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Bologna British

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Attratti dal fascino dell'antico, gli inglesi giungono in Italia fin dai tempi delle Crociate. Bologna città universitaria e città della musica continua ad essere visitata anche durante il Cinquecento dopo la frattura fra chiesa cattolica e chiesa anglicana. Nel Settecento e nell'Ottocento ogni gentiluomo borghese nel tour in Italia è irretito dalle bellezze artistiche, naturali e culinarie che la città offre.

Palazzo Re Enzo - Piazza Nettuno, 1

Palazzo Re Enzo - Piazza Nettuno, 1

La cappella di Santa Maria dei Carcerati fu costruita nel 1371 come luogo di rifugio spirituale per i carcerati condannati a morte. Al suo interno è stato realizzato nel 2003 un grande wall drawing dall'artista inglese David Tremlett (1945), che ha acquistato fama mondiale grazie a questo particolare mezzo espressivo: il wall drawing a pastello è una tecnica che permette di coprire enormi superfici attraverso pigmenti stesi a mano. Le polveri colorate sono infatti in grado di tingere grandi spazi con esigue quantità. L'artista, affascinato dalla nuda semplicità del luogo e dalla sua storia, volle rispettare la sensazione di silenzio e raccoglimento, lasciando alla cappella un'atmosfera sospesa che contrasta con il clamore della piazza.

Museo Internazionale e Biblioteca della Musica - Strada Maggiore, 34

Museo Internazionale e Biblioteca della Musica - Strada Maggiore, 34

Nella quadreria raccolta da Padre Giovanni Battista Martini troviamo il ritratto attribuito a Sir Joshua Reynolds di Charles Burney, copia di quello conservato alla National Gallery di Londra: il musicologo inglese incontra Padre Martini a Bologna nel 1770, durante una delle tappe di studio in Europa per la redazione della sua opera in quattro volumi, A General History of Music (1777-1789). Thomas Gainsborough ritrae Johann Christian Bach (1776), figlio del famoso compositore tedesco Johann Sebastian. Di Pietro Benvenuti è il Ritratto di Lord John Fane Burghersh (1784 – 1859), conte di Westmoreland, militare e diplomatico.

Museo Davia Bargellini - Strada Maggiore, 44

Museo Davia Bargellini - Strada Maggiore, 44

Nato nel 1924, questo museo d’arte industriale, conserva una coppia di vasi Wedgwood (Sala 6) in ceramica inglese della fine del XVIII secolo. Nello Staffordshire, regione ricca di carbone e d'argilla, nasce il genio imprenditoriale di Josiah Wedgwood, fondatore di una fabbrica di ceramiche che inaugura la nuova stagione della produzione industriale delle arti applicate, introducendo nel mercato un'alternativa alla costosa porcellana e alla maiolica. I vasi esposti, provenienti dalla collezione del marchese Rusconi, presentano il tipico gres creato dalla fabbrica inglese; ispirato al biscuit di Sevrès, poteva assumere varie tonalità di colore, in questo caso l'azzurro, chiamato da Wedgwood “diaspro”

Palazzo dell’Archiginnasio - Piazza Galvani, 1

Palazzo dell’Archiginnasio - Piazza Galvani, 1

Sede dell'Università fino al 1803, il palazzo ospita oggi la prestigiosa Biblioteca comunale con un patrimonio di oltre 800.000 opere. La ricchissima decorazione araldica include stemmi e memorie di studenti e professori inglesi dello Studium, visibili nelle sale della biblioteca al piano superiore.

Chiesa di San Salvatore - Via Volto Santo, 1

Chiesa di San Salvatore - Via Volto Santo, 1

La chiesa conserva i resti dell'antica cappella dedicata agli studenti inglesi iscritti all'Università di Bologna, che verso il XII secolo si erano stabiliti nelle sue vicinanze. Tra loro Thomas Beckett, futuro arcivescovo di Canterbury. Dopo il suo barbaro assassinio nel 1171, il santo fu eletto patrono della nazione inglese a Bologna e il cardinale Ildebrando gli dedicò l'altare di San Salvatore. Nel polittico Incoronazione della Vergine (1353), uno dei capolavori di Vitale da Bologna, San Thomas Beckett è ritratto in abiti vescovili mentre invoca la protezione su un religioso ai suoi piedi.

photo di Hugues-Olivier Brillouin

Palazzo Belloni - Via de’ Gombruti, 13

Palazzo Belloni - Via de’ Gombruti, 13

Giacomo III Stuart fu l’unico sovrano inglese a scegliere ripetutamente Bologna come sede della sua corte. Lo ospitò il marchese Belloni. Nella sua casa una scala, costruita su progetto di Giuseppe Antonio Torri, venne decorata di statue e di affreschi proprio in occasione del soggiorno a Bologna di Giacomo III Stuart, pretendente al trono d'Inghilterra, nel 1717. Le statue in arenaria di Ercole e Orfeo sono di Andrea Ferreri. Giacomo Stuart lodò più volte la bellezza del palazzo, diffondendone la fama anche in patria.

Il rifugio del Pellegrino, Via Ugo Bassi, 7

Il rifugio del Pellegrino, Via Ugo Bassi, 7

L'hotel del Pellegrino, non più esistente, fu uno dei più famosi fra Sette e Ottocento, e particolarmente amato dai turisti inglesi. Ospitò capi di stato, personaggi facoltosi e letterati. Fu reso celebre soprattutto dai soggiorni di Lord Byron (1788-1824), che nel 1817, dopo aver abbandonato la moglie e il suo paese, giunse in Italia, dove scrisse il Pellegrinaggio del Giovane Aroldo, opera semi-seria in versi sulle vicissitudini di un giovane ricco. Il proprietario volle ricordare il passaggio del poeta inglese con una lapide e un testo dettato da Giosuè Carducci.

Museo Civico Medievale - Via Manzoni, 4

Museo Civico Medievale - Via Manzoni, 4

Il museo custodisce un anello anglosassone (sala 5), ritrovato presso il fiume Reno alle porte di Bologna e risalente probabilmente al IX secolo, esempio unico di oreficeria longobarda.  Il colore scuro è dovuto alla tecnica di lavorazione, il niello: il metallo veniva inciso e riempito di volta in volta con rame, argento piombo e zolfo; una volta raffreddato, veniva levigato per far risaltare il disegno nero, bruno o grigio ottenuto. Nella sala 7 un piviale inglese della prima metà XIV secolo rappresenta una delle rare testimonianze in Italia di opus anglicanum, un  ricamo in seta e oro prodotto in Inghilterra a partire dal XIII secolo.

Cineteca di Bologna - Via Riva di Reno, 72

Cineteca di Bologna - Via Riva di Reno, 72

Dal 1999 la Cineteca è impegnata nel restauro e nella diffusione dell’opera di Charlie Chaplin. Questo lavoro minuzioso, voluto dagli eredi, consiste nel complesso restauro della sua opera cinematografica e nella digitalizzazione e catalogazione dell'archivio cartaceo. Il sito ufficiale del catalogo on-line Charlie Chaplin Archive racconta l'intera carriera di artista e cineasta dell'indimenticabile artista inglese.

MAMbo - Via Don Minzoni, 14

MAMbo - Via Don Minzoni, 14

Considerato uno degli scultori più significativi della sua generazione, Tony Cragg (Liverpool, 1949) si è concentrato negli ultimi anni sul tema della trasparenza, per cui utilizza vetro, bronzo, cera, legno e pietra colorata. Collocato all’interno del percorso Morandi, Eroded Lanscape, mostra l’idea della fisicità effimera. Altro nome importante presente nelle collezioni del MAMbo - esposte a rotazione - è il londinese Jesse Ash (Londra, 1977).

Certosa di Bologna - Via della Certosa, 18

Certosa di Bologna - Via della Certosa, 18

Dal porticato di fronte all'ingresso si accede al Chiostro anglicano con tombe dei primi anni dell'Ottocento dalla  simbologia ermetica: il sarcofago classico, il caduceo di Mercurio, l'uroboro (serpente che si morde la coda), la porta dell'Ade. Fa da sfondo scenografico al chiostro il monumento al Barone Strick. Il monumento, progettato da Ercole Gasparini nel 1810, è realizzato in scagliola dipinta, a mo' di catafalco: sopra poggiano due figure, una donna in atteggiamento dolente e un giovane vestito all'antica. Sulla lapide al centro è scritto I credenti in Cristo passeranno dalla morte alla vita.