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I portici di Bologna

Candidati a “patrimonio dell’umanità” Unesco rendono la città felsinea unica al mondo. Giochi di luci e ombre, profonde prospettive architettoniche, colonne e capitelli sempre diversi regalano immagini di una realtà urbana affascinante e insolita.

Estratti dai testi di Francesco Ceccarelli - Università di Bologna

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Die Arkaden von Bologna   Les Arcades de Bologne   Pórticos de Bolonia   БОЛОНСКИЕ ПОРТИКИ  

The porticoes of Bologna in Japanese   博洛尼亚的 长廊   


Piazza Maggiore e la sede della antica Università

Piazza Maggiore e la sede della antica Università

Piazza Maggiore presenta edifici porticati lungo tre lati del grandioso invaso realizzato a partire dal XIII secolo. Sul lato occidentale le arcate gotiche  del Palatium Bladi. Sul lato nord il portico del bentivolesco palazzo del Podestà. A est il portico dei Banchi su disegno di Jacopo Barozzi (il Vignola) a partire dal 1565. Dopo il portico dei Banchi troviamo il portico dell’Ospedale della Morte a cui si affianca il portico dell’Archiginnasio, sede dell’università negli anni della Controriforma.

Piazza Santo Stefano

Piazza Santo Stefano

Una suggestiva sequenza di portici tardo medievali e rinascimentali costeggia i due lati della via Santo Stefano in corrispondenza del trivio di origine medievale dominato dal complesso religioso omonimo. Lungo il lato a ovest, troviamo per primo il porticato del palazzo Bolognini Amorini (nn. 9-11), seguito poi dalla casa Bianchi, al n. 13. Seguono poi gli edifici oggi noti come case Tacconi, dove spicca la facciata tardo quattrocentesca in forma di arco trionfale, al n. 15, ispirata a modelli ferraresi, e quindi il fronte delle case già Beccadelli, dalle particolari colonne spiraliformi in laterizio. Sul versante orientale della piazza si può ammirare, al n. 18, il portico rinascimentale di palazzo Isolani, realizzato dal fiorentino Pagno di Lapo Portigiani.

Il Conservatorio del Baraccano - Via Santo Stefano 119

Il Conservatorio del Baraccano - Via Santo Stefano 119

Tra i portici rinascimentali bolognesi si distingue per le sue qualità formali il portico del Conservatorio delle Putte del Baraccano, dall’ampio loggiato di età bentivolesca, impostato su maestose colonne in macigno con il fusto impreziosito da un elegante disco modanato.

Strada Maggiore

Strada Maggiore

Lungo Strada Maggiore, che ricalca in gran parte il tracciato della via Aemilia inframuraria, troviamo alcuni dei più singolari esempi di portici monumentali dell’intera città. Di notevole interesse è il porticato sul fianco settentrionale della basilica di Santa Maria dei Servi, avviato nella seconda metà del XIV secolo forse su disegno di Antonio di Vincenzo. Sempre sul versante sud della strada, al n. 19 lo slanciato portico ligneo (alto oltre 9 metri) della casa Isolani uno degli esempi meglio conservati di portico tardo medievale, restaurato nel 1877. Altrettanto particolare è il portico  all’ingresso della chiesa di San Bartolomeo, adiacente alle due torri, che sfrutta il loggiato di palazzo Guastavillani, i cui pilastri presentano decorazioni rinascimentali in arenaria.

L’area del Carrobbio di Porta Ravegnana

L’area del Carrobbio di Porta Ravegnana

Del medievale foro dei Mercanti nelle adiacenze della Porta Ravegnana sopravvive solo una parte degli edifici porticati, sebbene fortemente restaurati o addirittura in larga parte ricostruiti. Lo spazio irregolare è dominato dalla Loggia della Mercanzia (1384), capolavoro dell’architettura tardogotica dal maestoso portico con ampie volte a crociera rette da pilastri polistili. Sullo slargo si elevano anche i portici lignei delle case Seracchioli, frutto di una reinvenzione stilistica del secolo scorso (1928), per conferire al contesto ambientale un carattere neogotico.

Foto Carlo Pelagalli

San Giacomo Maggiore e Via Zamboni

San Giacomo Maggiore e Via Zamboni

Lungo la via Zamboni si susseguono architetture porticate che anticamente erano residenze nobiliari o strutture religiose e oggi ospitano strutture universitarie e altre istituzioni pubbliche. Dopo la piccola piazza di San Donato si incontra il neoclassico palazzo Malvasia che presenta eleganti soluzioni porticate sviluppate in diverse epoche. Seguono poi i portici tardo rinascimentali del palazzo Magnani, architettato da Domenico Tibaldi e le arcate tuscaniche del portico di palazzo Malvezzi. Sul lato opposto della via, dopo il maestoso portico cinquecentesco di palazzo Malvezzi de Medici, si estendono le 35 campate del portico rinascimentale della chiesa di San Giacomo Maggiore.[...]

Foto Adriana Verolla

I portici lignei di Via Marsala

I portici lignei di Via Marsala

Lungo la via Marsala, tra le vie Oberdan e Piella, si possono ammirare i portici lignei della casa Grassi (che originariamente presentava un loggiato di lunghezza doppia di quella attuale) e delle antistanti case Boncompagni, che esemplificano l’architettura domestica bolognese duecentesca interpretata alla luce della cultura di fine Ottocento.

Il portico commerciale di Via dell’Indipendenza

Il portico commerciale di Via dell’Indipendenza

Con l’apertura del tracciato di via dell’Indipendenza (1888), si afferma una nuova tipologia di portico a destinazione prevalentemente commerciale. I nuovi edifici progettati lungo l’asse stradale che unisce Piazza Maggiore alla nuova stazione ferroviaria e poi lungo le vie Rizzoli e Ugo Bassi, sono occasione per definire spazi moderni che si contrappongono alle strutture dei portici più tradizionali ritenuti pericolosi o poco salubri. L’altezza e la larghezza dei portici aumentano, e il loro disegno si riallaccia a modelli neorinascimentali o neogotici, con inserzioni di gusto floreale, come nel caso del portico della palazzina Majani di Augusto Sezanne al n. 4 .

Foto Di Grinza

I portici residenziali popolari di Via Santa Caterina

I portici residenziali popolari di Via Santa Caterina

In alcune zone della espansione trecentesca della città sono ancora ben conservati lunghi percorsi porticati realizzati sulla base di piani di lottizzazione monastici. Li troviamo, tra l’altro, lungo le vie di Mirasole, Tovaglie e Solferino, di San Leonardo, Centotrecento e Santa Caterina.
Lungo quest’ultima strada si può osservare un’architettura del portico ridotta ai minimi termini, priva di arcate, ma sviluppata attraverso strutture architravate, funzionale alle attività produttive e artigianali che vi si svolgevano.

Il portico di San Luca

Il portico di San Luca

Lungo le vie Saragozza e di San Luca, si snoda il portico di San Luca, costruito tra XVII e XVIII secolo come percorso devozionale coperto per raggiungere il santuario mariano della Vergine di San Luca a partire dalla tribuna iniziale (il cosiddetto “arco Bonaccorsi”) posto al limite fisico della città murata.
Il portico, lungo 3796 metri e intervallato di 15 stazioni di pellegrinaggio, fu edificato nella seconda metà del XVII secolo (a partire dal 1674) su progetto di Gian Giacomo Monti ed è composto di due parti distinte, un tratto di pianura (1520 m) e uno di collina (2276 m. completato solo ai primi del Settecento sotto la direzione di Giovanni Antonio Conti) raccordati dall’arco del Meloncello, realizzato da Carlo Francesco Dotti nel 1732.