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Notizie e curiosità con la guida di bolognawelcome.it: VIA RIZZOLI

Dopo VIA INDIPENDENZA e VIA UGO BASSI, ecco il terzo ed ultimo percorso elaborato dalla guida storica del settore turismo del Comune di Bologna, Giorgia Zabbini che ci porta in VIA RIZZOLI.

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Via Rizzoli

Via Rizzoli

I caffè, le banche e i negozi di via Rizzoli non sono che l’immagine contemporanea di quest’asse che duemila anni fa era già presente con il nome di Via Aemilia.
Questo tratto del decumanus maximus romano collega il cuore della città, Piazza Maggiore, con le Due Torri, simbolo cittadino. Fu aperta ai primi del ‘900 nell’antico quartiere artigianale detto Mercato di Mezzo e intitolata al noto ortopedico Francesco Rizzoli, nato a Milano ma vissuto a Bologna.
Passeggiando per la via, suggeriamo una occhiata a:


Palazzo Ronzani

Palazzo Ronzani

via Rizzoli 1
Realizzato nel primo decennio del ‘900 da Gualtiero Pontoni  fece parte del nucleo di palazzi eleganti sorti a cavallo dei due secoli e fa angolo con le logge cinquecentesche del portico del Pavaglione. Nel 1914 venne inaugurato a piano terra anche il Teatro Modernissimo poi diventato Cinema Arcobaleno la cui attività è cessata diversi anni fa. Attuamente, il piano terreno è sede di una raffinata gioielleria-orologeria, inserita nell’albo delle botteghe storiche.

Curiosità: Durante le prime decadi del secolo scorso, nell’angolo fra il portico del Pavaglione e via Rizzoli c’era un gruppo fisso di eleganti sfaccendati che trascorrevano il loro tempo lanciando complimenti alle donne che passavano. Il luogo fu così chiamato “l’angolo degli imbecilli”.


Palazzo delle Assicurazioni Generali

Palazzo delle Assicurazioni Generali

via Rizzoli 7
Realizzato da L.Repossi ai primi anni del ‘900, sotto il portico è uno spazio ristretto, che fino a poco tempo fa ospitava un negozio, impreziosito dal design di Enrico De Angeli (ottone, plexiglass, cromature) assecondando le ricerche estetiche degli anni ’50.

Curiosità: al n.9 di via Rizzoli si trova il Roxi Bar, reso celebre dalla canzone “Vita spericolata” del cantante Vasco Rossi. Quando non era ancora famoso, il cantante frequentava spesso questo bar, non solo per bere il "suo whisky", ma anche per cantare. Si sedeva per terra fuori dalla vetrina e suonava la chitarra.



Le due Torri: Garisenda e degli Asinelli

Le due Torri: Garisenda e degli Asinelli

Piazza di Porta Ravegnana
Collocate strategicamente nel punto di ingresso in città dell'antica via Emilia, le due Torri sono l'immagine simbolo di Bologna "la turrita", così chiamata per il centinaio di torri e case-torri costruire nel Medioevo, delle quali attualmente
ne rimangono poco più di venti. Realizzate in solida muratura, svolgevano
importanti funzioni militari (di segnalazione e di difesa) oltre a rappresentare con la loro imponenza il prestigio sociale della famiglia a cui venivano intitolate.
La Torre Asinelli (Xi secolo) è la più alta in città (98 m.). Dalla sua sommità, che si raggiunge dopo aver salito a piedi 498 gradini, si gode uno splendido panorama. Di fianco si erge la Torre Garisenda (XI secolo), alta 48 metri
e pendente a causa di un cedimento delle fondamenta avvenuto nel XII secolo. Alla base della Garisenda, una lapide riporta alcuni versi del canto XXXI dell’Inferno di Dante Alighieri, nel quale la torre è paragonata al mitico gigante
Anteo. Dinanzi alle torri è collocata una statua di San Petronio, patrono della città, commissionata allo scultore Gabriele Brunelli (XVII secolo) dalla Compagnia dei Drappieri, che lì avevano la loro sede.

Curiosità: tra le tradizioni ancora legate attualmente alla torre Asinelli, ve ne sono due: una riguarda l’autentica misura della tagliatella bolognese, che secondo la tradizione deve essere 6,5-7 mm da cruda e che corrisponde alla 12.270esima parte dell’altezza della torre; la seconda ricorda la consuetudine per la quale gli studenti universitari non debbano salire la torre prima della laurea, a rischio di lasciare gli studi inconclusi



Palazzo Unicredit e Galleria Acquaderni

Palazzo Unicredit e Galleria Acquaderni

via Rizzoli 34
Il palazzo fu realizzato da E.Collamarini nei primi anni del ‘900. Sotto di esso, fu contemporaneamente aperta la gradevole Galleria Acquaderni, sul luogo dell’antica chiesa di S.Giobbe. L’elegante galleria fu decorata da L.Lambertini che vi pose anche quattro vecchie stampe policrome rappresentanti Piazza Maggiore, la Processione della Madonna di San Luca, Piazza San Domenico e Piazza Malpighi.

Curiosità: all’interno della Galleria, al n.2, una lapide ricorda che da qui Carlo V, durante il soggiorno a Bologna (1530) per la sua incoronazione a Imperatore del Sacro Romano Impero, assistette a una corsa di cavalli.


Casa del Collegio di Spagna

Casa del Collegio di Spagna

Via Rizzoli 28
Il Palazzo, dallo stile semplice e severo, fu realizzato da A. M. Laghi (XVIII secolo). Sulla facciata, è collocato lo stemma di Ferdinando VI re di Spagna (1751)

Curiosità: al pianterreno del palazzo fu ubicata l’Osteria dei Tre Re, che testimonia la tradizionale e folta presenza di osterie in città, frequentate soprattutto da studenti e mercanti.


Casa Barilli

Casa Barilli

Via Rizzoli 16
Realizzato da L.Bertolazzi agli inizi del ‘900, l’edificio fu uno dei primi grandi magazzini e uno dei pochi esempi liberty della città. La facciata del palazzo ricalca modelli sezession. Attualmente, l’edificio ospita un negozio di una nota azienda informatica americana.

Curiosità: poco prima, al N. 24 di Via Rizzoli, si trova vicolo Bonvi. Il noto fumettista Bonvi, al secolo Franco Bonvicini (1941-1995), modenese di nascita e bolognese d’adozione, abitava in questo vicolo a lui intitolato. Padre del celebre fumetto Sturmtruppen, Nick Carter e Cattivik, Bonvi è un testimonial di Bologna, città creativa del fumetto