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Via della Lana e della Seta

MAP

La Via della Lana e della Seta è un percorso di trekking di 6 giorni che collega le città di Bologna e Prato, unendo la scoperta delle bellezze del territorio montano al grande patrimonio culturale delle due città.

Caratterizzato da architetture medievali e dall’archeologia industriale legata alle lavorazioni tessili, questo itinerario collega due città già accomunate dalla loro storia produttiva: Bologna, la città della Chiusa e dei canali, per secoli capitale della seta; e Prato, la città del Cavalciotto, delle gore e delle gualchiere, capitale del distretto della lana e del tessile.

Partendo da Piazza Maggiore a Bologna si arriva a Sasso Marconi, passando per la Chiusa di Casalecchio di Reno, la più antica opera idraulica in funzione d’Europa e riconosciuta dall’UNESCO “Patrimonio Messaggero di una Cultura di Pace a Favore dei Giovani”, e provando l’emozione di camminare sul ponte sospeso di Vizzano. Ammirando le bellezze naturali del Parco di Montesole si arriva prima a Grizzana Morandi, poi a Castiglione dei Pepoli, rispettivamente la terza e quarta tappa del percorso. La via prosegue attraversando il magnifico Parco dei Laghi di Suviana e Brasimone e incrociando la Badia di Santa Maria a Montepiano fino ad arrivare a Vernio. Da qui si sale il massiccio della Calvana con le sue rare specie di flora e fauna, dove non è raro incontrare cavalli allo stato brado, fino al Poggio Cocolla per poi scendere fino alla Badia di San Salvatore a Vaiano. Una volta a Vaiano, sesta tappa del percorso, la via porta fino a Prato, passando per il Cavalciotto di Santa Lucia, il quale, risalente al XI secolo, è uno dei principali esempi di archeologia industriale d’Italia e componente fondamentale del sistema idrico pratese.

La Via della Lana e della Seta permette di immergersi nelle bellezze naturali dell'Appennino Tosco-Emiliano, ricco di eccellenze e tradizione, e scoprire quanta storia e cultura si nascondono in questo territorio.

Maggiori informazioni: sito ufficiale Via della Lana e della Seta

Piazza Maggiore

Piazza Maggiore

Cuore della città, Piazza Maggiore è il risultato di secolari trasformazioni che la arricchirono via via di importanti edifici: la Basilica di San Petronio, il Palazzo dei Notai, il Palazzo d’Accursio, il Palazzo del Podestà e il Palazzo dei Banchi.

Chiusa di Casalecchio di Reno

Chiusa di Casalecchio di Reno

La più antica opera idraulica d'Europa ancora in funzione e utilizzata in maniera continua e ininterrotta. La Chiusa di Casalecchio è posta quasi alla metà del corso del Reno, cioè a 83 chilometri dalla sorgente e a 128 chilometri da Torre di Primaro, dove il fiume sfocia in Adriatico, dopo aver attraversato le pianure di Bologna, Ferrara e Ravenna.

Ponte di Vizzano

Ponte di Vizzano

Il ponte sospeso attualmente esistente è l’ultimo di una serie di costruzioni che si ipotizzano risalire sino all'epoca romana. 

Parco storico di Monte Sole

Parco storico di Monte Sole

Area protetta dal 1989 si estende su una superficie di circa 6.300 ettari interessando gran parte dell’area coinvolta nell’eccidio del 1944 per opera dei nazifascisti. Ricca di specie floristiche e con fauna diversificata

Lago di Suviana

Lago di Suviana

È uno dei laghi più estesi della regione, formatosi a seguito della costruzione della diga per la produzione di energia elettrica ad opera delle Ferrovie dello Stato Italiane tra il 1928 e il 1932.

Massiccio della Calvana

Massiccio della Calvana

Le sue cime torreggianti offrono la suggestione di un tipico ambiente carsico ricco di grotte, doline e risorgive, riconoscibile per le praterie del crinale. Qui si possono vedere rare specie floreali, esemplari di razza bovina autoctona Calvana e tra la bassa vegetazione tipica di questa zona è possibile incontrare cavalli allo stato brado.

Cavalciotto di Santa Lucia

Cavalciotto di Santa Lucia

Risalente all'XI secolo, è uno dei principali esempi del ricco patrimonio di archeologia industriale di Prato. È lo sbarramento del torrente Bisenzio da cui parte il sistema idrico composto da 53km di gore che attraversano la città e alimentavano gli opifici tessili prima di confluire nel fiume Ombrone.