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Pier Paolo Pasolini

Bologna (BO)

Data ultimo aggiornamento: 18/05/2016, 10:56

PIER PAOLO PASOLINI

Bologna 05-03-1922 - Ostia (Roma) 02-11-1975


Il 2 novembre ricorre l'anniversario della morte di Pier Paolo Pasolini, avvenuta per mano assassina all'Idroscalo di Ostia il 2 novembre 1975. Un omicidio che ha privato l'Italia e il mondo di un  intellettuale poliforme (poeta, narratore, saggista, cineasta e drammaturgo), uno tra  i più acuti e profondi  indagatori del nostro tempo.
 
Bologna deve molto a Pier Paolo Pasolini. Qui  è nato  il 5 marzo 1922, in via Borgonuovo.
Qui sono stati gli anni della sua formazione scolastica (frequentò il Liceo Galvani) e dell'Università (laurea in Lettere). Nel 1955 fonda e dirige, assieme a Francesco Leonetti e Roberto Roversi, la rivista Officina.
 
Trasferitosi a Roma negli anni Cinquanta (dove inizia a lavorare come sceneggiatore cinematografico e debutta nella regia nel 1961 con  Accattone) Pasolini ritorna più volte nella sua città natia, anche per dirigere la scena conclusiva di Edipo Re (1967), in Piazza Maggiore, e alcune scene,  girate a Villa Aldini, del suo ultimo film, Salò o le 120 giornate di Sodoma (1975). Da non dimenticare anche l'intervista alla squadra del Bologna dello scudetto per il suo Comizi d'amore (1964).
 
A Bologna, dal 2003, si trova la vasta documentazione internazionale sull'opera e la figura intellettuale di Pier Paolo Pasolini e precisamente negli spazi della Biblioteca "Renzo Renzi" della Fondazione Cineteca di Bologna, dove sono conservati più di 1200 volumi, oltre ad un archivio di fotografie, audiovisivi, riviste, cataloghi, ritagli stampa, tesi di laurea, documenti audio, registrazioni di convegni, dibattiti, interventi e programmi radiofonici.
 
Un'imponente documentazione raccolta e conservata grazie all’iniziativa dell'attrice Laura Betti (nata vicino a Bologna, a Casalecchio di Reno), già fondatrice dell’Associazione Fondo Pier Paolo Pasolini la cui diretta emanazione è proprio il Centro Studi - Archivio Pier Paolo Pasolini di Bologna.  In seguito alla morte di Laura Betti (2004), per volontà del fratello Sergio Trombetti accanto al Fondo Pasolini c'è anche la "Donazione Betti", comprendente fotografie, testi e oggetti personali che documentano l'estroso itinerario artistico della grande attrice bolognese.