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Museo Civico d'Arte Industriale e Quadreria Davia Bargellini

Strada Maggiore, 44 - 40125 Bologna (BO)

Tel: +39 051 236708; +39 051 228821

Riferimento mappa: D-5

Data ultimo aggiornamento: 01/12/2016, 17:34

ll museo è ospitato al piano terreno del prestigioso Palazzo dei Bargellini, eretto a partire dal 1638 su disegno dell'architetto Bartolomeo Provaglia col successivo intervento degli scultori bolognesi Gabriele Brunelli e Francesco Agnesini per i due celebri atlanti in arenaria della facciata (1658). Risale invece alla prima metà del secolo successivo (1730) il sontuoso scalone, opera forse di Carlo Francesco Dotti. Estintisi i Bargellini nel 1839 il palazzo passò ad un ramo dei Davia, un'altra illustre famiglia senatoria bolognese che lo abitò fino al 1874. Il museo, aperto al pubblico nel 1924, si presenta ancor oggi nell'allestimento voluto dall'allora Soprintendente delle Belle Arti, Francesco Malaguzzi Valeri. Si compone di due distinti nuclei patrimoniali, la quadreria Davia Bargellini e le raccolte d'arte Industriale, la cui fusione nelle sale del museo doveva dar vita, nelle intenzioni dell'ideatore, ad un vero e proprio appartamento arredato del Settecento bolognese.

La Quadreria Davia Bargellini

La raccolta Davia Bargellini si segnala fra i pochissimi esempi ancora integri del collezionismo storico bolognese. All'immancabile galleria dei ritratti, quasi una genealogia in immagine dei più illustri componenti della famiglia Bargellini, (opere di Bartolomeo Passerotti, Prospero e Lavinia Fontana) fanno così riscontro i dipinti d'apparato commissionati a Marcantonio Franceschi all'inizio del Settecento (Venere, Adone, Bacco), e ancora conservati nelle loro sontuose cornici intagliate. Si segnalano inoltre opere di Bartolomeo Cesi e di Alessandro Tiarini, insieme a esempi di pittura dei secoli più antichi (XIV-XV), come La Madonna dei Denti di Vitale da Bologna, la Pietà con Giovanni da Elthinl, firmata da Simone dei Crocefissi (1368) e la Madonna col Bambino di Cristoforo da Bologna.

Le Raccolte d'Arte Industriale

Le raccolte d'arte applicata (o d'arte "industriale" come, con terminologia ancora ottocentesca, le definiva Malaguzzi Valeri) hanno una provenienza più eterogenea. Si tratta prevalentemente di acquisti effettuati sul mercato antiquario o presso privati intorno al 1920 (la collezione di ferri battuti), di depositi lasciati da Opere Pie bolognesi (le pianete ricamate sei-settecentesche) e di lasciti di vario genere (la carrozza tardo settecentesca nella VI sala). Ben rappresentata è la scultura bolognese dal XVI al XIX secolo (opere di Onofri, Mazza, Piò, Tandolini), la ceramica graffita rinascimentale, il mobilio e l'arte dell'intaglio barocco bolognese. Si segnalano ancora il Teatrino con marionette e il modello di palazzina arredata del sec. XVIII.

in bus: linee e orario sul sito www.tper.it

in auto: situato in zona a traffico limitato ZTL. Uscite tangenziale più vicine n. 11/11bis-12 direzione centro

 Da martedì a sabato 9.00-14.00; domenica e festivi infrasettimanali 9.00-13.00. Chiuso: lunedì non festivi, 1 maggio, 25 dicembre, 1 gennaio. 

8 dicembre 2016:  9 -13.
24 e 31 dicembre: ore 9-14.
Natale (25 dicembre): chiuso.
Santo Stefano (26 dicembre): ore 9 - 13.
Capodanno (1° gennaio): chiuso.
Epifania (6 gennaio): ore 9 - 13.


Il salone al primo piano ed il ciclo di dipinti sono visibili al pubblico ogni due mesi il primo venerdì (4 marzo 2016, 6 maggio 2016, 1 luglio 2016, 2 settembre 2016, 4 novembre 2016), alle ore 17.30: ritrovo al Museo Davia Bargellini (ingresso gratuito).

Museo Civico d'Arte Industriale e Quadreria Davia Bargellini