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La città dei primati

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Nella sua storia secolare Bologna ha registrato una serie di primati che la confermano città straordinariamente avanzata, vivace e feconda dal punto di vista culturale, sociale, giuridico, economico e politico.

A cura di Le Guide d’Arte - www.guidedarte.com

Un grande palazzo, una grande storia - Piazza Maggiore, 6

Un grande palazzo, una grande storia - Piazza Maggiore, 6

Palazzo d’Accursio, da sette secoli sede del Governo della città e oggi del Comune di Bologna, costituisce il secondo palazzo più grande d'Europa che ospiti la sede di un governo cittadino. Sulla facciata, domina la statua di Gregorio XIII, papa bolognese, primo e unico riformatore del calendario romano.  Il nuovo calendario, che perciò viene detto gregoriano, entra in vigore dal 1582 in tutto il mondo occidentale. All’interno del cortile d’onore di Palazzo d’Accursio è affissa una lapide che cita le parole accorate e toccanti del Liber Paradisus, il provvedimento di liberazione dei servi della gleba.

La Repubblica dei Notai - via de' Pignattari 1

La Repubblica dei Notai - via de' Pignattari 1

Piazza Maggiore è dominata dalla mole severa del Palazzo dei Notai. Si tratta dell’unico palazzo dei Notai esistente al mondo. Risale al XIII secolo ed è la testimonianza dello straordinario ruolo politico che rivestono le corporazioni nella Bologna medioevale. Quella dei Notai rappresenta la compagine più ricca e più potente fino a diventare, nel Duecento, una sorta di classe di governo. L’importanza di questa corporazione è attestata dalla presenza sul sagrato della Basilica di S. Domenico della tomba di Rolandino de’ Passeggeri, caso unico di tomba monumentale che celebri un notaio. Rolandino è anche uno dei quattro notai che redigono il Liber Paradisus, primo provvedimento in Europa che sancisce, per legge, la liberazione dei servi della gleba.

La misura del tempo - Piazza Maggiore

La misura del tempo - Piazza Maggiore

Bologna è considerata, fin dal Medioevo, una delle capitali mondiali della misura del tempo. Già nel XV secolo si dota di uno dei primi orologi astronomici costruiti in Europa: uno stupefacente meccanismo i cui automi in legno sono conservati oggi all’interno delle Collezioni Comunali d’Arte. La Basilica di S. Petronio custodisce una meridiana realizzata dal celebre astronomo Giandomenico Cassini. Destinata a segnare il mezzogiorno locale, rappresenta - con quella di S. Maria degli Angeli a Roma, di cui fu modello ispiratore - l’unico vero esempio di meridiana all’interno di una chiesa. Con i suoi 67,5 m. è la meridiana più lunga del mondo.

Il ripostiglio di S. Francesco - via Archiginnasio, 2

Il ripostiglio di S. Francesco - via Archiginnasio, 2

Nel 1877 durante alcuni scavi effettuati in Piazza Francesco viene scoperto un enorme vaso in terracotta contenente quasi 15.000 pezzi in bronzo per un peso totale di quasi 15 quintali: asce, spade, rasoi, morsi equini, cuspidi di lancia, fibule, frammenti di vasi di lamina e di cinturoni, strumenti da lavoro, metallo grezzo, pani di bronzo, pezzi frammentati e residui di fusione. Questo grande deposito, ribattezzato il ‘ripostiglio di S. Francesco’, poi datato al VII secolo a.C., costituisce il più grande rinvenimento relativo all’età del Ferro avvenuto in Europa. Gli oggetti di questo straordinario ritrovamento si possono ammirare all’interno della sezione villanoviano-etrusca del Museo Civico Archeologico.

Archiginnasio: stemmi e libri - piazza Galvani, 1

Archiginnasio: stemmi e libri - piazza Galvani, 1

Nel 1563, lo Studium, l’antica università, trova la propria sede nel palazzo dell’Archiginnasio che lo ospita sino alla fine del ‘700. Il palazzo conserva ancora oggi la testimonianza autentica di un vero e proprio crogiuolo di ‘nationes’: quasi 6.000 stemmi di studenti provenienti da tutt’Europa decorano ogni angolo dei loggiati, delle pareti e delle sale dell’edificio. Si tratta del più grande complesso araldico murale esistente all’interno di un edificio. Il palazzo dell’Archiginnasio ospita anche il Teatro Anatomico: fra i numerosi teatri anatomici presenti nelle antiche scuole di medicina d’Italia, assieme a quello di Padova è la più importante sala antica di dissezione. Il palazzo ospita oggi la Biblioteca Comunale dell’Archiginnasio che detiene a sua volta un primato: con il suo patrimonio librario di oltre 1.700.000 volumi è la biblioteca municipale più grande d’Italia.

Città Creativa della Musica Unesco - via Orefici e Caprarie

Città Creativa della Musica Unesco - via Orefici e Caprarie

Lungo il marciapiede una serie di stelle nello stile di ‘Walk of Fame’ ricorda i nomi dei grandi protagonisti del jazz degli anni ’50, ’60 e ’70: Duke Ellington, Miles Davis, Chet Baker ecc. Erano questi gli ospiti del grande Festival internazionale del jazz che si svolgeva ogni anno a Bologna tra gli anni ’50 e gli anni ’70. La tradizione del jazz a Bologna è testimoniata dalla presenza della ‘Doctor Dixie Jazz Band’, la jazz-band più longeva del mondo, fondata nel 1952. La cultura del jazz è espressione contemporanea della secolare tradizione musicale di Bologna che ha ancora oggi nel Teatro Comunale, nel Conservatorio G. B. Martini, nel Museo Internazionale della Musica e nella Sala Mozart dell’Accademia Filarmonica i luoghi principali. Nel 2006 l'Unesco dichiara Bologna Città Creativa della Musica. E' l'unica città italiana ad avere ricevuto questa prestigiosa attestazione.

Foto ©Rocco Casaluci

Torri, torri e ancora torri!! - piazza Porta Ravegnana

Torri, torri e ancora torri!! - piazza Porta Ravegnana

La Torre Asinelli e la Garisenda sono, insieme al Nettuno, il monumento simbolo di Bologna. Si conservano tuttavia, ancora oggi, all’interno di quella che fu la cerchia muraria duecentesca, oltre venti torri medioevali: Torre Prendiparte (nei pressi della Cattedrale di S. Pietro), Torre degli Alberici (vicino alla Loggia della Mercanzia), Torre Galluzzi (all’interno dell’omonima Corte), Torre Conoscenti (all’interno del Museo Medioevale), Torre Uguzzoni (all’interno dell’ex ghetto ebraico) solo per citarne alcune. Bologna supera così, per numero di torri ancora esistenti, addirittura la celebre S. Gimignano ed è, nell’ambito delle antiche città turrite medioevali, quella che ne conserva il numero più elevato. Anche le Due Torri costituiscono un primato: la torre Asinelli, con i suoi 97 metri, rappresenta la più alta torre medioevale esistente e la torre Garisenda con un’inclinazione di 4 gradi è la torre più pendente in Italia.

Alma Mater Studiorum - via Manzoni, 4

Alma Mater Studiorum - via Manzoni, 4

Convenzionalmente si fa risalire la nascita dell’Università di Bologna all’anno 1088. Si tratta della prima università fondata in Europa, prima di quelle di Oxford, Parigi e Cambridge. Nei primi secoli di storia dello Studium, l'ateneo non ha una sede fissa; c'è piuttosto un vivace coacervo di luoghi dove i celebri maestri di diritto e delle arti liberali tengono lezione. Il primato dell’antichità dell’ateneo è testimoniato dalle prestigiose tombe dei dottori del Museo Civico Medioevale, le quali ci restituiscono, nelle scene di maestri in cattedra e studenti a lezione, uno spaccato schietto, vivace ed autentico della quotidianità universitaria nel Medioevo. 

Sulle onde dell’elettricità - via IV Novembre, 7

Sulle onde dell’elettricità - via IV Novembre, 7

Qui si trova la casa natale di Guglielmo Marconi. Sulla targa presente sulla facciata si legge: "Qui nacque Guglielmo Marconi che su le onde della elettricità primo lanciò la parola senza ausilio di cavi e di fili ...". Per questa straordinaria scoperta Marconi riceve nel 1909 il primo premio Nobel alla fisica mai conferito a un italiano. Testimonianza del suo lavoro è il Museo Marconiano, nella villa Griffone a Sasso Marconi, casa paterna e residenza estiva, dove il fisico mette a punto il sistema di telegrafia senza fili che diffonderà poi nel mondo (www.fgm.it). L'eccezionale intuizione di Marconi affonda le sue radici nella grande tradizione bolognese di studi sull’elettricità, che trova il suo capostipite in Luigi Galvani. I suoi esperimenti e materiali, che condurranno alla scoperta dell'elettrofisiologia, sono esposti all'interno dell'itinerario storico-scientifico dei Musei di Palazzo Poggi.

Foto Archivio FGM

Chilometri di portici - Porta Saragozza

Chilometri di portici - Porta Saragozza

Il portico del Pavaglione, il portico della Morte, il portico dell’Annunziata, il portico dei Servi, il portico della Banca d’Italia, il portico di Canton de’ Fiori, il portico della Certosa, il portico degli Alemanni, il portico di S. Giacomo: sono alcuni tratti celeberrimi della sequenza di oltre 40 km di portici che si snoda per la città e che fa di Bologna la città con più portici al mondo. L’origine di questo primato è essa stessa un primato storico-urbanistico: l’obbligo, unico in Europa, stabilito dalla legislazione urbanistica del 1288 di dotare di portico tutti gli edifici, case e palazzi. Inoltre questo primato ne comprende un altro: quello del portico più lungo del mondo. Si tratta del portico di S. Luca che, partendo da Porta Saragozza, si snoda ininterrottamente, tra il percorso in pianura e il tratto in collina, per quasi 4 km, fino a raggiungere il Santuario della Beata Vergine di S. Luca.

Foto Portici ©Luciano Leonotti