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Edifici e vie storiche

Palazzo d'Accursio o Comunale

Palazzo d'Accursio o Comunale

Il Palazzo Comunale è costituito da un insieme di edifici che nel corso dei secoli sono via via stati uniti ad un nucleo più antico acquisito dal Comune alla fine del Duecento, comprendente fra l'altro l'abitazione di Accursio, maestro di diritto nello Studio bolognese. Fu inizialmente destinato a conservare le pubbliche riserve granarie e ad ospitare alcuni uffici municipali; da quando nel 1336 divenne residenza degli Anziani, la massima magistratura di Governo del Comune, è la sede del governo della città.

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Palazzo Re Enzo

Palazzo Re Enzo

Denominato 'palazzo nuovo' per distinguerlo dal palazzo del Podestà, viene costruito tra 1244-46 (contemporaneamente al palazzo del capitano del popolo) come ampliamento degli edifici comunali. Appena tre anni più tardi diviene la 'residenza' del re prigioniero della battaglia di Fossalta: re Enzo di Sardegna, figlio di Federico II

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Palazzo dell'Archiginnasio

Palazzo dell'Archiginnasio

Il Palazzo fu fatto costruire dal Cardinale Borromeo fra il 1562 e il 1563 su progetto dell'architetto Antonio Morandi detto il Terribilia come sede per le scuole dello Studio Universitario (Diritto e Arti). Fino al 1803 fu sede dell'Università e dal 1838 ospita la Biblioteca Civica.

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Palazzo del Monte di Pietà

Palazzo del Monte di Pietà

L’edificio, di origini quattocentesche, ospitava in origine i canonici della vicina Cattedrale di San Pietro. Nel XVI secolo vi fu istituito il Monte di S.Pietro (il Monte di Pietà era un'istituzione finanziaria senza scopo di lucro che erogava prestiti di limitata entità in cambio di un pegno). Nel XVIII secolo, il palazzo fu ristrutturato dall'architetto romano Marco Antonio Bianchini in collaborazione con Alfonso Torreggiani e furono aggiunti altri Monti della città. Sulla porta principale, una scultura in terracotta a tutto tondo raffigura una Pietà su Cristo Morto attribuita a Gabriele Fiorini.

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Palazzo Bocchi

Palazzo Bocchi

Inaugurato nel 1546 su progetto di Jacopo Barozzi da Vignola, l’edificio, di proprietà dell’umanista bolognese Achille Bocchi (1488 – 1562), divenne presto sede dell’accademia da lui fondata.

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Palazzo dell’Ex Seminario  (ora Grand Hotel Majestic, “già Baglioni”)

Palazzo dell’Ex Seminario (ora Grand Hotel Majestic, “già Baglioni”)

L’edificio fu realizzato su progetto dell’architetto Alfonso Torreggiani (XVII secolo) per desiderio di Papa Benedetto XIV come sede del Seminario Arcivescovile. Nel 1912 il palazzo venne trasformato in albergo ed è tuttora il più prestigioso hotel della città. Una sala al piano nobile, connessa al vicino Palazzo Fava,  conserva un fregio che rappresenta le Storie d'Europa dipinto alla fine del '500 da Agostino, Annibale e Ludovico Carracci.

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Palazzina Majani

Palazzina Majani

Realizzata da Augusto Sezanne in stile liberty a inizio ‘900 come sede del caffé e del negozio di cioccolata Majani, attualmente ospita un punto vendita di una catena di negozi di abbigliamento low cost. Da notare le decorazioni floreali nei capitelli del portico e nei balconi in ferro battuto.

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Palazzo Ghisilieri

Palazzo Ghisilieri

Sulla facciata del Palazzo, una lapide ricorda che lì sorgevano le case medievali del giurista Rolandino de’ Romanzi, sepolto in una delle arche piramidali collocate nella vicina Piazza Malpighi. In seguito fu costruito il palazzo dalla famiglia Ghisilieri (XV) che nel XIX secolo passò di proprietà alla famiglia svizzera Brun, da cui prese nome l’Hotel Brun. Fu uno degli alberghi più raffinati della città fino alla II guerra mondiale, quando fu gravemente colpito da un bombardamento aereo.

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Palazzo Ronzani

Palazzo Ronzani

Il palazzo fa angolo con le logge cinquecentesche del portico del Pavaglione.  Attuamente, il piano terreno è sede di una raffinata gioielleria-orologeria, inserita nell’albo delle botteghe storiche, il cui arredo esterno, dalle vetrate in stile floreale, fu eseguito su disegno dell’artista Paolo Sironi.

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Casa Barilli

Casa Barilli

Realizzato da L.Bertolazzi agli inizi del ‘900, l’edificio fu uno dei primi grandi magazzini e uno dei pochi esempi liberty della città. La facciata del palazzo ricalca modelli sezession. Attualmente, l’edificio ospita un negozio di una nota azienda informatica americana.

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Casa Buratti

Casa Buratti

Su via dell’Inferno, al numero 16, si affaccia l’edificio religioso più importante del ghetto, restituito alla città dopo un restauro radicale (1955): si tratta della antica sede della Sinagoga, costruita a metà del 1800 e, in seguito, gravemente danneggiata dalla guerra.

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Palazzo Pepoli Campogrande

Palazzo Pepoli Campogrande

All'inizio della centralissima Castiglione si fronteggiano due storici palazzi della famiglia Pepoli che sale alla ribalta della cronaca locale con l'ascesa al potere di Taddeo nel 1334 (in coincidenza con la caduta del card. Bertrando del Poggetto).

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Palazzo Poggi

Palazzo Poggi

Il palazzo ideato intorno alla metà del XVI secolo presumibilmente da Pellegrino Tibaldi con l'intervento di Bartolomeo Triachini, cui si attribuisce in particolare il cortile interno, diviene sull'onda delle riforme di epoca napoleonica (1803) la nuova sede dell'Università Nazionale.

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Palazzo di Residenza della Cassa di Risparmio di Bologna

Palazzo di Residenza della Cassa di Risparmio di Bologna

La Cassa di Risparmio di Bologna affida l’incarico di realizzare una prestigiosa sede di rappresentanza ad uno dei protagonisti dell’eclettismo italiano, Giuseppe Mengoni, noto negli stessi anni (1868) per la costruzione della Galleria Vittorio Emanuele di Milano. In meno di cinque anni sorge sull’attuale via Farini il maestoso edificio rivestito di marmi variegati e rifiniture in ferro e ghisa.

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Palazzo Sanuti Bevilacqua Degli Ariosti

Palazzo Sanuti Bevilacqua Degli Ariosti

La realizzazione di questo splendido palazzo su via D'Azeglio è commissionata tra 1477 e 1482 dal giurista Niccolò Sanuti e dalla consorte Nicolosia ad un architetto e a maestranze forse toscane o ferraresi. Tipicamente non bolognesi risultano numerose scelte stilistiche come l'assenza del portico e l'uso del bugnato a spigolo smussato affine a palazzo dei Diamanti a Ferrara di Biagio Rossetti.

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Casa Carducci

Casa Carducci

Situato nello spalto dell'antica cinta muraria fra la porta Maggiore e la porta Santo Stefano, l'edificio di Casa Carducci risale al XVI e attesta una storia più che bisecolare di luogo di culto.

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Villa Aldrovandi Mazzacorati

Villa Aldrovandi Mazzacorati

La Villa sorge sul territorio della tenuta di Camaldoli acquisita da Annibale Marescotti nel 1616. Alcuni anni più tardi, nel 1690, dopo la morte di Raniero la nobile dimora con giardino passo alla famiglia Aldrovandi. Alla fine del ’700 la villa divenne proprietà dei marchesi Mazzacorati. All'interno della villa è ospitato il Museo Storico del Soldatino "Mario Massacesi".

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Villa delle Rose

Villa delle Rose

La villa, un'antica residenza di villeggiatura indicata nei catasti settecenteschi come Casino Cella, dal nome dei primi proprietari, viene edificata nella seconda metà del'700 al posto di una preesistente dimora di campagna appartenuta agli Spannocchi (famiglia di origine senese). Per abbondanza dei fiori la villa prese il nome di Villa delle Rose. Nel suo giardino si possono ancora ammirare varie sculture del primo Novecento tra cui quelle di Romagnoli, Baruzzi, Montaguti, Legnani, Drei e Boni.

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Villa Spada

Villa Spada

La villa sorge sull'antica tenuta dei marchesi Zambeccari al posto dell'edificio denominato Casino Zambeccari le cui prime notizie risalgono al 1774. Dal 1990 la villa ospita il Museo Storico Didattico della Tappezzeria "Vittorio Zironi".

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Villa Impero

Villa Impero

Villa Impero venne costruita nei primi anni dell'Ottocento dal Marchese Mazzacorati su progetto di Francesco Tadolini come edificio da destinare a salone delle feste dell'esistente neoclassica villa Aldrovrandi ai Camaldoli.

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I Portici di Bologna

I Portici di Bologna

Lunghi quasi 40 km, rendono la città felsinea unica al mondo e sono stati candidati come “patrimonio dell’umanità” Unesco. Le oltre 600 arcate del portico di San Luca, unico al mondo per la sua lunghezza di 3.796 metri, collegano la città al Santuario sul Colle della Guardia.

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Voltone del Podestà

Voltone del Podestà

Situato sotto il Palazzo del Podestà, originariamente era sede del mercato e dei banchi dei notai, sotto i suoi archi venivano poi eseguite condanne alla berlina per i bestemmiatori o anche sentenze capitali per impiccagione.

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Piazza Maggiore

Piazza Maggiore

Cuore della città, Piazza Maggiore è il risultato di secolari trasformazioni che la arricchirono via via di importanti edifici. Oltre alla Basilica di San Petronio si affacciano sulla piazza il Palazzo dei Notai, il Palazzo d’Accursio, il Palazzo del Podestà e la scenografica facciata del Palazzo dei Banchi.

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Piazza Verdi

Piazza Verdi

Situata nel pieno centro storico di Bologna, attraversata nel mezzo da Via Zamboni, la via universitaria per eccellenza, Piazza Giuseppe Verdi è a pochi minuti di cammino dalle due torri, simbolo del capoluogo emiliano.

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Piazza dei Martiri

Piazza dei Martiri

Intitolata inizialmente al Re Umberto I, la piazza occupò alla fine del secolo scorso gli antichi orti dei Garagnani. Sulla piazza si affaccia l'edificio che ha ospitato per lungo tempo il seminario regionale Benedetto XV che ora si é trasferito nella zona collinare di Barbiano.

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Piazza VIII Agosto

Piazza VIII Agosto

La piazza deve il suo nome al giorno del 1848 nel quale furono sconfitti gli austriaci. In precedenza conosciuta come “piazza del mercato” in quanto sede della fiera del bestiame, ospita oggi lo storico mercato settimanale "La Piazzola".

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Via dell'Inferno

Via dell'Inferno

Via dell’Inferno era l’arteria principale del ghetto, verso la quale confluiva un intreccio di piccole strade: via de' Giudei (un tempo via S. Marco e poi via delle due Torri), via Canonica (un tempo via Canonica S. Donato), vicolo di S. Giobbe, vicolo Mandria, via del Carro e via Valdonica.

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Piazzetta Marco Biagi

Piazzetta Marco Biagi

La Piazzetta compresa tra via dell’Inferno e Piazza San Martino, il 22 novembre 2002 è stata intitolata al Professor Marco Biagi, il Giuslavorista consulente del ministero del Lavoro ucciso mentre rientrava alla sua abitazione.

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Canton de’Fiori

Canton de’Fiori

Suggestivo tratto di strada che attualmente ospita l’omonimo bar, deriva il nome dall’antica presenza di alcune fiorerie. Nel retrobottega di una di queste, nel novembre del 1794, due studenti universitari - Luigi Zamboni (bolognese) e Giovanni Battista De Rolandis (astigiano) - preparono un tentativo insurrezionale contro il governo pontificio, presto fallito.

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Albergo del Pellegrino

Albergo del Pellegrino

Collocata sulla facciata dell’attuale edificio, una lapide, di cui l’originale, del 1886, è conservata all’interno del portone, ricorda la presenza dell’Albergo del Pellegrino dal 1500 al 1930. Il testo dell’iscrizione, opera di Giosuè Carducci, ricorda che qui soggiornò il grande poeta inglese Lord Byron.

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via del Porto

via del Porto

Chiamata così perché antico punto d'accesso al Porto Naviglio, lo scalo bolognese per il traffico fluviale (sul canale Navile). Il tratto orientale della strada fu denominato nel 1801 via dei Murelli, in ricordo dei muri di sostegno fatti costruire per la sicurezza dei pedoni nella seconda metà del XVI secolo.

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Porta Galliera

Porta Galliera

Fin dalle sue origini la Porta ebbe l’importante funzione di raccordare vie di terra e d’acqua verso la pianura e verso Ferrara. Venne isolata agli inizi del Novecento, a seguito della demolizione delle mura, e successivamente restaurata nel 1926 e si trova nell'ultima cerchia di mura.

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Porta Lame

Porta Lame

Costruita nel 1677 appartiene alla terza e ultima cerchia delle mura. Le statue bronzee dei giovani partigiani ricordano una battaglia avvenuta nei pressi della porta il 7 novembre 1944.

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Porta San Donato

Porta San Donato

Costruita nel XIII secolo a presidio della strada per le valli d’Argenta e per Ferrara, è conosciuta anche come Porta Zamboni e chiude la zona universitaria cittadina. Nel 1354 fu munita di un ponte levatoio. Per motivi di sicurezza fu chiusa e murata nel 1428, ma poi fu ristrutturata e riaperta nei decenni successivi.

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Porta San Felice

Porta San Felice

Eretta nel XIII secolo e dotata nel 1334 di una rocca e di un ponte levatoio. La Porta fu ampiamente restaurata nel 1805 in occasione di una visita di Napoleone e successivamente nel 1840 quando sulle mura ai suoi lati furono aggiunti i merli a coda di rondine.

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Porta Santo Stefano

Porta Santo Stefano

Collegata alla via Toscana verso Firenze, fu abbattuta nel 1843 e ricostruita dall'architetto Filippo Antolini per ordine di Papa Gregorio XVI. La porta era chiusa da due pilastri e una grande cancellata di ferro presenti ancora oggi all'ingresso del Parco dei Giardini Margherita, dalla parte di porta Castiglione.

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Porta Saragozza

Porta Saragozza

Eretta nel XIII e dotata nel 1334 di un avancorpo e di un ponte levatoio che valicava il fossato, ha oggi l’aspetto che le fu conferito dal radicale restauro nel 1859, che fece sostituire il cassero medievale con quello attuale raccordandolo con due portici merlati ai due torrioni cilindrici laterali

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Porta Govese

Porta Govese

Porta Govese è chiamata anche torresotto dei Piella. Il torresotto di via Piella appartiene alla seconda cerchia di mura, iniziata nel tardo XII secolo. Nel fianco del torresotto si conserva una Madonna con santi di Francesco Brizio, del XVII secolo.

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