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Giorgio Morandi

Bologna (BO)

Data ultimo aggiornamento: 18/05/2016, 10:56

GIORGIO MORANDI

 Il grande pittore delle nature morte e dei paesaggi di Grizzana è nato a Bologna nel 1890 e qui è morto nel 1964.
A Giorgio Morandi è dedicata la più ampia e rilevante collezione pubblica nel Museo Morandi, che da circa un anno è trasferito temporaneamente nella sede del MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna, in via Don Minzoni 14, per consentire i lavori di ripristino all'interno di Palazzo d'Accursio dove ha avuto sede sin dalla sua inaugurazione, nel 1993.
Il Museo Morandi nasce a seguito di una cospicua donazione da parte della sorella dell'artista Maria Teresa Morandi, unita ad un importante gruppo di opere già presenti nel patrimonio della Galleria d'Arte Moderna di Bologna.
 
Per approfondire la conoscenza di Giorgio Morandi si consiglia una visita anche a Casa Morandi,  la dimora-studio dove il maestro bolognese ha vissuto e lavorato dal 1910 al 1964, in via Fondazza, 36 a Bologna. I vasi, le bottiglie, le conchiglie e i modelli di studio hanno ritrovato il loro posto nell'atelier e nel ripostiglio, ricostruiti per apparire così come erano ai tempi in cui viveva l'artista.
 
Diplomatosi all'Accademia di Belle Arti di Bologna nel 1913, la formazione di Giorgio Morandi si basa sullo studio dei grandi maestri, da Giotto a Piero della Francesca, da Chardin a Corot, fino a Cézanne. Fin dagli esordi Morandi predilige come soggetti delle sue opere paesaggi, nature morte e fiori, che costituiranno i temi essenziali di tutta la sua opera.
 
Dal 1930 al 1956 insegna Tecniche dell'Incisione all'Accademia di Belle Arti di Bologna, realizzando in questi anni la maggior parte delle sue acqueforti. Soltanto in età matura si dedica invece con continuità all'acquerello.
Pur non allontanandosi quasi mai da Bologna e da Grizzana, il borgo appenninico dove usa trascorrere ogni estate, la sua fama comincia a crescere e a varcare le mura della città e l'affermazione giunge nel 1948 con il Primo Premio per la Pittura alla Biennale di Venezia, a cui fanno seguito due primi premi alle Biennali di San Paolo del Brasile nel 1953 e nel 1957, rispettivamente per l'incisione e per la pittura e il Premio Rubens conferitogli dalla città di Siegen nel 1962.

 
Dal 1964 riposa nel Cimitero monumentale della Certosa (Campo Carducci - Muro di cinta lungo il canale), in un Monumento progettato da Leone Pancaldi e ornato dal ritratto eseguito da Giacomo Manzù.