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Museo Missionario d'Arte Cinese e Museo dell'Osservanza

Via dell'Osservanza, 88 - 40136 Bologna (BO)

Tel: + 39 051 580597

Riferimento mappa: M-9/10

Data ultimo aggiornamento: 04/05/2016, 19:01

Una documentata tradizione vuole che il colle sia stato luogo di ritiro di Sant'Antonio da Padova negli anni 1223/1227.
Agli inizi del secolo XV l'Osservanza era già un fiorente monastero e nel 1417 ebbero inizio grandi lavori per ricostruire interamente chiesa e convento. Dopo la soppressione da parte dei Francesi, nel 1812, la chiesa fu abbattuta da Antonio Aldini per trarne materiale utile per costruire la sua nuova villa.
La nuova chiesa di San Paolo in Monte dell'Osservanza dei frati francescani fu poi riedificata in forme neoclassiche nel 1826 su disegno dell'architetto Vincenzo Vannini.
L'Osservanza può essere considerata essa stessa un museo e dunque si può parlare di un museo dentro un museo.
L'attenzione dei religiosi per ogni opera di devozione e culto di loro proprietà ha assunto nei secoli valenza di memoria storica che unisce le vicende dell'Ordine, dalla sua origine, alla città di Bologna attraverso il culto degli oggetti, reliquiari, immagini sacre che qui ritroviamo.

ll museo dell'Osservanza
Il museo dell'Osservanza, allestito nel 2001 in locali annessi alla Basilica dell'Osservanza, è costituito da una cospicua raccolta di dipinti di notevole qualità, terrecotte policrome, suppellettili sacre, codici miniati, libri a stampa del secolo XV-XVIII e sculture del XIV e XV secolo. Il patrimonio è stato completamente restaurato.
Ricordiamo: - la "Crocefissione" di Orazio di Jacopo (1430); - il "Monogramma" di San Bernardino di Siena (1423); - la "Madonna in trono con il bambino" del XV sec.; - la "Madonna col bambino" di Sassoferrato (1659 circa); - e la bella "Santa Rosa da Viterbo" di Giuseppe Maria Crespi (1665-1747). Da ricordare tra la raccolta di terrecotte policrome bolognesi la "Testa di frate francescano" di Guido Mazzoni (1500 circa); - il "Presepe" e il "San Domenico" di Angelo Gabriello Piò (metà '700); - il "Sant'Onofrio" di Gaetano Gandolfi (fine '700), - la "Novità" di Filippo Scandellari (1790); - e la "Flagellazione di Cristo" dell'Algardi.

ll museo missionario di arte cinese
All'interno del Convento viene allestito, nel 1940, il Museo di Arte Cinese che espone una raccolta di oggetti d'arte e d'artigianato provenienti da Missioni in Estremo Oriente fino al 1948 (anno di chiusura delle missioni). I reperti qui conservati sono sia di natura etnografica che di più netto interesse storico-artistico. L'interesse principale che muoveva i frati nella raccolta di tali reperti era quello di documentare i costumi dei popoli da cristianizzare.
Il Museo è frutto dell'attività dei missionari francescani emiliani operanti negli anni precedenti l'ultimo conflitto mondiale in Cina. Interessante è il gruppo di bronzetti votivi buddisti, parte dei quali dorati, accanto a immagini di culto e simboli della religiosità popolare. Seguono, dall'area dell'Hunan, piccole sculture lignee raffiguranti divinità del pantheon popolare e piccole sculture legate al culto degli antenati. Alcuni altri aspetti della religiosità sono testimoniati da una serie di reperti e oggetti. Accanto si trovano immagini sacre a soggetto cristiano realizzate da artisti e artigiani cinesi. Interessanti sono anche i ricami su seta e dipinti, la ricca serie di copricapo di sacerdoti ricamati con il motivo del Sacro Cuore di Gesù e il monogramma di San Bernardino da Siena, realizzati da abili artigiane dell'Hunan e altre raffinate opere. Il Museo conserva inoltre reperti etnografici dell'Africa Centrale (Zaire) e della Nuova Guinea, attuali sedi di missione dei Frati Minori dell'Emilia.

La descrizione è tratta da: - " Arte cinese ed extra - europea (nel museo Missionario del Convento "Osservanza" Bologna)"
- "Il Museo dell'Osservanza di Bologna" (guida alle collezioni d'arte) , di Donatella Biagi Maino.

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