cresciuti del +46%. L’apporto degli stranieri e il loro sviluppo nel tempo sono stati cospicui, con una crescita del +51% sui sei anni che ha portato nel 2019 a un risultato di 747.574 visitatori internazionali a Bologna. La dinamica positiva ha interessato anche il resto del territorio metropolitano, visitato nel 2019 da 1.000.000 di viaggiatori stranieri. Un aumento dei flussi turistici che ha avuto un forte impatto economico, contribuendo alla nascita di nuove attività e posti di lavoro e comportando una crescita rimarchevole – ben oltre il 20% - degli occupati per il complesso delle attività di servizio legate all’ospitalità, ovvero ricettività, ristorazione, tour ed escursioni, guida e interpretazione, trasporti ecc. Nel 2019 si stima che gli occupati equivalenti tempo pieno nel settore turistico fossero 42.900 per l’intera Città metropolitana.

Dopo anni di crescita ci troviamo ora di fronte a un anno diverso, e il 2020 ci porta naturalmente alla necessità di ripensare le strategie e adattare l’offerta turistica in funzione della sicurezza dei viaggiatori potenziali.

Bologna Welcome sta lavorando da diversi anni insieme agli operatori del territorio per potenziare e strutturare un’offerta turistica legata al verde, alla natura e ai cammini, che valorizzi i territori di pianura, di collina e dell’imolese, puntando quindi i riflettori su aree naturali e borghi al di fuori del centro storico e urbano. Aree che in questa nuova fase del turismo possono rivestire un ruolo chiave, generalmente percepite come meno affollate e che rappresentano quindi un potenziale come destinazione a sé stante, offrendo al visitatore che vuole viaggiare in sicurezza delle interessanti alternative al turismo unicamente legato alla città d’arte.

Anche per questo motivo, già da prima dell’inizio della fase di emergenza, abbiamo lavorato a un rilancio del punto informativo dedicato al verde di Bologna e dintorni, il punto eXtraBo in Piazza Nettuno. Oltre a rivedere alcune caratteristiche strutturali per renderlo più fruibile e sicuro in questa nuova fase di distanziamento sociale, ne abbiamo rielaborato l’immagine e la comunicazione, rendendolo ancora più centrale nella promozione di tutte le attività legate all’outdoor, alla natura, alle attività turistiche all’aria aperta e active.

Allo stesso modo, la società sta lavorando per studiare le modalità di ripresa in tutta sicurezza del turismo urbano, in particolare per la fruizione degli spazi, evitando code, scambi di denaro e attività dedicate. Il ruolo della DMO è quello di suggerire e proporre punti di interesse turistici, percorsi e luoghi alternativi e di interesse.

Bologna Welcome si è da tempo dotata di un’unità business intelligence che attraverso un ecosistema digitale e un lavoro di profilazione e CRM è in grado di proporre prodotti turistici personalizzati e adatti agli interessi dello specifico visitatore, offrendo un approccio individuale.

Per quello che riguarda il settore MICE si è immediatamente attivato il Bologna Convention Bureau, che rappresenta un network di oltre 80 operatori di Bologna Città Metropolitana e che ha elaborato una proposta di Protocollo “Bologna, Città Sicura per gli Eventi”, in collaborazione con la divisione eventi e seguendo le linee guida stilate da Federcongressi.

La proposta entra nel dettaglio operativo degli eventi, ipotizzando norme di comportamento condivise e l’adozione di opportuni accorgimenti igienico-sanitari per la graduale ripresa dello svolgimento delle attività congressuali nel rispetto della normativa nazionale in materia di indicazioni igienico-sanitarie atte a prevenire la diffusione del virus Covid-19.

Più in generale il ruolo che Bologna Welcome ricopre, anche e soprattutto in una fase di emergenza come quella che affrontiamo nel 2020, è sempre più quello di una governance turistica, analizzare i dati per non affrettarsi a dare risposte superficiali ma ragionare su come sta cambiando il turismo a livello nazionale ma anche internazionale, con una prospettiva non solo di breve ma anche di medio e lungo termine. Porsi quindi da sintesi tra associazioni di categoria e amministrazione e promuovere il dialogo tra e con gli operatori, per favorire un turismo che lascia ricchezza al territorio e rendendo il nuovo modello sostenibile anche economicamente.

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