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Flaminia Militare

MAP

Costruita oltre duemila anni fa (187 a.C. così come citato da Tito Livio nel XXXIX libro) sui crinali dell’Appennino dai legionari romani del Console Caio Flaminio, collegava le città di Bononia ed Arretium. Dimenticata e semi scomparsa nei secoli, l’antica strada è stata “riscoperta” nel 1979 da Cesare Agostini e Franco Santi, l’uno avvocato, l’altro muratore scalpellino, entrambi di Castel dell’Alpi, ai quali si deve anche l’attuale denominazione desunta da studi compiuti su testi antichi.

Grazie alla passione dei due “archeologi” che, negli anni successivi alla clamorosa scoperta di un tratto di strada in località Monte Bastione, hanno contribuito a portare via via alla luce altri segmenti dell’antica via, oggi la “Flaminia militare” si propone come un affascinante percorso tra storia e bellezze naturali.

L’itinerario proposto prende in considerazione un tratto di circa venti chilometri dell’antica strada che attraversa i comuni di Monzuno e San Benedetto Val di Sambro sino ai confini con la Toscana. Tratto percorribile, con l’ausilio di cartelli segnaletici, su sentieri, strade forestali e, in parte, su tratti di strada romana del tipo “glareata” (oggi la definiremmo stabilizzato) e tratti di basolato (tipica pavimentazione in pietra lavorata, comune nelle città romane) della Flaminia, percorso che non richiede abilità particolari se non la passione di camminare in montagna in un ambiente ancora unico e incontaminato e pieno di valori storici.  Tali particolari sono presenti anche nella parte Toscana essendo questa una strada romana che collega appunto Bologna ad Arezzo, deviando per Fiesole.

Da Bologna, in auto, si raggiunge la località Brento, nel Comune di Monzuno da cui, a piedi, percorrendo il sentiero n. 910 del CAI, si può arrivare, abbastanza agevolmente, sino alla vetta del Monte Adone che, con i suoi 655 metri, è il più alto rilievo del Parco del Contrafforte Pliocenico.

Rientrando verso l’abitato di Monzuno, la seconda tappa del percorso porta a Monte Venere dalla cui sommità (dove sorge un oratorio recentemente restaurato), nei giorni tersi, si può godere un’ampia e affascinante visuale.

Da Montevenere, proseguendo verso sud, la terza tappa consigliata è a Pian di Balestra, località che si estende in un falso piano per circa 3 chilometri, percorsa dalla strada romana. Addentrandosi nel bosco e seguendo poi la strada, si arriva alle falde del Monte Bastione, tappa conclusiva del percorso, dove, oltre al tratto di basolati romani, salendo sulla vetta è possibile ammirare un’antica fortezza o bastione, da cui deriva il nome.

Monte Adone

Monte Adone

Con i suoi 655 metri e le sue torri in perenne erosione causata dagli agenti atmosferici è il più alto rilievo del Parco del Contrafforte Pliocenico

Monte Venere

Monte Venere

Oltre 900 metri di altezza e un panorama che spazia fino alla costa dalmata.

Pian di Balestra

Pian di Balestra

Un tratto pianeggiante che porta i segni degli scavi di una cava, che si ipotizza già in uso ai tempi dei romani.

Monte Bastione

Monte Bastione

Qui sono stati trovati i resti una strada romana in basolati, intatta dopo secoli.