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F/I - Finalisti Concorso GD4Photoart, vincitore Óscar Monzón

Marc Roig Blesa, Raphaël Dallaporta, Madhuban Mitra & Manas Bhattacharya, Óscar Monzón

Dal: 3/10/2015 - Al: 10/01/2016

MAST. Gallery - Via Speranza, 42 - Bologna

Tel: +39 051 6474345

Data ultimo aggiornamento: 11/01/2016, 09:29

FOTO/INDUSTRIA 2015

FINALISTI CONCORSO GD4PHOTOART, VINCITORE ÓSCAR MONZÓN

MARC ROIG BLESA - RAPHAËL DALLAPORTA
MADHUBAN MITRA & MANAS BHATTACHARYA - ÓSCAR MONZÓN

 
MAST Gallery
3 ottobre 2015 - 10 gennaio 2016

 

Joan Fontcuberta su Óscar Monzón
Óscar Monzón ha conquistato la ribalta internazionale con il progetto Karma, nel quale lanciava sguardi da paparazzo e da pubblicitario sulla cultura dell’automobile. La sua proposta enfatizzava il sortilegio di una tecnologia che agiva simultaneamente come oggetto di desiderio, feticcio e simbolo di potere, ma anche come contenitore di identità e di esperienza.
In Maya, Monzón prosegue la sua personale sociologia visiva, occupandosi ancora di pubblicità e identità come scenari fittizi deformanti la nostra esperienza vitale. Ma in questo caso Monzón sposta i suoi riferimenti critici verso scenografie proprie del cinema di fantascienza: la fantascienza che immagina mondi distopici di moltitudini solitarie e sottomesse al controllo di occhi che tutto vedono. Transeunti che sembrano automi incapsulati nel tempo, rispondono uno dopo l’altro all’appello dei richiami commerciali, gli annunci pubblicitari sono gli altoparlanti di un consumismo che formatta attitudini e comportamenti e, tra le righe, disseminano le patologie della mitologia capitalista: mercantilismo, alienazione e disumanità.
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Lars Willumeit su Marc Roig Blesa
Sin dai suoi albori, la fotografia, oltre che nell’arte e nella scienza, ha svolto un ruolo di primo piano nelle battaglie socio-politiche, documentando circostanze ed eventi. Nella sua accezione umanista, la fotografia ha spesso avuto la forza di imporre la riforma sociale dall’alto, per mano di un attore privilegiato come il fotografo Lewis Hine, anziché dal basso, come risultato di resistenza e rivolta.
Comunque sia, le ultime ricerche sui movimenti di fotografia operaia, un capitolo esplorato solo di recente nella storia della fotografia, hanno chiaramente dimostrato che all’inizio del XX secolo esistevano già prassi alternative e subalterne in ambito non solo europeo.
Il tema della fotografia in relazione al lavoro, alla sua visibilità/invisibilità e all’urgenza di trovare forme contemporanee di attivismo visivo in epoca postfordista è centrale nella prassi artistica di Werker Magazine, un collettivo composto dagli artisti Marc Roig Blesa e Rogier Delfos (in olandese Werker significa lavoratore).
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Francis Hodgson for Raphaël Dallaporta
Raphaël Dallaporta first came to my notice with a series of pictures of antipersonnel mines. Coolly photographed in the style of commercial product-shots, they were accompanied by quiet texts that placed these horrific instruments wholly within the commercial realm. Mines were cheap, effective, and had plenty of variety to suit customers’ needs. Dallaporta had produced a new kind of indictment by catalogue, and in so doing he had established the main lines of his interest: finding evidence in small or relatively small units of the large-scale and specialized industrial activities that mark our time.
Gradually his range expanded. He turned his eye to archaeology, using remote-controlled drones more usually used for warfare. He showed some of the many kinds of knowledge deployed in the construction of a railway. Now, in a project that started as a commission from the Cnes, the French Space Studies Centre, he has made a series on the Symphony project, the joint Franco-German satellite programme.
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Devika Daulet-Singh su Madhuban Mitra e Manas Bhattacharya
Le macchine fotocopiatrici Xerox arrivarono in India all'inizio degli anni settanta. Da allora, per generazioni di studenti la “fotocopia” rappresentò un foglio di carta ambitissimo. Nell'India dell'era pre-digitale, era un modo economico e sostanzialmente unico che permetteva di accedere ai libri disponibili nelle biblioteche, per essere consultati quando necessario. Lavorare con una fotocopiatrice era, e lo è ancora, una piccola attività artigianale diffusa in tutto il paese.
L'onnipresente fotocopia, combinazione delle due parole “foto” e “copia”, non lasciava dubbi sulle sue intenzioni. Quasi sempre violava i diritti della proprietà intellettuale dell'autore ; scarsa, o nessuna importanza, veniva infatti data all'indicazione del copyright riportata nel libro. Nei campus universitari notoriamente si consumavano in fotocopia montagne di libri e appunti delle lezioni. I due artisti, Madhuban Mitra e Manas Bhattacharya appartengono alla generazione per la quale la fotocopia era qualcosa di più di una riproduzione di un pezzo di carta, era l'accesso alla conoscenza a poco prezzo. Il loro primigenio interesse per il problema dell'obsolescenza, con particolare riferimento alla produzione industriale di apparecchi fotografici, si è esteso anche ai modelli ormai superati delle fotocopiatrici importate in India. Le loro fotografie danno vita a una relazione tra la fotocopia e l'immagine fotografica a due livelli.
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La mostra Finalisti Concorso GD4Photoart per la sezione Giovani Fotografi è parte di FOTO/INDUSTRIA 2015, la seconda biennale promossa e organizzata dalla Fondazione MAST con la Direzione Artistica di François Hébel. Quattordici mostre a ingresso gratuito in prestigiose sedi del centro storico e al MAST, dedicate alla fotografia industriale, al lavoro e all’impresa. Curatore Urs Stahel.

 

Maggiori informazioni e aggiornamenti su www.fotoindustria.it

  • Dal: 3/10/2015
  • Al: 10/01/2016

da martedì a domenica 10.00 - 19.00. Chiuso lunedì e 25 dicembre.

Aperto nei giorni 26 dicembre 2015 + 1 e 6 gennaio 2016 dalle 10.00 alle 19.00.

ingresso alla mostra gratuito

Notte Bianca di Foto/Industria: sabato 31 ottobre apertura straordinaria fino alle 24.00

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