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Museo Storico della Tappezzeria "Vittorio Zironi"

c/o Villa Spada, Via di Casaglia 3, 40135 Bologna (BO)

Tel: +39 051 2193916 - 2193930

Riferimento mappa: M-9

Data ultimo aggiornamento: 05/09/2016, 14:10

La raccolta dei reperti oggi esposti nel Museo Storico e Didattico della Tappezzeria inizia nel 1946 a cura del bolognese Cav. Vittorio Zironi.  Il 6 Novembre 1966 venne ufficialmente inaugurata la prima sede del Museo dall'on. Elkan in via Barberia. Però, in seguito all'aumentare del patrimonio museale e alla necessità di altri spazi per l'esposizione dei materiali, si decise di trasferire la collezione nell'odierna sede di Villa Spada (che nel frattempo era stata interessata da un ampio restauro) di cui il Comune era proprietario fin dal 1964. Il Museo rappresenta un patrimonio artistico di rara importanza. Sebbene un tempo annoverato con accenti riduttivi tra le arti minori, proprio questo Museo ha fino ad ora contribuito a risvegliare lo studio e la ricerca nel settore delle stoffe e a evidenziare l'importanza di quest'attività artistica e di quelle ad esse collegate. L'aspetto fondamentale del Museo, oltreché quello di essere uno spazio espositivo con finalità didattiche, è anche quello di risultare una fucina di proposte, di studio e di analisi per l'artigianato in generale ed in particolare per la tessitura e la tappezzeria. Il Museo oggi raccoglie oltre seimila reperti. L'esposizione è composta da tessuti italiani, tessuti del medio ed estremo oriente ed extraeuropei in generale. Trine, merletti, ricami, paramenti, frange e fiocchi e ancora accessori ed attrezzi per tappezzieri (macchine da cucire, borchie fuse...) sono esposti sui tre piani della Villa.
Interessante, al piano terra, è anche la raccolta di francobolli sull'arte tessile emessi da tutti i paesi del mondo. Annessa è anche una biblioteca (ed una fototeca) che conserva un innumerevole patrimonio librario sulla tessitura di tutto il mondo. Degna di menzione, è anche la raccolta di fregi di cartapesta dipinta che servivano per adornare le chiese più povere di decorazioni e di affreschi durante le cerimonie dal 1700 circa fino alla metà di questo secolo: oggi purtroppo quest'arte si sta perdendo, sia perché sono ormai pochi quelli in grado di realizzare queste creazioni sia perché l'usanza è venuta meno. Nella Villa è funzionante anche un avanzato Centro di Restauro dei Tessuti Antichi dotato di apparecchiature e mezzi di avanguardia dove vengono restaurati arazzi, tessuti in genere, parietali, tappeti.... Il laboratorio restaura, con studi e catalogazioni, opere di Enti e privati oltre a provvedere al riordino della collezione del museo della Tappezzeria.

Tra i pezzi di particolare vanno ricordati: il piviale indossato da Papa Giovanni XXIII quando era Nunzio Apostolico a Parigi; lampasso in seta ed argento degli Anni Trenta con bordura e riporti ricamati in oro; pianeta, stola e manipolo del sec. XVII opera del monachesimo bizantino indossato anche da Papa Giovanni XXIII in occasione di celebrazioni ufficiali durante la Sua permanenza a Costantinopoli. Un altro pezzo significativo è una figura orante in lino e lana dal Faim pre-islamico (sec. VI d.C.).

Tra le tappezzerie, oltre ai damaschi bolognesi, ricordiamo un broccatello in seta finemente lavorato che serviva a coprire le sacre immagini cristiane in Santa Sofia di Costantinopoli (1650), prima che il tempio cristiano fosse trasformato in moschea (1650 d.C.). Tra le attrezzature da tappezzeria, si può ammirare un telaio originale del 1380 d.C. per la lavorazione dei galloni e dei cordoni. Inoltre: un lampasso del sec. VII dall'altare d'oro di S. Ambrogio a Milano; un grande telaio lombardo del sec. XVII; il baldacchino della Madonna di S. Luca in moire verde del 1870; 50 stendardi delle Compagnie delle Arti (si ricordano quelli degli orafi, spadai, pescatori, pellacani, calzolai, tre arti, legnaioli, cappellari fabbri, macellai, sarti, cordaioli, muratori, rasai); una raccolta di borchie fuse e cesellate dal 1400 al 1800; una notevole collezione di tessuti copti dal III al VII secolo; stoffe turche, ricami dell'Aemilia Ars, un Kaftan in seta broccato in oro zecchino del sec. XVIII; la misura in ferro del braccio bolognese (lungo 64 cm.) in uso nella zona fino agli inizi del 1900. Una sala infine è interamente dedicata alla più moderna produzione che si avvale delle ricerche più avanzate della chimica. i filati sintetici dimostrano come i disegni degli antichi artefici possano essere ripresi e tradotti dai procedimenti meccanici attuali con uguale efficacia, contribuendo così ad una sempre maggiore diffusione di un'arte tanto bella

intero € 5.00; ridotto € 3.00 ragazzi tra i 15 e 18 anni, anziani oltre i 60, studenti universitari e gruppi di studenti con accompagnatori. Gratuito per i minori di 14 anni

 

TEMPORANEAMENTE CHIUSO

sabato e domenica: 9 - 13 e  15 - 19
Chiuso dal lunedì al venerdì, gennaio, febbraio e agosto. (è fatta eccezione per eventi organizzati, aperture straordinarie, visite guidate o organizzate di gruppi, su prenotazione, minimo 10 persone).

book-shop, biblioteca, laboratorio di restauro, sala per conferenze, sezione didattica, visite scolastiche (le visite guidate per scolaresche e gruppi vanno concordate telefonicamente con la Segreteria del Museo)

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