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Notizie e curiosità con la guida di bolognawelcome.it: VIA INDIPENDENZA

I T Days sono una occasione straordinaria per riscoprire o apprezzare per la prima volta la specificità di una parte importante del centro storico di Bologna.

Una parte di città, il cuore della città, che finalmente si può gustare senza l’affanno della quotidianità che obbliga a muoversi con frenesia e disattenzione.

Bolognawelcome.it invita ad alzare lo sguardo, a soffermarsi su particolari finora ignorati o non colti nella loro pienezza grazie all’opportunità che danno una pacata e agevole passeggiata o una pedalata.

E lo fa con un contributo eccezionale, quello di una guida storica del settore turismo del Comune di Bologna, Giorgia Zabbini, che proprio per le strade della T ha elaborato tre specifici percorsi: Via Indipendenza, Via Ugo Bassi, Via Rizzoli che potranno anche essere scaricati e portati con sé. Ecco il primo percorso, lungo  Via Indipendenza.

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Via Indipendenza

Via Indipendenza

La strada venne aperta a fine Ottocento per collegare il centro cittadino alla stazione ferroviaria. Lungo la via porticata da entrambi i lati si incontrano bar, ristoranti, negozi, monumenti.
Alle spalle del Mercato della Piazzola, del Teatro Arena del Sole e della Statua di Garibaldi, nel tratto di via Indipendenza che da via Righi arriva all'incrocio con le vie Ugo Bassi-Rizzoli, suggeriamo una occhiata a:


Palazzo del Monte di Pietà

Palazzo del Monte di Pietà

L’edificio, di origini quattocentesche, ospitava in origine i canonici della vicina Cattedrale di San Pietro. Nel XVI secolo vi fu istituito il Monte di S.Pietro (il Monte di Pietà era un'istituzione finanziaria senza scopo di lucro che erogava prestiti di limitata entità in cambio di un pegno). Nel XVIII secolo, il palazzo fu ristrutturato dall'architetto romano Marco Antonio Bianchini in collaborazione con Alfonso Torreggiani. Sulla porta principale, una scultura in terracotta a tutto tondo raffigura una Pietà su Cristo Morto attribuita a Gabriele Fiorini.

Curiosità: girando per la città e guardando con il naso all’insù, diversi portali di palazzi bolognesi del Seicento e Settecento ospitano interessanti gruppi scultorei.


Cattedrale Metropolitana di San Pietro

Cattedrale Metropolitana di San Pietro

E' la cattedrale della città in quanto sede del vescovo. La prima fondazione risale al X secolo. Dopo un incendio avvenuto nel XII secolo, l'edificio fu ricostruito e venne innalzato il campanile che tuttora racchiude all’interno la precedente torre cilindrica del X secolo. Ulteriori cambiamenti avvennero tra il  XVI e il XVII  secolo a cura di vari architetti, quando si procedette all'abbellimento e all'ampliamento dell'edificio nelle forme barocche che oggi si possono ammirare. La facciata, del XVIII secolo, fu eseguita su disegno di Alfonso Torreggiani. All'interno, nella cappella maggiore, la chiesa è arricchita dai dipinti di Prospero Fontana (XVI secolo) e di Ludovico Carracci (Annunciazione, 1618) e, nella prima cappella a destra, dal gruppo scultoreo in terracotta rappresentante un Compianto sul Cristo morto di Alfonso Lombardi (XVI secolo). Nella laterale via Altabella sono conservati i resti del portale romanico “dei leoni” (le sculture duecentesche dei due leoni in marmo rosso veronese che sostengono le acquasantiere attualmente si trovano presso il portale maggiore). Questa  porta laterale venne usata fino all'età napoleonica come ingresso degli studenti universitari per il conferimento della laurea, che si celebrava in cattedrale.
Nell'annesso Museo di San Pietro sono conservati preziosi oggetti di arte sacra e liturgica.
Dal XV secolo, tuttora nel mese di maggio l’immagine bizantina della Madonna con Bambino, ospitata all’interno del Santuario della Madonna di San Luca, sul Colle della Guardia, viene portata in città nella Cattedrale di San Pietro, dove resta per tutta la settimana dell’Ascensione per poi ritornare al Santuario.


Curiosità: fino al XIII secolo, quando venne costruita Piazza Maggiore, qui era il cuore di Bologna. Proprio di fronte alla Cattedrale, dall’altro lato di via Indipendenza, si può trovare un vicolo senza uscita oggi detto “degli Ariosti” dove la tradizione ha sempre visto in quel punto “l’ombelico” ovvero il centro di Bologna.


Canton de' Fiori

Canton de' Fiori

Suggestivo tratto di strada che attualmente ospita l’omonimo bar, deriva il nome dall’antica presenza di alcune fiorerie. Nel retrobottega di una di queste, nel novembre del 1794, due studenti universitari - Luigi Zamboni (bolognese) e Giovanni Battista De Rolandis (astigiano) - preparono un tentativo insurrezionale contro il governo pontificio, presto fallito.
L’attuale edificio, denominato Casa Stagni, fu ristrutturato a fine ‘800 dall’ artista Augusto Sezanne per l’ omonimo proprietario che acquistò il palazzo precedentemente appartenuto alla famiglia Scappi, di cui tuttora incorpora la torre duecentesca. Secondo la leggenda, la famiglia Scappi fu insignita del titolo nobiliare e così chiamata per aver sventato il tentativo di fuga di Re Enzo. Si dice che una rappresentante della famiglia, vedendo Re Enzo nascosto nella gerla di un brentatore,  gridò “scappa scappa” facendolo  così ricatturare dai bolognesi. La Torre degli Scappi è alta 39 metri e alla sua base ha sede la Coroncina, una delle botteghe più antiche di Bologna (1694), dove in origine si vendevano articoli religiosi.


Curiosità: la volta affrescata del portico di Casa Stagni, che riporta la scritta 'panis vita, canabis protectio, vinum laetitia'  (il pane è vita, la  canapa è protezione, il vino è letizia), testimonianza dell’opulenza agricola locale, è tradizionalmente considerata uno dei luoghi misteriosi della città.


Palazzo dell'Ex Seminario  (ora Grand Hotel Majestic, "già Baglioni")

Palazzo dell'Ex Seminario (ora Grand Hotel Majestic, "già Baglioni")

L’edificio fu realizzato su progetto dell’architetto Alfonso Torreggiani (XVII secolo) per desiderio di Papa Benedetto XIV come sede del Seminario Arcivescovile. Nel 1912 il palazzo venne trasformato in albergo ed è tuttora il più prestigioso hotel della città. Una sala al piano nobile, connessa al vicino Palazzo Fava, conserva un fregio che rappresenta le Storie d'Europa dipinto alla fine del '500 da Agostino, Annibale e Ludovico Carracci.


Curiosità: nei locali sotterranei del Grand Hotel Majestic, in corrispondenza della sala colazione, è possibile ancora oggi osservare un lastricato  stradale romano originale.


Palazzina Majani

Palazzina Majani

Realizzata da Augusto Sezanne in stile liberty a inizio ‘900 come sede del caffé e del negozio di cioccolata Majani, attualmente ospita un punto vendita di una catena di negozi di abbigliamento low cost. Da notare le decorazioni floreali nei capitelli del portico e nei balconi in ferro battuto.


Curiosità: nella parte superiore dell’edificio, caratterizzato da ampia terrazza all’aperto, erano ospitati un bar, una sala da tè e caffè e una sala da ballo. Nel 1900 via Indipendenza ospitava diversi caffè e sale da ballo, molto di moda all’epoca.