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Palazzo Aldini-Sanguinetti

Strada Maggiore 34 - 40125 Bologna (BO)

Tel: +39 051 2757711

Fax: +39 051 2757728

Riferimento mappa: D-5

Data ultimo aggiornamento: 23/11/2016, 09:31

STORIA ED ARCHITETTURA

Il Palazzo oggi denominato Sanguinetti, dal nome della più recente famiglia proprietaria è il risultato della complessa evoluzione degli insediamenti di quella zona, dal Medioevo ad oggi, e reca le tracce di ognuna delle trasformazioni subite. Il nucleo originario del Palazzo, agli inizi del XVI secolo, apparteneva alla famiglia Loiani, nobili di rilievo nella vita politica bolognese, ed era ritenuta all'epoca la più bella e rifinita casa della città.

L'edificio fu venduto nel 1569 ai fratelli Ercole e Giulio Riario - ramo bolognese di una famiglia di Savona, imparentata con i della Rovere - titolari di un seggio senatorio e, dal 1578, del titolo cardinalizio.

Acquistati terreni ed edifici confinanti, il senatore Ercole Riario fece ricostruire e ampliare la dimora, secondo i criteri di grandiosità e fasto allora imperanti tra le famiglie più in vista: le singole abitazioni furono unite in una struttura unitaria e si impostò probabilmente allora lo scalone scenografico che tutt'ora caratterizza l'edificio, indispensabile nella coreografia delle celebrazioni barocche delle famiglie senatorie. Il secondo intervento strutturale importante fu per volere di Antonio Aldini.

Il 2 marzo 1796, il marchese Raffaello Riario Sforza concesse il palazzo in enfiteusi (una sorta di contratto d'affitto che lasciava ampie facoltà ai locatari) al conte avvocato Antonio Aldini. Persona di fiducia di Napoleone Bonaparte a Bologna, il conte svolse un ruolo di primo piano nel periodo rivoluzionario seguìto all'arrivo dei Francesi, e venne elevato anche alla carica di Ministro Segretario di Stato nel Regno d'Italia. Nel 1798 l'Aldini diede incarico all'architetto Giovanni Battista Martinetti (1774-1830), suo amico, e anch'egli personaggio di spicco dell'entourage filofrancese, di rimodernare il palazzo, aggregandovi anche parte della confinante casa con torre che era stata degli Oseletti. Per opera di questo architetto, fu dato un nuovo impianto all'appartamento al piano nobile, adeguato al gusto borghese: fu allora abbassato e diviso in due stanze il grande salone cinquecentesco che si trovava in corrispondenza delle due sale più ampie dell'attuale Museo: il vestibolo, o Sala delle Virtù, e la Sala delle Feste.

Risalgono a questa fase le principali decorazioni, che tutt'ora rendono questo palazzo un bene storico-artistico straordinario, tra i più importanti monumenti italiani d'età neoclassica.

A seguito della caduta di Napoleone e della rovina economica di Aldini il palazzo fu venduto al nobile cubano don Diego Pegnalverd, già membro del governo napoleonico. Alla sua scomparsa, avvenuta nel 1832, il palazzo passò al celebre tenore Domenico Donzelli; questi, a dire dei contemporanei, "lo ha continuamente ingrandito e ristaurato nella foggia magnifica che al presente si dimostra".

E' noto che mentre Donzelli abitava l'edificio di Strada Maggiore 34, Gioacchino Rossini fu suo ospite, poiché la sua dimora, che si trovava a pochi metri da lì, era in ristrutturazione.

Nel 1870 il palazzo fu acquistato dalla famiglia Sanguinetti - famiglia che ha lasciato tracce di sé in molti ambiti della vita e della storia di Bologna - alla quale si devono le più recenti decorazioni, nella parte dell'edificio destinata a biblioteca, e in particolare la cosiddetta "saletta egizia", i cui meravigliosi affreschi sono emersi in occasione del recente restauro del palazzo.

L'ultima erede, la signora Eleonora Sanguinetti, nel 1986 ha donato al Comune di Bologna la gran parte dell'edificio, a ricordo - come scrisse nel suo testamento - del "... mio indimenticabile papà, dottor Guido Sanguinetti, nel cui nome e nella cui memoria, per l'amore che ebbe sempre per la sua città e la sua casa, ho voluto a suo tempo la donazione del palazzo di Strada Maggiore 34, perché fosse destinato a museo musicale e biblioteca".

Il Palazzo Sanguinetti ospita infatti al suo interno il museo internazionale e biblioteca della musica, inaugurato nel 2004.

in bus: linee e orario sul sito www.tper.it

in auto: situato in zona a traffico limitato ZTL. Uscite tangenziale più vicine n. 11/11bis-12 direzione centro

intero € 5,00, ridotto € 3,00 (visitatori over 65 anni, visitatori di età maggiore di 18 anni e minore o uguale a 25 anni, gruppi di almeno 10 unità, possessori Family Card e Carta Giovani del Comune di Bologna, enti e associazioni convenzionati 

Biglietto gratuito: prima domenica del mese, visitatori di età fino a 18 anni compiuti, studenti Scuole Secondarie di II grado, studenti universitari muniti di tesserino, due accompagnatori per gruppo scolastico,  1 accompagnatore per gruppo di almeno 10 unità,  1 accompagnatore di minore che partecipa a laboratori programmati dal museo, guide turistiche munite di tesserino,  giornalisti muniti di tesserino, portatore di handicap e accompagnatori, soci ICOM, enti e associazioni convenzionati,soggetti elencati art. 4 co 3 lettera a, b, d, e, f, g, h, i - Decreto n. 507 del 11/12/1997 e ss.mm. (anche studenti e docenti del Conservatorio e di altri istituti equiparati di cui alla lett. h), possessori Card Musei Metropolitani, possessori Bologna Welcome Card

da martedì a venerdì 9.30-16.00; sabato, domenica e festivi 10.00-18.30; 24 e 31 dicembre 9.00-14.00. Chiuso: lunedì non festivi,  1 maggio, 24, 25 e 31 dicembre, 1 gennaio.

8 dicembre 2016: 10 - 18.30.
24 e 31 dicembre: ore 10-14.
Natale (25 dicembre): chiuso.
Santo Stefano (26 dicembre): ore 10-18.30.
Capodanno (1° gennaio): chiuso.
Epifania (6 gennaio): ore 10-18.30.

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